Mercedes: così veloce, ma ostica nei sorpassi

La Mercedes ha risentito della mappatura unica imposta dalla FIA per cui non ha potuto "giocare" come sempre facevano Hamilton e Bottas per effettuare un sorpasso, oppure in "aria sporca" la W11 con più carico aerodinamico degli altri ha sofferto più del solito? A giudicare dal giro più veloce di Lewis, che con le Hard ha lasciato tutti ad almeno un secondo, e dalla velocità massima di 360,8 km/h raggiunti in scia (come Bottas) è buona la seconda.

Mercedes: così veloce, ma ostica nei sorpassi
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Lewis Hamilton si è assicurato il giro più veloce del GP d’Italia in 1’22”746 con le gomme Hard al 34esimo giro. L’esa-campione ha rifilato oltre un secondo al resto del gruppo mentre si produceva nella rimonta dopo la penalità che lo ha fatto piombare all’ultimo posto (17esimo).

Come si ricorderà Lewis è rientrato in pit lane per il pit stop nel corso del giro 20 quando la corsia dei box era stata chiusa dalla direzione gara per dare modo ai commissari di percorso di spostare la Haas di Kevin Magnussen che si era fermata prima dell’ingresso della corsia di decelerazione con il motore rotto.

Il britannico non ha visto il segnale luminoso SC rosso con la croce che lampeggiava sul lato sinistro della Parabolica e il team Mercedes non ha letto in tempo reale il messaggio che è arrivato al muretto dalla direzione corsa, fatto sta che è stato fatto un bel patatrac nel 12 secondi di tempo che ci sarebbero stati per prendere la giusta decisione.

L’errore è costato la sesta vittoria del campione nero punito con uno stop and go e una sosta di 10 secondi, ma Hamilton si è prodotto in una bella rimonta che lo ha portato fino al settimo posto sotto alla bandiera a scacchi.

Toto Wolff ha sostenuto che le frecce nere sono state condizionate nella rimonta dalla mappa unica da gara imposta dalla FIA, per cui nei momenti più importanti di un attacco i suoi piloti non hanno potuto utilizzare la modalità di sorpasso.

Volante della Mercedes F1 W11

Volante della Mercedes F1 W11

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

Ma, forse, il team principal di Brackley non ha avuto modo di dare una sbriciata alle velocità massime ottenute da Lewis Hamilton e Valtteri Bottas in gara: parliamo di 360,8 km/h! Lo stesso valore conseguito da entrambi mentre erano in scia ad altre monoposto. Le W11 sono state nettamente le più veloci a Monza, raggiungendo prima di tutti gli altri il picco di velocità per poi plafonarsi a causa di un carico aerodinamico leggermente superiore a quello della concorrenza.

Disponendo della power uni più potente i tecnici diretti da James Allison hanno cercato di dare ai piloti delle monoposto guidabili nel “Tempio della velocità” con più ala di Red Bull e Ferrari che erano completamente scariche e in aria sporca tanto Hamilton che Bottas ne hanno risentito, visto che la freccia nera è pensata per stare davanti a tutti e quindi in aria non perturbata, ma pulita.

Le valutazioni sulla mappatura unica le rimandiamo a fra qualche gara per avere dati meno di parte, più convincenti.

"È stato difficile sorpassare a Monza – ha spiegato Wolff - , perché con questa direttiva tecnica che ha imposto la mappatura unica non si può alzare la potenza né per sorpassare, né per difendersi. Per questo vedremo meno sorpassi che in passato. Lewis ha guidato bene per recuperare fino a P7. Ma ovviamente è una gara persa per lui e per la squadra, e questo è il sentimento che prevale".

Valtteri Bottas, invece, non è mai stato protagonista: dopo una pessima partenza (l’ennesima) non si è schiodato dal quinto posto. Il finlandese già al primo giro si è lamentato di sentire la W11 strana nelle curve a destra, tanto da temere una foratura lenta che non c’è stata.

Bottas è rimasto stupito dell’incapacità di rimontare della sua Mercedes alle prese anche con un surriscaldamento del motore…
“La questione centrale era che ho cercato di avvicinarmi alla vettura davanti abbastanza per tentare un sorpasso sfruttando la scia, ma per me è stato impossibile sorpassare qualsiasi macchina con cui stessi combattendo".

Valtteri per concludere ha sinceramente aggiunto: “Bisogna ammettere che a Monza l’effetto del DRS è minore che altrove perché le ali sono molto più scariche e, quindi, si ha già una minore resistenza all’avanzamento”.

Valtteri Bottas, Mercedes F1 W11, Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11

Valtteri Bottas, Mercedes F1 W11, Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

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