F1 | Mercedes e Max: una lunga storia che non si chiude, con Russell nel frigo
Nel paddock ci si domanda come mai George non abbia ancora ricevuto la proposta di prolungare il contratto con la Stella: a Brackley rispondono che non c'è fretta, visto che il cartellino dell'inglese è loro e, al momento, Verstappen non sembra intenzionato a muoversi dalla Red Bull. E allora quale scenario si nasconde?
George Russell, Mercedes, Pirelli Barcelona test
Foto di: Pirelli
C’è un filo invisibile che lega Toto Wolff a Max Verstappen. I due non hanno mai indossato la stessa divisa ma Wolff ha avuto un ruolo importante nella storia che ha portato Verstappen a vedersi offrire una monoposto di F1 (a tempo pieno) quando aveva soli sedici anni. Nel mese di giugno del 2014 scattò l’asta per accaparrarsi il giovane Verstappen, con Wolff ed Helmut Marko impegnati in aumenti dell’offerta che superarono di gran lunga quanto programmato. Si arrivò ad uno sviluppo imprevisto ed imprevedibile, ovvero l’all-in di Marko che mise sul tavolo un volante da titolare in Toro Rosso. In tanti la giudicarono una follia, Wolff si arrese e non poté controbattere.
Toto Wolff, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Sette anni dopo, proprio quel pilota che era sulla soglia dell’ingresso di Brackley, fu attore protagonista nel film che portò allo scippo di quello che sarebbe stato l’ottavo titolo mondiale di Lewis Hamilton, il suo settimo al volante della Mercedes. Wolff sapeva che contro una Red Bull senza Max difficilmente quel titolo sarebbe sfuggito alla sua squadra, e questo non fece che aumentare il rammarico per ciò che avrebbe potuto essere.
A distanza di dieci anni dall’asta del 2014 in casa Red Bull è arrivato il terremoto del caso Horner. Mentre le mura di Milton Keynes tremavano come non mai, Wolff non si è fatto pregare per gettare benzina sul fuoco sperando di poter mettere le mani su Max. Reduce dall’addio shock di Lewis Hamilton, Toto avrebbe potuto parare il colpo alla grande con l’ingaggio di Verstappen, ma l’operazione ancora una volta non si concretizzò.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
Per quanto attraversata da una crisi di management senza precedenti, la Red Bull del 2024 è stata comunque in grado di consentire a Verstappen di vincere il suo quarto titolo mondiale. Per Max non avrebbe avuto senso cambiare per una Mercedes molto lontana dall’essere una monoposto competitiva per i massimi obiettivi, previsione confermata da questa prima parte di stagione.
Nuova puntata, primavera 2025. La Red Bull non è più (al netto di grandi sorprese) una vettura da mondiale, e, soprattutto, non sembra esserlo nel lungo periodo a causa dei tanti dubbi legati alla competitività della propria power unit che esordirà il prossimo anno. È logico ipotizzare che Max ed il suo management si siano guardati intorno, “flirtare” è attività quotidiana nel paddock, ma la porta di Brackley a quanto pare non è stata trovata spalancata come in altri momenti.
Il futuro di Russell svelerà (quasi) tutto
La Mercedes è molto ottimista sul suo progetto 2026, soprattutto lo è sulla bontà della sua nuova power unit. La determinazione con cui Toto Wolff ha difeso i regolamenti attuali dalle proposte di modifica (sulla percentuale elettrica/endotermica) messe sul tavolo da Christian Horner, porta a credere che nella sede di Brixworth, dove vengono progettati e realizzati i motori Mercedes, siano molto convinti di avere in mano una power unit molto performante.
In questo scenario si colloca la figura di Russell, promosso a pilota di riferimento dopo la partenza di Hamilton e rivelatosi in questa prima parte di stagione decisamente all’altezza del compito. Perché allora non arriva l’atteso rinnovo? In Mercedes rispondono in modo chiaro: all’interno della squadra le tempistiche sono note da tempo e, per quanto il mondo esterno sia in attesa dell’annuncio, nessuno del team ha mai parlato di una data, tutto è come da programma.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
È vero che nel 2023 il rinnovo biennale del tandem Hamilton/Russell fu annunciato il 31 agosto, quindi non sarebbe una novità per Mercedes attendere la pausa estiva per finalizzare l’accordo. C’è anche chi ricorda come nel caso di Russell sia la stessa Mercedes a detenere il management del pilota, un aspetto che indubbiamente semplifica le trattative, ma il parere di George, anche se con un filtro in meno, resta comunque una parte fondamentale del processo.
Rispetto a due anni fa l’unica variabile differente è la presenza sul mercato di Verstappen, e questo basta a creare uno scenario che si presta a interpretazioni, ipotesi ed anche speculazioni. Ci sarebbero tanti benefici che la formazione Mercedes/Verstappen potrebbe garantire ad entrambe le parti, ma non mancano le controindicazioni.
Su tutte c’è la filosofia sposata da Wolff e dalla stessa Mercedes ormai da parecchi anni, ovvero un progetto di selezione e guida di giovani della Academy interna fino alla squadra di riferimento, un percorso completato sia da Russell che da Andrea Kimi Antonelli. Un eventuale arrivo di Verstappen rinnegherebbe il lavoro svolto negli ultimi dieci anni in materia di ‘young driver’, vanificando anche una parte del lavoro svolto.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Pirelli
La monoposto 2026 sarà uno spartiacque
C’è poi la questione puramente finanziaria. Max oggi è il pilota più pagato in F1, il suo ingaggio annuale nel 2024 è stato stimato da Forbes in 75 milioni di dollari, con 60 milioni di stipendio e 15 di bonus. È difficile ipotizzare che Verstappen possa muoversi per una cifra inferiore, anzi, normalmente ad un cambio di casacca corrisponde un ritocco migliorativo per il pilota.
Nello scenario attuale del mondo automotive (non certo ai massimi storici) per Mercedes potrebbe non essere un messaggio tra i più positivi annunciare l’ingaggio di un pilota con l’impegno di sborsare in due anni almeno 150 milioni di dollari. Nella realtà il gruppo Daimler detiene solo il 33% della squadra di Formula 1, ma chi si prende la briga di sottolinearlo? Alla fine il team è pur sempre Mercedes, e il messaggio andrebbe in una sola direzione.
È molto probabile che un matrimonio che in altri momenti sarebbe stato celebrato nell’arco di pochi giorni, sarà anche questa volta rinviato. Forse per sempre o forse no. Molto dipenderà da quanto si confermerà competitiva la Mercedes-AMG W17, ovvero la monoposto che scenderà in pista la prossima stagione.
Il sogno di Wolff e di tutti i dipendenti di Brackley è di ripetere quanto vissuto a partire dal 2014, ovvero una superiorità assoluta. Se sarà così, sul fronte piloti servirà soprattutto lo spirito di squadra, e il tandem Russell-Antonelli offre più garanzie rispetto ad eventuali alternative. Se invece vedremo un campo più serrato, e soprattutto se in questo campo dovesse ritrovarsi (clamorosamente) anche il tandem Red Bull/Verstappen, allora forse un pizzico di rammarico si ripresenterà, insieme alla tentazione di riaprire quella porta.
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