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Mercedes: Hamilton gestisce le gomme meglio di Bottas

Valtteri è stato più bravo di Hamilton a mandare in temperatura le gomme all'avvio del GP del Portogallo, ma poi, quando l'inglese ha fatto lavorare nella giusta finestra i suoi pneumatici, non c'è stata più storia anche perché il finlandese con le hard non è mai riuscito a innescare le posteriori, dovendosi accontentare di un passo meno sostenuto del compagno che è arrivato a siglare il giro veloce con le "bianche".

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11

La delusione di Valtteri Bottas al termine del Gran Premio del Portogallo è stata cocente. Non è certo la prima volta che il finlandese termina una gara in seconda posizione alle spalle di Lewis Hamilton, ma dopo il brillante avvio di gara si era immaginato una domenica ben diversa.

Il gran primo giro, in cui Bottas ha superato in accelerazione il compagno di squadra sembrando su due binari, lo ha proiettato al comando della corsa non appena la McLaren di Sainz ha perso il suo slancio, dando l’impressione di avere tutto per gestire al meglio il Gran Premio.

Ma, dopo aver portato il vantaggio su Lewis a 2”4 al quattordicesimo giro, il margine di Bottas è progressivamente calato, con Hamilton in grado di recuperare terreno e sferrare l’attacco vincente alla ventesima tornata.

Ma cosa è successo a Bottas?
“Semplicemente non avevo la velocità, ma non so perché”, ha commentato Valtteri dopo la corsa, ma la risposta è meno complessa del previsto: temperatura delle gomme. Subito dopo il via (la partenza di Bottas non è stata all’altezza di quella di Hamilton) il finlandese è sembrato scatenato, ed il vantaggio di cui ha potuto disporre è stata proprio la temperatura perfetta delle gomme anteriori.

Nonostante avesse preso il via con gomme medie, il finalndese ha raggiunto la finestra corretta sull’asse anteriore, a differenza di Hamilton, visibilmente in difficoltà nei primi due giri.

Ogni pilota ha un suo approccio nel portare in temperatura le gomme. Nel caso di Bottas solitamente aggredisce di più le anteriori rispetto a Hamilton e nelle condizioni di umido in pista come nei primi due giri a Portimao, ha fatto la differenza, garantendo un grip perfetto.

L’esempio ancora più lampante in questo senso è arrivato da Sainz e Raikkonen, scattati con gomme soft (ottimali in quelle condizioni) e con una temperatura perfettamente in finestra. Entrambi hanno dato spettacolo nel primo giro, per poi tornare nei ranghi quando la situazione si è stabilizzata.

Quello che ha sorpreso è stato però il repentino cambio di performance tra le due Mercedes, con Hamilton che dal quindicesimo giro ha aumentato il passo. Lewis ha impiegato più tempo a scaldare il suo set di medie, ma quando ha raggiunto l’obiettivo ha potuto contare su una situazione omogenea tra le quattro gomme, mentre Bottas ha dovuto affrontare i due terzi di gara restanti con l’asse posteriore troppo freddo e fuori dalla finestra ideale di utilizzo.

La situazione peggiore, perché mentre un problema sull’asse anteriore impatta meno sul tempo e può scomparire o ridursi dopo qualche giro (lo abbiamo visto nel primo stint di Verstappen) quando accade sul posteriore c’è poco che un pilota possa fare, e l’impatto sul tempo sul giro è decisamente maggiore.

Da molto tempo gli ingegneri della Mercedes sottolineano quanto Hamilton sia incredibile nel riuscire a guidare tenendo sempre presente la gestione degli pneumatici, andando oltre le aspettative degli stessi tecnici del team.

Non è un rituale, quello di Lewis, ma una lettura della situazione in tempo reale praticamente perfetta, che gli permette di adattare immediatamente la sua guida alle condizioni ambientali.

Bottas ha provato a chiedere un set di soft per il secondo stint di gara, scelta che il team ha escluso confermando una visione corretta alla luce di quanto poi rivelato dai giri finali con mescola soft di Perez, che paradossalmente con gomma nuova ha dovuto dar strada a chi arrivava con gomme medie usate alle sue spalle.

Le gomme ‘gialle’ si sono confermate le migliori nelle condizioni viste ieri a Portimao, sia per performance che per usura.

Incredibile la durata di alcuni stint (Ocon ha percorso 53 giri!) ed anche nel caso della Mercedes la decisione di fermare Hamilton al giro 40 non è stata dovuta all’usura del set di pneumatici ma da problemi di vibrazioni che hanno progressivamente allarmato Bottas.

Lo stop della vettura del finlandese ha anticipato anche quello di Lewis, che essendo leader della corsa ha diritto (come da accordi interni al team) ad essere il primo ad entrare in pit-lane.

Hamilton ha infatti sottolineato via-radio di essere nelle condizioni di poter proseguire ancora per diversi giri con il set di medie montato al via, a conferma che il problema non era nelle gomme. Per sfortuna di Bottas il problema di vibrazioni non è scomparso con il set di soft, rendendo l’ultimo terzo di gara un conto alla rovescia verso la bandiera a scacchi.

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