F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
Topic

F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Mercedes: lo squarcio nel fondo di Lewis costava due decimi!

Un autorevole ingegnere del Circus ha quantificato quanto il fondo danneggiato sulla Mercedes del penta-campione abbia penalizzato le prestazioni nel GP del Messico che poi Lewis ha vinto. A giudicare da quanto si è visto in pista non è più la Ferrari il riferimento, ma lo scettro torna alla W10, anche se solo per un decimo.

Mercedes: lo squarcio nel fondo di Lewis costava due decimi!

“Due decimi di secondo al giro”. Un ingegnere molto autorevole del paddock ci ha quantizzato quale sarebbe stato il danno patito dalla Mercedes di Lewis Hamilton nel primo giro del GP del Messico.

Sulla W10 del vincitore della gara è stato strappato un pezzo di fondo sul lato destro della freccia d’argento a seguito del duro contatto con la Red Bull di Max Verstappen alla Curva 2.

Mercedes AMG F1 W10, dettaglio del fondo danneggiato di Lewis Hamilton a confronto con quello integro

Mercedes AMG F1 W10, dettaglio del fondo danneggiato di Lewis Hamilton a confronto con quello integro

Photo by: Motorsport Images

Si è creato uno squarcio di circa mezzo metro nel bordo d’uscita laterale, in un’area della macchina molto delicata, dove oltre ai binari, come sono stati soprannominati i lunghi soffiaggi longitudinali, normalmente si osservano anche i piccoli deviatori di flusso che sono stati letteralmente sradicati nell’urto più violento di quanto sia apparso dalle immagini TV.

E sono stati estirpati anche i primi quattro slot diagonali, mettendo in crisi sia la “minigonna pneumatica” che serve a sigillare il fondo con l’asfalto per aumentare il carico, sia la gestione del “tyre squirt”, vale a dire i vortici che si formano con le deformazioni della spalla della gomma posteriore sui cordoli o per le forze che si applicano in curva.

Il fondo danneggiato della monoposto di Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Il fondo danneggiato della monoposto di Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Photo by: Diego Mejía

Il penta-campione nonostante questi evidenti danni è riuscito a centrare la 100esima vittoria della Mercedes in F1 con una freccia d’argento che, per quanto malconcia, è parsa molto competitiva.

Certo Lewis ha mostrato la sua maestria nel sapere gestire le gomme hard per quasi 50 giri e la squadra di Brackley ha scommesso sulla strategia a una sola sosta, ma la macchina, sebbene ferita ha fatto pienamente la sua parte, tanto che anche Valtteri Bottas, partito sesto per il botto delle qualifiche, è riuscito ad arpionare un terzo posto, buttando giù dal podio Charles Leclerc.

Fatte tutte queste considerazioni, viene spontanea una domanda: ma siamo proprio sicuri che in questo momento la Ferrari sia la monoposto di riferimento? La Rossa è indiscutibilmente la vettura più veloce nel giro secco e le ultime sei pole position consecutive ne sono una dimostrazione inequivocabile, ma in gara abbiamo l’idea che i valori cambino e il battacchio vada a pendere dal lato delle frecce d’argento che possono permettersi un passo gara migliore di quello delle Rosse.

La differenza non è molta, e come andiamo già dicendo, si parla di un decimo o poco più, ma il divario resta a favore della W10. A Maranello hanno fatto un lavoro enorme nell’estate chiudendo (quasi) il gap con la Stella, ma evidentemente c’è ancora da lavorare per sfruttare la potenza del motore del Cavallino se due SF90 in testa al primo giro non sono riuscite a imporsi a Città del Messico.

Lewis Hamilton, Mercedes AMG W10, dettaglio dello sfogo d'aaria posteriore maggiorato

Lewis Hamilton, Mercedes AMG W10, dettaglio dello sfogo d'aaria posteriore maggiorato

Photo by: Giorgio Piola

E va detto che Toto Wolff non aveva riposto troppa fiducia nella gara sud americana, considerando che la trasferta a oltre 2.200 metri era poco adatta alle caratteristiche della W10 a causa dell’aria molto rarefatta che poteva creare problemi di raffreddamento alla power unit Phase 3: non è casuale che proprio Hamilton abbia corso con lo sfogo di aria calda più aperto fra quelli portati in Messico.

Mercedes F1 AMG W10: il posteriore con lo sfogo d'aria più chiuso che è stato provato ma non deliberato da Hamilton

Mercedes F1 AMG W10: il posteriore con lo sfogo d'aria più chiuso che è stato provato ma non deliberato da Hamilton

Photo by: Giorgio Piola

E anche con una evidente perdita di efficienza aerodinamica Lewis ha vinto lo stesso. Va detto che la Mercedes in sede di progetto analizza quali sono le piste del calendario e le loro caratteristiche, deliberando la vettura affinché possa esprimere il suo meglio sulla maggioranza dei tracciati.

