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Formula 1 GP di Singapore

F1 | Mercedes: ecco perché la pole di Russell non è un risultato casuale

Alla partenza al palo di George si aggiunge la quarta posizione di Antonelli: la W16 cambia pelle perché un po' a sorpresa ha svettato nonostante il caldo di Marina Bay. Russell ha sfruttato la freccia nero argento su un tracciato senza curve veloci e con frenate a ruote dritte. Saprà sfidare Red Bull e McLaren nei 62 giri di gara?

Roberto Chinchero

Roberto Chinchero

Modificato: 4 ott 2025, 17:31

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George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

Venerdì sera la Mercedes era un oggetto misterioso. Al termine della sessione FP2 Kimi Antonelli è risultato diciottesimo, George Russell solo ventesimo a causa dell’incidente che ha messo fine al suo turno serale dopo soli sei giri. A rendere inscrutabile il potenziale è stata anche la decisione di rinunciare ad un secondo giro con le soft di Antonelli (Kimi aveva dovuto abortire il suo primo tentativo a causa della bandiera rossa innescata da Lawson) preferendo completare una piccola serie di tornate a serbatoi pieni. Una decisione che ha sorpreso, vista la necessità del bolognese di prendere confidenza con una pista per lui nuova.

Ventiquattr’ore dopo è diventato tutto più chiaro. Gli ingegneri della Mercedes avevano già ottenuto (con gli intermedi di Kimi) i riscontri velocistici che cercavano, dando così priorità ai dati in configurazione gara. Nella sessione FP3 Russell e Antonelli si sono confermati in terza e quarta posizione, il primo segnale che la W16 era bene addomesticata sulle diciannove curve del tracciato di Marina Bay, ma nessuno nel paddock aveva inserito il nome di George Russell nel gruppo dei favoriti alla conquista della pole position.

George Russell con Max Verstappen e Oscar Piastri: sono i primi tre della qualifica di Singapore

George Russell con Max Verstappen e Oscar Piastri: sono i primi tre della qualifica di Singapore

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images

Poi è arrivata la conferma in qualifica, con Russell e Antonelli molto veloci sin dalla Q1. Nel momento cruciale George è salito in cattedra con due giri impeccabili (7 millesimi di differenza!) entrambi in grado di assicurare a Russell la pole position.
“Ora posso dirlo – ha commentato – fino a poco fa il weekend era stato molto strano, ho faticato parecchio e non riuscivo a trovare la giusta fiducia nella macchina. Ma sapevo che il potenziale c’era, ed anche l’esecuzione da parte della squadra è stata perfetta”. Il riferimento di Russell è sulla scelta degli pneumatici.

La Mercedes dopo la FP2 ha mantenuto solo un set di hard e medie, utilizzando per tutta la giornata di sabato treni di soft, due in FP3 e cinque in qualifica. Questo ha dato la garanzia a Russell ed Antonelli di poter arrivare in Q3 con due set di gomme nuove a disposizione. “La fiducia è cresciuta girando – ha proseguito George – e i due giri per la pole in Q3 sono stati fantastici”.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Per Antonelli la quarta posizione rappresenta un buon risultato. Ma pur essendo alla sua prima esperienza a Marina Bay, al termine delle qualifiche Kimi si è mostrato contento ma senza grandi sorrisi. Il motivo è nell’eccesso di foga messa nell’ultimo giro della Q3, ovvero il motivo che (secondo Antonelli) è costato la prima fila. “Ho spinto troppo – ha ammesso – credo che avrei potuto essere di fianco a George, in alcuni punti ho portato troppa velocità in curva e non ha pagato”. La dose di delusione di Kimi è la conferma della fiducia che ha trovato con la monoposto, sentiva di poter far bene sin da venerdì, e se una top-4 non soddisfa è un buon segnale.

Ora l’attenzione è su cosa riuscirà a fare la Mercedes sui sessantadue giri di gara. La posizione di partenza è ottima e la mancanza dei soliti riferimenti forniti dai long-run del venerdì (a causa delle due bandiere rosse in FP2) rende difficile lanciarsi in pronostici.

Russell ha tirato il freno, celando (male) un po' di scaramanzia. “Non posso dire che questa pista negli anni passati questa sia stata una delle mie più amiche – ha spiegato – ricordo che qui ho commesso degli errori in più di un’occasione, quindi non voglio farmi prendere dall’entusiasmo. Essere in pole position è un risultato straordinario, ma mi aspetto una gara molto dura”.

Straordinario è anche il lavoro fatto dalla Mercedes. L’aspetto sorprendente della performance confermata a Singapore è che sia arrivata con temperature elevate, ovvero l’habitat a lungo temuto dagli ingegneri di Brackley. Su questo fronte la squadra ha lavorato molto, riuscendo poi a capitalizzare qualità già note, ovvero la bontà della W16 su piste senza curve veloci e con frenate a ruote rigorosamente dritte.

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