F1 | Mentre Kimi vince, Russell se la prende con la sfortuna: "Senza la Safety Car, avrei vinto"
George è stato beffato dall'ingresso della Safety Car poco dopo il suo pit stop al GP del Giappone. Questo ha favorito Antonelli, ma il britannico non aveva lo stesso passo del compagno di squadra. Inutile anche il tipo di assetto scelto, perché il graining non si è presentato.
George Russell, Mercedes
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
The dark side of the moon ha fatto la fortuna dei Pink Floyd. George Russell, britannico come il quartetto d'oro che ha fatto la storia della musica rock-prog dagli anni 70 in poi, spera che questo inizio di stagione possa essere una sorta di pagamento nei confronti della sfortuna e che, da Miami in poi, il suo lato migliore possa essere quello illuminato dal sole.
Dopo una buona partenza al GP del Giappone, Russell si è trovato a essere l'unico avversario credibile di Oscar Piastri nel primo stint di gara. Al giro 21 il pilota della Mercedes è rientrato ai box per togliere le Medium e montare le Hard, ma un giro più tardi è entrata in pista la Safety Car per permettere ai commissari di spostare la Haas VF-26 incidentata alla Spoon.
A quel punto, Andrea Kimi Antonelli ha avuto il jolly da giocare. Non avendo ancora fatto la sua sosta, l'italiano ne ha approfittato per passare a sua volta alle Hard e da quel momento in poi non c'è più stata storia. Rientrato in testa, ha gestito perfettamente la ripartenza e grazie a un ritmo infernale ha colto la seconda vittoria della carriera dopo quella ottenuta in Cina 2 settimane fa.
Russell, quarto alla fine dopo non essere riuscito a piegare la resistente difesa di Leclerc al terzo posto, non ha potuto fare altro che analizzare la situazione. Nelle sue parole traspare la delusione per l'intervento della Safety Car, che gli ha rovinato i piani.
"La partenza è stata normale. Scarsa. Con un giro di differenza nell'entrata della Safety Car avrei vinto la gara. Fa parte delle corse, ma dopo è stato tutto un susseguirsi di problemi. Non riuscivo a ricaricare la batteria alla ripartenza della Safety Car, quindi Lewis mi ha passato. E poi, ovviamente, più avanti in gara ho avuto un problema alla batteria e mi ha passato anche Leclerc. Non avevo velocità e mi ha superato. Insomma, un problema dopo l'altro".
"Non so davvero perché sono rientrato in quel momento. Penso perché Charles stava arrivando. Ma è stata solo sfortuna. Se non ci fosse stato l'incidente, magari avremo rimpianto di non essere rientrati in quel momento. Nelle corse, a volte, le cose vanno a tuo favore. Altre volte contro. Sembra solo che in questo momento, negli ultimi 2 fine settimana, ogni problema che abbiamo sia dalla mia parte e io sono quello che sta attraversando questa situazione".
Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari, George Russell, Mercedes
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
"Le cose sono andate così e basta. Non ho risposte migliori. Nelle libere e in qualifica non ho avuto problemi e li ho avuti in gara. Lando non ha avuto guai in qualifica, li ha avuti nelle libere. E' solo questione di fortuna con queste nuove macchine. E' la terza gara su 22, non sono affatto preoccupato e so di avere tutto per reagire".
Russell dà la colpa a momenti di sfortuna. E ha ragione, perché senza la Safety Car avrebbe certamente lottato per vincere. Ma sia Piastri che Antonelli sarebbero stati ossi duri da battere. Tant'è che il britannico non sia riuscito nemmeno ad attaccare la McLaren numero 81 nel secondo stint (è stato battuto anche dalla Ferrari di Leclerc) e Antonelli ha messo in mostra il passo gara già visto nelle Libere 2 di venerdì: un ritmo inarrivabile con le Hard.
Per questi motivi, ma anche per l'assetto scelto da Russell, è difficile pensare che George avrebbe potuto vincere senza dubbio alcuno. Avrebbe avuto tante possibilità in più, certo. Ma, come detto, anche le scelte fatte di set up non hanno aiutato. la sua W17 era molto puntata sull'anteriore per cercare di prevenire il graining. Ma il fenomeno che si forma sulle gomme non si è presentato.
Per altro, Pirelli aveva già fatto notare alla vigilia che l'asfalto nuovo posato a Suzuka nella seconda parte del 2025 avrebbe portato a situazioni differenti rispetto al passato (lo scorso anno l'asfalto nuovo si trovava solo nel primo settore).
Detto questo, Russell non fa drammi. Mancano ancora 19 gare e la vetta della classifica del Mondiale Piloti è ancora vicina. Sa di avere il mezzo migliore tra le mani, ma dovrà anche fare qualcosa di più: ora Antonelli sembra avere fatto quel passo avanti che può portarlo a essere un serio candidato al titolo già quest'anno.
"La lotta per il titolo non è cambiata. Con un giro di differenza la vittoria sarebbe stata mia e ne sono molto convinto. E in Cina, senza il problema in qualifica, magari ero tre decimi più veloce nella sprint qualifying, quindi forse avrei potuto fare la pole lì e vincere quella gara. Ma è così che va, questo è il motorsport. Ora abbiamo una pausa di quattro settimane, quindi non c’è alcun “momento” da portarsi dietro. Si resetta e si riparte per la prossima gara".
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