F1 | Mercedes a un secondo dal record della pista: super motore, ma non solo
Russell al secondo GP stagionale è arrivato con la W17 a 979 millesimi dal primato di Shanghai, segno che questa F1 è in grado di esprimere prestazioni di livello, superando tutte le paure. La freccia nero e argento domani la scena grazie alla superiorità indiscussa della power unit, ma sarebbe sbagliato non allargare l'analisi anche al resto...
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
La Mercedes non teme concorrenza. Aveva dominato in Australia, dove le doti del motore endotermico avevano esaltato le qualità della power unit su una pista come quella di Melbourne difficile per la ricarica dell’elettrico, ma ha fatto mattanza anche in Cina alla conclusione della Sprint Qualifying con George Russell e Kimi Antonelli inesorabilmente secondi.
La W17 va come una scheggia appena la si mette con le ruote a terra e la squadra di Brackley, pur contando solo su un turno di prove libere, si è concessa il lusso di fare un long run, confermando che la supremazia non si concretizza solo nel giro secco, ma può esaltarsi anche nel passo gara, giusto per tenere sotto il controllo il rischio graining che resta una minaccia.
Su un tracciato meno atipico di quello che ha portato al debutto la nuova era della F1, la freccia nero e argento ci ha dato una dimostrazione plastica del suo valore: George, quando è passato dalle gomme medie alle soft ha... sparato un 1’31”520 che è a 979 millesimi dalla pole position del 2005, record del tracciato.
La nuova F1, quindi, ha fugato tutti i dubbi della sua competitività al secondo appuntamento stagionale e si può scommettere che non dovremo aspettare troppo per vedere cadere nuovamente dei primati. E alla power unit di Brixworth non hanno tirato il collo (non ne hanno bisogno), accontentandosi di una mappatura spinta a 3.5 in una scala che può arrivare a 5.0.
George Russell, Mercedes
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Ciò indica che i piloti di Toto Wolff hanno ancora birra a cui attingere, ma temendo i rischi di affidabilità non hanno bisogno di fare inutilmente gli smargiassi. Al di là del picco di 341 km/h raggiunto da Isack Hadjar con la Red Bull (con una scia?), registriamo la supremazia di quattro monoposto spinte dalla PU Mercedes AMG M17 E Performance: Albon (Williams) 340 km/h, Gasly (Alpine) 339 km/h, Colapinto (Alpine) 338 km/h e Sainz (Williams) 337 km/h. Veloci, velocissime, ma con poco carico aerodinamico per pensare di stare davanti.
"Abbiamo un’ottima vettura – rivela Lewis Hamilton -, possiamo competere con le Mercedes in curva ma quando siamo in rettilineo, dove conta la potenza, non c'è nulla da fare...". Il sette volte campione del mondo alza le braccia, anche se sarebbe un errore limitare tutto solo alla cavalleria, visto che Russell e Antonelli hanno toccato i 335 km/h, mentre Lewis era più indietro a remare con un picco di 330 km/h.
Questa volta hanno fatto meglio anche le McLaren (Oscar Piastri 333 km/h e Lando Norris 331 km/h): il campione del mondo con la MCL40 è riuscito a essere, terzo, il primo degli altri, per 20 millesimi. Segno che a Woking hanno cominciato a comprendere la gestione dell'ibrido, perché i segreti della ricarica a Brixworth se li sono tenuti per loro, stufi di vedere i clienti battere la squadra ufficiale. L’hardware è identico per tutti i team forniti, ma la scrittura del software è a più libera interpretazione. E non è casuale che non appena lo staff di Andrea Stella ha aperto gli occhi, c’è stata una rapida inversione di tendenza. Ma, a nostra sensazione, sarebbe troppo facile ridurre tutto e solo a una questione di motore.
Mercedes W17, dettaglio della power unit
Foto di: AG Photo
A proposito, dalla Stella ci fanno sapere che non ci sarà alcun bisogno di intervenire sul motore 2 per soddisfare le verifiche del rapporto di compressione anche a caldo che scatteranno dal 1 giugno (16,7:1 grazie alle tolleranze a 130 gradi di olio), né ci sarà l’esigenza di mettere mano al carburante Petronas già omologato.
Ma l’errore che gli inseguitori non devono fare, Ferrari in primis, è credere che la supremazia derivi solo dalla power unit. La W17 è una macchina nata bene nelle mani di James Allison e Simone Resta. Domani Hamilton, spinto dal “turbino” potrà scattare al comando della Sprint Race, ma quanti giri potrà restare al comando? Quella sarà la cartina al tornasole dello stato dell’arte, perché i sei decimi di oggi forse bruciano più degli otto in qualifica di Melbourne...
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