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Analisi

F1 | Mercedes: occhio al motore di Brixworth l'anno prossimo!

La Stella quest'anno ha chiuso al terzo posto nel mondiale Costruttori dietroa Red Bull e Ferrari. La W13 non ha brillato rivelandosi una monoposto sbagliata per scelte di telaio e aerodinamica estreme che non hanno funzionato. E anche la power unit F1 M13 E Performance è sembrata meno competitiva del solito, per quanto abbia fatto vedere quello che potrebbe valere con la doppietta in Brasile. A Brixworth sono convinti di disporre di un'unità competitiva e vorranno dimostrarlo l'anno prossimo.

Motore Mercedes

La Mercedes ha chiuso la prima stagione con le monoposto a effetto suolo al terzo posto nella classifica del mondiale Costruttori dietro a Red Bull Racing e Ferrari. Il team di Brackley per la prima volta dall’inizio dell’era ibrida ha collezionato solo una vittoria in 22 GP disputati, dopo aver collezionato dal 2014 ben otto titoli iridati a squadre.

Il Mercedes F1 M13 E Performance si è meritato il ruolo della power unit più affidabile visto che i piloti dei team clienti, Aston Martin e Williams sono gli unici del campionato a non essere finiti in penalità e il team della Stella ha utilizzato otto unità per George Russell e Lewis Hamilton, mentre la Red Bull è arrivata a dieci con la coppia Max Verstappen e Sergio Perez e la Ferrari ha toccato quota dodici con Charles Leclerc e Carlos Sainz.

Mercedes W13: ecco la power unit 2022

Mercedes W13: ecco la power unit 2022

Photo by: Erik Junius

I motoristi di Brixworth diretti da Haywel Thomas, però, sembra che abbiano perso lo scettro del propulsore più potente del quale per anni sono andati fieri. L’F1 M13 E Performance non ha dato l’impressione di essere l’unità più competitiva della stagione 2022, ma a discolpa dello staff di Mercedes AMG High Performance Powertrains c’è da mettere in rilievo che non è stato tanto il motore sbagliato, quanto la W13, la monoposto che è stata gestita da Mike Elliott, il direttore tecnico subentrato a James Allison promosso a CTO della Stella.

A sentire i motoristi la power unit era certamente migliore di quella che è sembrata montata sulla freccia d’argento: la macchina a effetto suolo con le pance ridotte a zero ha deluso le aspettative per l’incapacità di generare carica aerodinamico, non potendo girare in pista all’altezza minima che era stata studiata in galleria del vento a causa dell’effetto nocivo del porpoising, il saltellamento che ha imposto di sollevare il fondo dall’asfalto.

Lewis Hamilton, Mercedes W13

Lewis Hamilton, Mercedes W13

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

Oltre a questo aspetto negativo si è aggiunto l’elevato drag generato dalla W13 che ha impedito alla Mercedes di cogliere delle velocità massime in linea con quelle della velocissima Red Bull. A Brixworth sono, e restano convinti, che la power unit omologata a inizio 2022 e congelata fino al 2025 sia in grado di rivaleggiare se non primeggiare con l’unità della Honda che ha vinto il secondo titolo iridato di fila.

Il dubbio è lecito: nei due GP nei quali l’efficienza aerodinamica contava di meno per i tracciati in altura, Messico (2.200 metri) e Brasile (oltre 700 metri), la Stella è tornata a brillare: sull’altopiano atzeco non è arrivato il risultato che era possibile per un errore di strategia, ma a Interlagos è sbocciata quella doppietta che ha ripagato lo staff di High Performance Powertrains dopo una stagione ricca di delusioni.

George Russell festeggia la prima vittoria in F1 nel GP del Brasile con la Mercedes W13

George Russell festeggia la prima vittoria in F1 nel GP del Brasile con la Mercedes W13

Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

In aria rarefatta il motore Mercedes ha rivelato di patire una perdita di potenza meno significativa della concorrenza, cogliendo uno strepitoso uno-due con George Russell e Lewis Hamilton. Al risultato, ovviamente, ha contribuito anche l’eccellente sistema ibrido evoluto nel tempo.

Da Brixworth hanno pubblicato un’interessante immagine che mostra il turbo e il compressore separati da un albero con in mezzo la MGU-H, il motore che genera energia elettrica sfruttando il sistema di sovralimentazione che, come quello Ferrari, gira a poco più di 100 mila giri, cercando la massima efficienza e non più il picco di prestazione per una questione di consumi e anche di migliore riempimento ai bassi regimi.

La Mercedes ha evoluto lo split dal 2014 e l’architettura nel tempo è stata copiata da Honda (l’anno scorso) e da Renault (nel 2022), ma non dal Cavallino che è rimasto fedele a uno schema più tradizionale, ma è interessante mostrare come lo stesso concetto si sia evoluto nel tempo con costanti affinamenti che hanno riguardato ogni singolo particolare. L’abbandono della filosofia di progetto della W13 dovrebbe riportare la squadra di Brackley a lottare con la Red Bull nel 2023: Nico Rosberg, campione del mondo di F1 2016 con la Stella, già vede le frecce d’argento come sfidanti di Max Verstappen, con lo scavalcamento della rossa…

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