F1 | Mercedes: il fondo della W17 è un'opera d'arte di micro-aerodinamica che si vuole copiare
Sembrava che la trovata principale del pacchetto di novità introdotte nel GP del Canada fosse la seghettatura del bordo d'uscita superiore del diffusore e, invece, l'attenzione di tutti ora è puntata alla complessa griglia che si nota davanti alle ruote posteriori.
Dettaglio tecnico Mercedes W17
Foto di: AG Photo
La Mercedes non dispone solo della power unit più potente: i sette successi conseguiti nelle prime otto gare (cinque di Kimi Antonelli e due di George Russell) sono il frutto anche di un progetto W17 azzeccato sia dal punto di vista telaistico, sia da quello aerodinamico.
Mercedes W17
Foto di: AG Galli
La monoposto nata dalla collaborazione fra James Allison e Simone Resta ha raggiunto in fretta il peso minimo regolamentare, rivelando un progetto di base molto solido. La squadra di Brackley, finora, non ha portato molti sviluppi, il più grosso nel GP del Canada, concedendo a Toto Wolff la possibilità di fare dell’ironia sulle frequenti e numerose modifiche della Ferrari.
Il team principal della Stella forse ha dimenticato che la Scuderia aveva una maggiore disponibilità di ore in galleria del vento frutto del quarto posto nel mondiale Costruttori dello scorso anno e ha sfruttato questa opportunità normativa, visto che dal 1° luglio, il team di Maranello, secondo nella graduatoria a squadre, ha perso dei run in wind tunnel a vantaggio di McLaren e Red Bull.
Era normale, quindi, che Loic Serra e soci puntassero a portare delle novità ogni volta che le avevano pronte, mentre in Mercedes sono partiti con un pacchetto molto consistente come hardware che richiede meno aggiornamenti.
Mercedes W17: il marciapiede scavato davanti alle ruote posteriori
Foto di: AG Photo
Un fatto è certo: la W17 rappresenta lo stato dell’arte e ancora prima di arrivare a metà stagione è già iniziata la convergenza delle soluzioni che porta gli avversari della Mercedes a copiare le soluzioni della monoposto nero e argento.
La Stella in Austria ha dovuto rinunciare alle estensioni superiori dell’estrattore che era dotato di seghettature e profili ogivali: la FIA li ha vietati dopo una disputa con, in primis, la Ferrari che ha contestato un’idea che gli uomini di Nikolas Tombazis avevano bocciato allo staff di Diego Torndi durante l’inverno. Sembrava la soluzione vincente e, invece, una volta obbligatoriamente tolta, George Russell non ha faticato a siglare la pole e vincere la gara in Stiria.
Ci sono diversi concetti della W17 che meriterebbero una specifica attenzione, ma nel marciapiede davanti alle ruote posteriori si osserva un concetto che, un po’ alla volta stanno analizzando tutti, e si osserva un adeguamento del fondo alle specifiche della Mercedes.
L’immagine di AG Galli ci rivela la maniacale attenzione che gli aerodinamici hanno avuto alla ricerca dell’effetto out wash, vale a dire la volontà di spingere il flusso d’aria che lambisce quella zona nevralgica della monoposto verso l’esterno della ruota posteriore. La foto, infatti, ci permette di osservare l’acuto lavoro di micro-aerodinamica in una sorta di griglia fatta di slot, paratie e convogliatori di flusso.
Mercedes W17: estrattore non ha più le seghettature nel bordo d'uscita superiore
Foto di: AG Photo
Non c’è solo la volontà di infilare l’aria sotto al fondo perché ogni apertura assolve una funzione specifica: alcune rafforzano il flusso destinato all’esterno, ma altre sono utili a controllare il “tyre squirt”, vale a dire la turbolenza che si genera con le deformazioni del profilo della gomma posteriore con l’asfalto quando la vettura sale sui codoli o subisce i carichi laterali frutto della downforce.
La Mercedes è riuscita a tenere sotto controllo l’usura delle gomme in trazione, consentendo a Kimi Antonelli quei finali di gara con un passo insostenibile per tutti anche con pneumatici ormai usurati.
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