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Mercedes: il buco nel fondo è un'innovazione azzardata?

L'immagine di Giorgio Piola ci mostra più compiutamente il fondo della freccia nera che è caratterizzato da una serie di soluzioni molto ardite che sonon state studiate per offrire un (grande) vantaggio aerodinamico, ma possono aver messo in crisi la meccanica (scatola del cambio). La W12 non ha brillato nel primo giorno di test, ma a Brackley scommettono su concetti molto innovativi per continuare a fare la differenza. Correndo qualche rischio...

Mercedes: il buco nel fondo è un'innovazione azzardata?

La Mercedes ha fatto il passo più lungo della gamba? Lewis Hamilton e Valtteri Bottas alla conclusione della prima giornata di test in Bahrain non hanno entusiasmato, collezionando solo 48 giri contro i 139 di Max Verstappen con la Red Bull, che è stato il più veloce nella bufera di sabbia di Sakhir.

Sulla W12 si è rotto subito il cambio nell’installation lap del mattino, costringendo i tecnici di Brackley a sostituire la trasmissione e così il finlandese ha completato solo sei giri prima della sosta pranzo, in tempo per ceder il volante a Hamilton che si è lamentato di una macchina molto nervosa e con uno sterzo a suo gusto troppo leggero per essere preciso.

James Allison, direttore tecnico della Stella, durante la presentazione della freccia nera aveva spiegato che certe soluzioni erano state tenute nascoste per evitare che gli avversari avessero il tempo di copiarle.

Lewis Hamilton sulla Mercedes W12

Lewis Hamilton sulla Mercedes W12

Photo by: Charles Coates / Motorsport Images

Niente filming day: un errore

E così è saltato un rituale: nello stesso giorno del lancio della nuova F1 si è sempre svolto il filming day a Silverstone, per vedere che nei 100 km concessi dalla FIA tutto funzionasse a dovere.

I due piloti Mercedes negli ultimi anni ci avevano abituati a vederli girare come degli orologi svizzeri senza problemi, rinunciando anche all’installation lap, per procedere immediatamente a un primo run di lavoro, dando il segno di una superiorità disarmante, indipendentemente dai tempi di giornata.

Preoccupa il cambio rotto

A Sakhir non è stato così: alcuni nodi sono subito venuti al pettine. Il guaio al cambio (non ancora identificato) poteva essere evitato con la disputa dello shakedown che non c’è stato, così come Lewis avrebbe potuto scoprire quell’anteriore che gli dà così poco feeling.

“Oggi è stato un brutto inizio di stagione – ha ammesso il capo degli ingegneri di pista Andrew Shovlin - non siamo contenti di come si sta comportando la macchina ed è abbastanza chiaro che abbiamo del lavoro da fare. Siamo indietro rispetto al nostro programma di test e dobbiamo trovare un po' di equilibrio e di velocità, vediamo come andrà nei prossimi due giorni”.

Niente giudizi affrettati

C’è stato un errore di presunzione? Può darsi, ma attenzione a dare un giudizio affrettato su una squadra che domina la scena da sette stagioni di fila. La Mercedes può aver accusato il guaio alla trasmissione per aver alzato la scatola del differenziale (lo ha fatto anche la Ferrari) con l’intento di creare un flusso aderente alla chiglia della W12 che recuperasse il carico aerodinamico perduto con il taglio in diagonale del fondo.

Un esercizio ambizioso, complesso che, probabilmente, ha bisogno di un po’ di lavoro di messa a punto per far funzionare un concetto aerodinamico con il quale la Stella conta di fare nuovamente la differenza, ma che potrebbe aver rotto equilibri consolidati.

Leggi anche:

Questa mattina vi avevamo già descritto le qualità del fondo Mercedes, ma a una più attenta analisi sono emersi altri particolari importanti che evidenziano come a Brackley abbiano esasperato certe idee per ritrovare subito quel 10% di downforce che le regole avrebbero dovuto togliere dalle monoposto 2021.

Il fondo della Mercedes F1 W12 con il passaggio d'aria da sotto il fondo (freccia bianca)

Il fondo della Mercedes F1 W12 con il passaggio d'aria da sotto il fondo (freccia bianca)

Photo by: Giorgio Piola

Il soffiaggio misterioso

L’immagine di Giorgio Piola è eloquente: schiarendo alcuni particolari è emerso lo sfogo d’aria che pesca il flusso da sotto al fondo e lo soffia sul canale centrale dell’estrattore, riprendendo la soluzione del “doppio diffusore” che aveva introdotto anni fa la Ferrari e che la Mercedes ha poi saputo sviluppare meglio che a Maranello.

Ora siamo arrivati all’estremizzazione del concetto grazie alla nuova scatola del cambio che ha permesso di generare un nuovo passaggio d’aria sotto alla macchina, utile a creare downforce con il corpo vettura.

La W12 è nata intorno a questa novità ben celata: non sorprenda, quindi, se la freccia nera appena ha messo le ruote in terra non abbia soddisfatto le aspettative del campione del mondo.

Torna la “minigonna pneumatica”?

Aspettiamo i prossimi giorni per vedere se le difficoltà iniziali si trasformeranno in un importante vantaggio tecnico e prestazionale o se a Brackley, per la prima volta, hanno spinto troppo su un’innovazione che rischia di mettere in difficoltà l’intero progetto.

Perché il fondo della W12 è diverso da tutti gli altri (tranne quello Aston Martin) non solo nelle “conchiglie” comparse nel bordo d’uscita, ma anche nel piccolo scasso (freccia nera) che riduce ulteriormente il marciapiede.

L’ambizione è di far scivolare il flusso sotto al pavimento, visto che in coda (davanti alla ruota posteriore) c’è una sorta di nolder che ha il compito di indirizzare l’aria in basso, nel tentativo di riprodurre (almeno in parte) la “minigonna pneumatica” che si otteneva con i lunghi binari fino allo scorso anno. Gli avversari sono avvisati…

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