F1 | Mercedes: nessuna strategia poteva salvarla, anche tagliando la chicane
A Monaco la Mercedes ha vissuto il peggior weekend della stagione: novità accantonante, fuori dai punti con entrambe le vetture e mai davvero competitiva nelle libere, venendo fermata da guasti e incidenti in qualifica. Nemmeno le strategie più aggressive, anche tagliando la chicane, avrebbero cambiato l’esito. Scopriamo il perché.
George Russell, Mercedes
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Se si scorre la classifica della top 10 di Monaco, c’è un grande assente: per la prima volta in questa stagione, la Mercedes è rimasta fuori dalla zona punti con entrambe le vetture. Il weekend nel Principato si è rivelato stregato per la Stella, mai protagonista nelle libere e, soprattutto, costretta ad arrendersi in qualifica, complice un incidente e un problema tecnico che hanno messo fuori gioco entrambe le monoposto.
Sin dal venerdì, infatti, la W16 ha faticato a generare grip dalle gomme, un aspetto fondamentale su una pista come Monte Carlo, dove la posizione in griglia gioca un ruolo decisivo nel risultato finale. Andando ancor più nello specifico, la W16 ha sofferto soprattutto di sottosterzo nelle curve più lente, faticando a trovare la necessaria precisione all’anteriore.
Un duro colpo, soprattutto considerando che durante il mondiale la Stella ha spesso costruito i suoi risultati migliori proprio esaltandosi in qualifica. Solo ribaltando il setup dopo le FP3 e tornando a soluzioni più collaudate, George Russell sembrava aver trovato una direzione promettente, tra l'altro in un weekend dove aveva già bocciato le novità portate a Imola, inclusa la nuova sospensione posteriore.
George Russell, Mercedes
Foto di: Peter Fox / Getty Images
Russell si è subito trovato più a suo agio in qualifica rispetto alle sessioni precedenti, tanto da lasciar intendere che avrebbe potuto lottare per le prime due file. Parole che non troveranno mai conferma, a causa del guasto tecnico che lo ha estromesso durante la Q2, al quale si è aggiunto l’incidente di Andrea Kimi Antonelli al termine della prima manche.
Mercedes ha sorpreso scegliendo la tattica "classica"
Anche per questo, partendo dalla settima e dall’ottava fila, qualsiasi strategia non avrebbe potuto salvare il GP della Mercedes, di fatto bloccata tra due fuochi. Una delle idee emerse prima della gara era che la Stella potesse essere tra le squadre pronte a tentare qualcosa di aggressivo, fermandosi con almeno una vettura al termine del primo giro, per smarcare subito una delle due soste e poi reagire agli sviluppi.
A quel punto si sarebbero potuti configurare due scenari: o estendere il secondo stint il più possibile, nella speranza di una Safety Car, oppure fermarsi nuovamente abbastanza presto per completare l’obbligo delle due soste, replicando la tattica messa in atto dalla Haas con Oliver Bearman. L’idea era che sarebbe stato relativamente semplice recuperare il margine sul gruppo, considerato il ritmo rallentato.
“Abbiamo avuto una discussione piuttosto interessante sulla strategia, e io ho detto: beh, facciamolo. Fermiamoci presto, usciamo e poi recuperiamo. Era quello che facevamo nel DTM ai tempi, ed era fantastico”, ha raccontato Toto Wolff a fine gara.
Nico Hulkenberg, Sauber, George Russell, Mercedes, Yuki Tsunoda, Red Bull Racing Team, Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Peter Fox / Getty Images
“Ti fermavi, eri ultimo e vincevi. Ma le persone più intelligenti del nostro gruppo strategico mi hanno spiegato che qui a Monaco non avrebbe funzionato. Era la miglior strategia sulla carta, ma lo si vede anche da quelli che hanno fatto il pit stop anticipato: non ha cambiato nulla. Non saremmo andati a punti”.
Era opinione diffusa che proprio la Stella potesse essere tra le squadre a puntare sul pit stop anticipato, motivo per cui anche la Red Bull si è subito coperta con Yuki Tsunoda, partito con le soft dietro le Williams per smarcare subito la sosta. Di fatto, anche se la Stella avesse diversificato le strategie interne, si sarebbe comunque ritrovata dietro Tsunoda, limitando la rimonta.
Qualcosa che, probabilmente, la stessa Mercedes aveva previsto. Per questo gli strateghi hanno scelto di seguire un approccio diverso, puntando sulla classica strategia monegasca: allungare il più possibile lo stint, nella speranza di girare in aria libera col proprio ritmo o approfittare di una Safety Car o di una bandiera rossa che potesse ribaltare un Gran Premio quasi già scritto.
Una tattica che, però, per come si è evoluta la gara, non avrebbe mai potuto funzionare. Con Racing Bulls e Williams a dettare il passo rallentato per creare margine e permettere ai rispettivi compagni di squadra di fermarsi senza perdere posizione, non c’era alcun modo per trarre vantaggio da una neutralizzazione.
Yuki Tsunoda, Red Bull Racing Team, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Anche tagliando la chicane i punti erano lontani
C’è però anche un aspetto paradossale: l’opportunità migliore si è creata… infrangendo le regole, quando Russell, ormai stanco di rimanere nel trenino, ha deciso di superare Albon tagliando la chicane dopo il tunnel, rimediando però un Drive Through. Una sanzione pesante, ma indicata dagli steward già all'inizio del weekend per evitare continui tagli. Ma ipotizziamo per assurdo che fosse il taglio fosse avvenuto prima.
In quel caso si sarebbero potuti verificare due scenari: o la Williams avrebbe dovuto sacrificare Sainz per garantire i punti ad Albon, rallentando ulteriormente il gruppo – come è avvenuto poi, ma a parti invertite – oppure avrebbe dovuto spingere con entrambi i piloti, col rischio di esporsi a chi si era già fermato in precedenza, come Tsunoda e Bearman. Inoltre, la Williams avrebbe semplicemente potuto velocizzare il ritmo per non dare la finestra a Russell, dato che la sanzione va scontata entro 3 giri.
Ed è qui che, probabilmente, sarebbe entrato in gioco Antonelli, usato come "tappo", come poi avvenuto nella seconda parte di gara, per permettere a Russell di scontare il Drive Through. Ma dando modo a Russell di rientrare ai box senza perdere troppo, anche Sainz avrebbe avuto l’occasione di fermarsi, nel caso avesse sfruttato il rallentamento imposto da Antonelli per spingere.
A quel punto, la Mercedes si sarebbe ritrovata punto e a capo, senza via d’uscita da un rompicapo strategico che non le avrebbe comunque permesso di andare a punti. Un risultato deludente, ma al di là del risultato, dopo due weekend sottotono e dubbi sulle soluzioni tecniche, la Spagna potrà rappresentare un crocevia per la sua stagione.
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