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F1 | Mekies: "Non aver fermato lo sviluppo, forse avrà un costo nel 2026"

Il team principal della Red Bull Racing alla festa dei Caschi d'Oro di Autosprint ha spiegato lo spirito con cui Max e la squadra di Milton Keynes hanno cercato di sfidare la McLaren fino ad Abu Dhabi. Non fermare lo sviluppo, però, potrebbe avere degli effetti sulla vettura del prossimo anno.

Laurent Mekies, Red Bull Racing

Laurent Mekies, Red Bull Racing

Foto di: Mark Thompson - Getty Images

Laurent Mekies sul palco dei Caschi d’Oro è stato indicato da Andrea Stella come il personaggio che ha reso difficile il finale di stagione della McLaren. Se il titolo Costruttori era in banca, non si poteva dire altrettanto per quello piloti, con Max Verstappen che ha contrastato l’alloro iridato a Lando Norris fino all’ultimo GP. 
Il team principal di Red Bull Racing, infatti, non ha rimpianti e, anzi, ci tiene a mettere in evidenza la strepitosa rimonta che ha portato l’olandese a sfiorare il quinto titolo iridato... 

"Dopo la delusione della sera di Abu Dhabi per aver perso di due punti, per noi sarebbe sbagliato non guardare al lavoro incredibile che Max ha fatto con la squadra nella seconda parte dell'anno”. 

“Credo che a dispetto dei due punti che ci sono mancati, sia storico il modo con il quale la squadra non ha voluto mollare la sfida iridata in questa combattutissima stagione 2025: non arrendersi mai è una caratteristica Red Bull”.  

“Abbiamo cercato di capire fino in fondo la macchina, non abbiamo voluto fermare gli sviluppi, e tutto questo, forse, avrà un costo l'anno prossimo, ma per noi era importante andare alla ricerca del limite della vettura”. 

“Faccio i complimenti alle 2.000 persone di Milton Keynes che non hanno voluto mollare, poi riconosco che Andrea (Stella) e la sua squadra sono stati più bravi e ci hanno coinvolto in una bellissima battaglia fino alla fine”.  

Laurent Mekies, Team Principal Red Bull Racing  con il Casco d'Oro d'Autosprint

Laurent Mekies, Team Principal Red Bull Racing con il Casco d'Oro d'Autosprint

Foto di: Mimmo Fuggiano/Autosprint

Cosa ti ha colpito arrivando in Red Bull Racing, dopo aver vissuto altre esperienze importanti come quella in Ferrari? 
"È stato un privilegio incredibile passare da una famiglia straordinaria come è stata per me la Ferrari, a un'altra famiglia incredibile come la Red Bull. Forse la cosa più sensazionale di questo team è la capacità di prendere dei rischi per spingere tutto al limite”. 

“E si tratta di scelte che non sono mai gratuite: è facile dire prendo dei rischi, ma poi succede che ti fai del male. E posso dire che ci siamo fatti male tante volte quest'anno anche nella seconda parte del campionato che è stato in rimonta. Posson ricordare Budapest, Zandvoort o il sabato del Brasile. Ma tutto questo fa parte del modo in cui ci piace andare a disputare le gare. È una cosa che ci spinge a essere appassionati di quel bellissimo sport, che ci fa svegliare al mattino per lanciare una nuova sfida”. 

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Erik Junius

In tutto questo non si può dimenticare il valore di Super Max. Che effetto fa lavorare al suo fianco? 
“Max è più straordinario fuori dalla macchina che dentro. Ormai lo conosciamo tutti quando è nell’abitacolo, sappiamo quanto sia competitivo sempre, ma devo dire che fuori dalla vettura è ancora più incredibile. Verstappen è uno che non smette mai di vivere per questo sport: lo chiami al lunedì mattina dopo il GP per chiedergli se è tornato bene a casa, se è tutto a posto in famiglia e lui risponde: sto finendo una gara al simulatore, ti richiamo dopo”.  

Oppure è a guidare un’altra macchina...  
"Se gli lasci un weekend libero, lo ritrovi a girare da qualcuna parte con qualsiasi tipo di macchina. Max è profondamente appassionato del nostro sport, forse più di tanti di noi e rappresenta un esempio bellissimo di quello che ci fa amare questo sport. Nonostante la sua fama rimane attaccato all’aspetto più puro dello sport”. 

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