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F1 | Mekies: "Max è il nostro sensore più costoso, ma è quello migliore"

Il team principal della Red Bull spiega la scelta di sviluppare la RB21 fino all'ultimo: è servito per mettere a punto processi che dovranno essere poi usati sulla vettura 2026. Bello poi il commento sul valore di Verstappen, che va al di là delle prestazioni in pista.

Max Verstappen, Red Bull Racing, Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Max Verstappen, Red Bull Racing, Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

Laurent Mekies ha completato la sua prima stagione da team principal di Red Bull Racing, rendendo protagonista il suo team di una rimonta epica finita male per appena 2 punti. Un'inezia.

Il team di Milton Keynes, pur avendo Max Verstappen a oltre 100 punti dalla vetta del Mondiale a inizio settembre, ha preferito continuare a spingere, a sviluppare la RB21 per provare la rimonta. Sembrava una scelta folle, ma in fin dei conti non lo è stata affatto.

L'unico dubbio sorto legato a questa scelta riguardava le energie dedicate alla monoposto 2025 quando, in parallelo, a Milton Keynes si stava preparando la monoposto 2026, quella nata sotto il nuovo regolamento tecnico. Sin dal suo insediamento, Mekies ha spiegato che lo sviluppo della RB21 non avrebbe solo fatto bene alla monoposto 2025 in termini di risultati, ma anche alla 2026 per ciò che riguarda i processi di preparazione.

Anche nell'intervista che il manager transalpino ha rilasciato a Motorsport.com è emerso proprio questo aspetto. Red Bull voleva capire perché la RB21 non funzionasse secondo le aspettative. E questo processo dovrà aiutare la squadra a evitare che gli stessi problemi possano sorgere nel 2026.

"Ci è sembrato piuttosto ovvio che non volevamo semplicemente voltare pagina e sperare che, sebbene la vettura 2025 non fosse stata all'altezza per lottare per il titolo, lo sarebbe stata la 2026. Quindi non volevamo seguire quella strada, volevamo invece andare a fondo di quel progetto, capire perché non funzionava, perché fondamentalmente l'anno prossimo useremo gli stessi strumenti, gli stessi processi, le stesse metodologie e sì, forse perderemo un po' di tempo nel farlo, ma non volevamo seguire la strada delle illusioni. Quindi, per rispondere alla tua domanda, è stato difficile? No, è qualcosa di cui siamo stati molto, molto convinti fin dall'inizio".

Laurent Mekies, Red Bull Racing

Laurent Mekies, Red Bull Racing

Foto di: Mark Thompson - Getty Images

"Ci sono tantissimi insegnamenti che abbiamo appreso quest'anno, innanzitutto sulle metodologie, cosa serve per rendere la vettura più veloce, cosa si fa per aggirare i limiti imposti, gli pneumatici, la correlazione dei tuoi strumenti dove ritieni giusto aggiungere prestazioni, ecc. Quindi le aree comuni sono enormi, anche con regolamenti completamente diversi".

Se il team ha fatto un lavoro superbo nella rimonta alle McLaren di Norris - poi campione del mondo - e Piastri, Max Verstappen è sempre stato quel valore aggiunto che ha dato un'ulteriore spinta al lavoro della squadra austro-britannica. La sua sensibilità di guida, nel dare i feedback giusti, nel vivere il motorsport a 360 gradi, 24 ore su 24 e giorno per giorno hanno fatto la differenza e anche su questo in Red Bull punteranno per il presente e il futuro.

"Sapete, nonostante tutti noi abbiamo trascorso troppi anni in Formula 1 e abbiamo visto Max ottenere risultati incredibili, tutto quello che posso dirvi è che quando avete la possibilità di lavorare al suo fianco nel paddock, rimanete comunque sbalorditi da: A) da ciò che si sente alla radio, perché ovviamente voi sentite molto, ma non sentite tutto, quindi la qualità del feedback tecnico, il livello di sensibilità che ha sulla macchina... avevamo questo scherzo in cui dicevamo semplicemente che era il miglior sensore che avevamo nella macchina. Probabilmente il più costoso, ma questa è un'altra questione".

"E non solo, il ragazzo vive giorno e notte con il motorsport, giorno e notte, probabilmente più di tutti noi, quindi in un certo senso lui è il motorsport. Quindi non scappa dalla riunione per andare a fare qualcos'altro, ma si dedica completamente alle gare, probabilmente con in mente qualcosa che può imparare o migliorare nella sua guida o nella preparazione per la prossima gara".

"Se ha un weekend libero, può andare a correre da qualche parte con una GT3 - questo è qualcosa che sembra completamente irreale dal nostro punto di vista e, in effetti, è irreale, e lui lo fa con la capacità di immergersi nei progetti, non per giudicarli dall'esterno, ma per trovare le chiavi giuste per assicurarsi che tutti noi spingiamo nella stessa direzione, per assicurarsi che tutti noi apprezziamo ciò che sta cercando di dirci sulle comunicazioni".

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