F1 | Mercedes lavora sul soffiaggio dello scarico, ma con un concetto diverso da Ferrari
Sulle W17 nel primo turno di prove libere è apparso un doppio flap nella parte superiore dello scarico alla ricerca del carico. La soluzione è sparita in FP2 perché il grip dell'asfalto era superiore a quello simulato. Nell'anteriore prosegue il lavoro di affinamento del corner e della presa d'aria.
Dettaglio tecnico Mercedes W17
Foto di: AG Photo
La Mercedes è sorniona. Consapevole della indiscutibile superiorità della power unit M17 E Performance, “gioca” con gli avversari. La squadra di Toto Wolff si è tolta il gusto di dominare Monza con il motore ancora in versione originale, mentre alla Ferrari non è bastato introdurre l’ADUO2 per accorciare le distanze.
A livello di telaio l’ultimo pacchetto di aggiornamento è stato adottato nel GP del Canada, poi nelle successive otto gare ci hanno detto che hanno introdotto solo piccole novità, spesso per adattare la W17 alle diverse caratteristiche dei tracciati affrontati.
A Madrid, inedito tracciato sorto nella Fiera della Capitale iberica, la Stella ha portato alcuni interventi: alcuni pensati all’adeguamento della vettura e altri all’incremento delle prestazioni.
La squadra di Brackley ha sempre sottostimato il valore dello scarico soffiato che la Ferrari ha proposto dall’inizio della stagione 2026 con il sistema FTM. Mentre la squadra del Cavallino ha disegnato il retrotreno e, in particolare, la scatola del cambio per estrarre il massimo vantaggio dallo sfruttamento dei gas roventi con funzioni aerodinamiche.
L’idea dello staff di Loic Serra è stata sviluppata da molte squadre, dopo che la FIA ha concesso la parziale copiatura, ritenendo che i flap aggiunti non fossero altro che un supporto dello scarico.
E le varie soluzioni, quindi, hanno mostrato delle parziali occlusioni del terminale nella parte bassa, mentre in Spagna la Mercedes ha offerto una soluzione diversa: i due piloni di sostegno dell’alettone posteriore decisamente più lunghi del solito hanno delle curiose estensioni metalliche che diventano i supporti di un doppio profilo con il disegno leggermente a freccia che è stato collocato davanti alla sezione superiore del terminale.
Mercedes W17: l'ala posteriore con meno flap sporgenti e con i due piloni di sostegno più grandi
Foto di: AG Photo
La realizzazione è molto accurata, frutto di un attento studio di micro-aerodinamica, perché questo nuovo elemento si collega, seguendo la circonferenza dello scarico al secondo flap che occlude la solita parte inferiore.
L’esigenza, disponendo di una maggiore potenza erogata dal 6 cilindri, è di perdere qualche cavallo per aumentare il carico aerodinamico nel posteriore, migliorando l’efficienza dell’ala e l’estrazione del flusso dal diffusore.
Le indicazioni raccolte dalle squadre sull’asfalto del Madring lasciavano intendere che il grip potesse essere molto basso, per cui riuscire a trovare downforce poteva essere funzionale a trovare aderenza evitando che le gomme posteriori patissero un surriscaldamento.
Il grip dell’asfalto, frutto di un accurato lavoro di preparazione degli organizzatori che hanno lavato il manto con delle idropulitrici ad alta pressione, si è rivelato decisamente superiore alle simulazioni, per cui la novità della freccia nero e argento è sparita in occasione del secondo turno di prove libere.
Sarà interessante vedere se la soluzione sarà abbandonata per il resto del weekend di gara o se la rivedremo perché, nel frattempo, i tecnici potranno scaricare l'aerodinamica in altri punti della vettura. La Mercedes, infatti, non ha vestito la cover dell’attuatore con i flap aggiuntivi che avevamo visto a Monte Carlo e Budapest, e ha ridotto la superficie del profilo che sporge nella zona centrale dall’ultimo flap mobile, mentre i due elementi laterali sono diventati triangolari come Red Bull e Ferrari.
Mercedes W17: rivisto il labbro in carbonio e la presa dei freni
Foto di: AG Photo
Nell’anteriore prosegue lo sviluppo nell’area del corner: il labbro in carbonio, previsto per regolamento, è stato rivisto con nuovi fissaggi al cestello. I tecnici coordinati dal vicedirettore tecnico, Simone Resta, hanno adeguato l’andamento dei flussi verso il retrotreno con una presa d’ria di raffreddamento dei freni più lunga e stretta. La modifica è finalizzata a migliorare il comportamento in fase di imbardata, vale a dire quando le ruote sono sterzate e la vettura si trova in curva.
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