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F1 | Mercedes dopo la doppietta: "Ci aspetta una lotta serrata con la Ferrari"

L'hospitality Mercedes, dopo l'uno-due di Russell e Antonelli a Melbourne, è tornata a essere gremita come ai vecchi tempi: Wolff assapora il gusto del successo: "Mi sento bene, c'è soddisfazione nella squadra. Arriviamo da anni difficili nei quali abbiamo vinto qualche GP, ma ora siamo tornati a lottare per il mondiale, e non succedeva da tempo".

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Toto Wolff assapora il momento. Per quattro lunghi anni, lui che aveva firmato la più lunga striscia vincente nella storia della Formula 1, aveva dovuto assistere ai trionfi a raffica del tandem Verstappen-Horner, così come alla resurrezione della McLaren, con tanto di power unit Mercedes sotto il cofano. Anni lunghi, con post gara senza champagne e spesso snobbati da quei media che avevano affollato a lungo le conferenze di Wolff.

Dopo la doppietta di Melbourne l’hospitality Mercedes è tornata in versione ‘tutto esaurito’. Wolff si è presentato alla conferenza stampa con il suo classico sorriso sornione e la maglietta celebrativa della squadra con un numero 1 bene in vista.
“Mi sento molto bene, c'è davvero tanta soddisfazione nella squadra. Arriviamo da anni difficili nei quali abbiamo vinto qualche gara, ma ora siamo tornati a lottare per il mondiale, e non succedeva da molto tempo. Per questo oggi sono più soddisfatto, c’è la consapevolezza di aver tenuto duro in anni difficili continuando sempre a credere che saremmo tornati in alto”.

Toto Wolff abbracciato a George Russell

Toto Wolff abbracciato a George Russell

Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images

Wolff rievoca ricordi di una decina d’anni fa, quando davanti ad una superiorità tecnica evidente, esponeva scenari nei quali Mercedes avrebbe dovuto sudare per ogni singola vittoria. Dopo la doppietta di Melbourne ha parlato di “una confronto da affrontare con la Ferrari”, dell’impossibilità a reagire alla superiorità della Scuderia in fase di partenza e di una stagione molto lunga nella quale gli sviluppi (e questo è vero) potrebbero avere un impatto sulle gerarchie.

La pista oggi ha lanciato un messaggio chiaro: la Mercedes è uscita da Melbourne a bottino pieno confermando una superiorità assoluta. L’unica criticità emersa nel fine settimana è stata la fase di partenza, risultata problematica per entrambe le monoposto. L’ingegnere di Antonelli ha temuto che Kimi non riuscisse a prendere il via della gara, ma alla fine (pur patinando come se sulla griglia di Melbourne ci fosse ghiaccio secco) Antonelli è riuscito a partire. “Nella prima parte di gara abbiamo visto una lotta a tre tra le due Ferrari e George, e alla fine anche Kimi ha recuperato. Ho la sensazione che ci aspetta una lotta serrata con la Ferrari”.

Nel paddock c’è anche chi ipotizza che la Mercedes in gara sia stata volutamente conservativa, una decisione che sarebbe stata presa dopo le polemiche sorte al termine delle qualifiche. Un’ipotesi difficile da sostenere, visto che gli strateghi sono stati costretti a puntare sulla strategia per riuscire a capitalizzare il passo gara. Nei primi venti giri, anche con una monoposto più veloce, sia Russell che Antonelli si sono ritrovati alle spalle di una Ferrari, senza grandi chance di sorpasso.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

Nel successo australiano a tutto tondo della Mercedes c’è anche un aspetto inedito rispetto ai precedenti periodi d’oro della squadra, ed è qualcosa che gratifica molto Wolff. Sia Russell che Antonelli sono piloti selezionati e cresciuti nel programma junior Mercedes, e come tali sono anche gestiti dalla squadra sul fronte del management. È un progetto globale, dove tutto è stato pensato all’interno delle mura di Brackley e Brixworth. Se c’è un aspetto che forse è mancato a Wolff nel giorno del suo ritorno al vertice è il non aver potuto festeggiare davanti al suo nemico per eccellenza, Christian Horner. O forse, per Wolff la buona notizia è che il suo (ormai ex) rivale storico è fuori dai radar.

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