Non deve sorprendere, quindi, se i tecnici di Brackley non dedichino troppa attenzione a Città del Messico, piuttosto che a Monte Carlo, appuntamenti che rappresentano un’anomalia nei loro piani di sviluppo.

Si può ben comprendere, quindi, quanto più grande sia stata soddisfazione di vincere con Hamilton anche nei due GP segnati con una croce nei datari della Mercedes, a riprova che la macchina è in grado di esprimere un potenziale maggiore di quello che gli viene attribuito…

condivisioni
commenti
Vettel ne ha per tutti, dal ragazzo selfie ai trofei "di m..."

Articolo precedente

Vettel ne ha per tutti, dal ragazzo selfie ai trofei "di m..."

Prossimo Articolo

McLaren graziata: impossibile determinare se fosse unsafe release

McLaren graziata: impossibile determinare se fosse unsafe release
Carica commenti
Ceccarelli: “Il risparmio mentale conta nella prestazione” Prime

Ceccarelli: “Il risparmio mentale conta nella prestazione”

Torna l'appuntamento del mercoledì mattina firmato Motorsport.com. In questa puntata di Doctor F1, Franco Nugnes ed il Dottor Riccardo Ceccarelli di Formula Medicine ci parlano dell'importanza dell'avere una mente allenata, capace di bruciare meno energie possibili al fine di massimizzare il risultato con il minimo sforzo. Situazione utile nella vita di tutti i giorni, ma che in pista può fare la differenza

F1: l'enigma del denaro dietro le ultime scelte del calendario Prime

F1: l'enigma del denaro dietro le ultime scelte del calendario

Con l'ingresso di Liberty Media si è scelto di far entrare in calendario circuiti veri, ma la necessità di ottenere introiti può portare la Formula 1 su tracciati anonimi e costringere le squadre ad estenuanti triplette.

Formula 1
19 ott 2021
F1 Stories: 1982, un tris Made in USA Prime

F1 Stories: 1982, un tris Made in USA

Nell'atipico campionato del 1982, gli Stati Uniti ospitano sino a tre Gran Premi: a Long Beach, a Detroit e a Las Vegas. Andiamo a rivivere questo tris di gare, in cui una in particolare regalò una doppia prima volta...

Formula 1
19 ott 2021
Alfa Romeo: perché Giovinazzi è trattato da vittima sacrificale? Prime

Alfa Romeo: perché Giovinazzi è trattato da vittima sacrificale?

Il pilota italiano in Turchia avrebbe potuto conquistare un punto con la C41, ma la squadra di Hinwil ha trovato da dire perché Antonio non ha rispettato un ordine di scuderia per far passare Raikkonen. Analizziamo cosa è successo a Istanbul e in quali condizioni è chiamato a scendere in pista il pugliese…

Formula 1
18 ott 2021
Il pericolo di dare troppo peso ai team radio "clickbait" della F1 Prime

Il pericolo di dare troppo peso ai team radio "clickbait" della F1

Dopo che Lewis Hamilton ha risposto agli articoli che lo etichettavano come "furioso" con la Mercedes per i suoi accesi team radio durante il Gran Premio di Russia, ha fornito un'istantanea di come la Formula 1 trasmettendo solo dei frammenti possa illuminare ma anche far travisare la situazione reale.

Formula 1
16 ott 2021
Pochi team in F1, ed i talenti si perdono Prime

Pochi team in F1, ed i talenti si perdono

In Formula 1, al giorno d'oggi, sono presenti venti possibili sedili ai quali ambiscono alcuni tra i migliori piloti del mondo. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un proliferare di giovani talenti, come Oscar Piastri, il cui futuro nella categoria è però a rischio per varie ragioni. Eccone alcune...

Formula 1
16 ott 2021
Come si allena e cosa mangia un pilota di F1 Prime

Come si allena e cosa mangia un pilota di F1

Cosa serve per diventare un pilota di Formula 1? Talento a parte, al giorno d'oggi è richiesto essere dei superatleti per resistere alle forze che si sprigionano alla guida di queste monoposto. Dieta ferrea, allenamenti rigorosi... sicuri di voler tentare questa strada?

Formula 1
15 ott 2021
Montoya: i momenti magici della carriera raccontati da Juan Pablo Prime

Montoya: i momenti magici della carriera raccontati da Juan Pablo

Dalla Champ Car alla Formula 1, dalla Nascar alla IndyCar. Juan Pablo Montoya è stato un pilota davvero versatile ed in questa intervista esclusiva racconta i 10 momenti più importanti della sua carriera.

Formula 1
13 ott 2021