Mercedes cresciuta, ma la Red Bull non si è vista

La prima giornata di prove libere indica che Bottas e Hamilton possono fare affidamento su una freccia nera molto più consistente di quella vista in Bahrain, ma a Imola è mancata la Red Bull di Verstappen avversata da un problema alla trasmissione. Polemico Horner: "Hanno fatto fare un giro della città alla macchina prima di riportarla al box e così ci hanno impedito di girare".

Mercedes cresciuta, ma la Red Bull non si è vista

Le due ore di prove completate oggi sul circuito di Imola hanno lanciato molti messaggi e con un peso specifico da non sottovalutare. Si tratta di prove libere, verissimo, e la storia delle corse è zeppa di verdetti che ventiquattr’ore dopo sono stati smentiti, in positivo o negativo.

Il venerdì di Imola è però molto particolare, poiché tutti i riscontri emersi al momento da questo primo assaggio di 2021 sono stati legati esclusivamente alla pista di Sakhir, teatro dei test pre-campionato e del primo weekend di gara stagionale.

Si tratta quindi di valutare non solo il potenziale di tappa, ma di proiettare quanto emergerà ad Imola in un periodo più lungo, ed è per questo che l’attenzione ad ogni minimo riscontro che è emerso (ed emergerà) questo fine settimana, sarà oggetto di attente analisi.

Al termine della sessione FP2 di oggi le valutazioni in merito allo scontro più atteso (quello tra Red Bull e Mercedes) confermano un passo avanti importante del team campione del Mondo, ma senza la certezza dell’ampiezza di questo step a causa della mancanza del riferimento Red Bull, elemento indispensabile per poter fissare dei punti

Lavoro e… Imola rilanciano la Mercedes

La prima domanda emersa al termine delle prove è se dietro il deciso passo avanti delle W12 c’è il lavoro svolto a Brackley dopo il Bahrain o l’effetto di una pista amica.
“Penso entrambe le cose – ha confermato Hamilton – la squadra ha lavorato duramente per analizzare le debolezze emerse a Sakhir, modificando il setup di base della monoposto con successo. E credo che anche le caratteristiche della pista siano venute nella nostra direzione, c’è un buon grip e le gomme funzionano davvero bene, e penso che anche le temperature più basse rispetto a quelle del Bahrain ci abbiano aiutato”.

“Non so se i problemi che abbiamo avuto in Bahrain siano definitivamente alle spalle – ha commentato il leader di giornata Valtteri Bottas – ma di sicuro qui il weekend è iniziato in modo decisamente migliore. Abbiamo ancora qualcosa da mettere a posto ma la base di partenza (del setup) si è confermata molto buona”.

Curiosamente il miglior crono di Bottas (1’15”861) è stato ottenuto con gomme medie, ed anche lo stesso Hamilton (secondo con il tempo di 1’15”561 con le soft) è stato migliore di un solo decimo rispetto al precedente crono col le ‘gialle’.

“Possiamo tirar fuori ancora qualcosa dalle soft – ha spiegato Bottas – ma qui a Imola la differenza tra medie e soft è minima (la Pirelli stima tra i 3 ed i 4 decimi), quindi domani potremo scegliere quale gomma utilizzare in Q2 senza grandi rischi”.

Sia Hamilton che Bottas hanno confermato un buon ritmo anche nelle simulazioni di gara, ma (come sottolinea Lewis) nel box Mercedes non possono avere un quadro completo dei valori in campo perché manca il riferimento principale, ovvero Verstappen. C’è, insomma, un cauto ottimismo. Finora il dato certo è un setup di base molto migliore di quello utilizzato in Bahrain, che ha portato ad una guidabilità giudicata migliore da entrambi i piloti.

Red Bull c’è, resta favorita ma…

La sessione FP2 di Verstappen è durata solo dieci minuti, a causa di un problema all’albero della trasmissione emerso dopo un passaggio sul cordolo esterno della Rivazza. L’olandese ha dovuto rinunciare alla simulazione di qualifica e ai long-run, restando ai box ad osservare i colleghi in pista e privando gli avversari diretti del riferimento più atteso, ovvero quello del tandem che in Bahrain si era confermato come il più veloce in pista.

“Non credo che abbiamo visto ancora il vero potenziale delle Red Bull – ha chiarito Hamilton – hanno avuto delle sessioni non lineari, meglio aspettare domani”.

Non è solo Lewis a credere che Verstappen resti il favorito per la pole position, ma è innegabile che qualche piccola crepa nel meccanismo Red Bull continua ad esserci.

Parliamo di dettagli, ma questo Mondiale potrebbe essere deciso proprio da dettagli. Perdere una sessione, una svista nelle strategie, la seconda monoposto lontana da prima, tutti aspetti che in casa Mercedes sembrano essere valori cementati nel tempo.

“Non è niente di allarmante – ha sottolineato Verstappen – non possiamo sapere come saremmo andati in FP2, ma per il resto tutto bene. Dobbiamo assicurarci di avere una buona affidabilità, questo sì, ma per il resto recupereremo domani il lavoro sul setup. La Mercedes? Non sono sorpreso, dobbiamo solo concentrarci su noi stessi e fare il lavoro migliore che è nelle nostre possibilità, poi vedremo”.

La RB16B di Max a spasso per Imola

Mentre Sergio Perez ha commentato positivamente la sua giornata (“Ho percorso molti giri ed imparato molto, ora devo mettere tutto insieme nelle qualifiche di domani”) Christian Horner è tornato a lanciare qualche frecciatina, ricordando i tempi dell’era Vettel, ovvero quando la Red Bull era in lotta per i titoli Mondiali. A fine giornata il team principal se l’è presa con il servizio di riconsegna della monoposto.

“Sembra che si sia rotto l’albero della trasmissione – ha commentato parlando dei motivi che hanno bloccato l’olandese – e sfortunatamente la monoposto ha fatto un piccolo giro per la città di Imola prima che ci fosse riconsegnata ai box, e questo non ci ha concesso il tempo necessario per intervenire e provare a rimandare Max in pista…”.

In altri momenti non sarebbe stato un problema, ma oggi la reazione di Horner conferma che nel box della Red Bull sono consapevoli di giocare per il massimo traguardo, e gli animi sono più tesi. “Nelle prime due file la Formula 1 è uno sport diverso”, dice una vecchia legge del paddock che non è mai stata smentita.

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