F1 | McLaren regna nei curvoni, Ferrari sui rettilinei cercando una SF-25 meno estrema
A Monza i distacchi ridotti promettono una sfida più serrata del solito. La McLaren brilla nei curvoni ma soffre sui rettilinei, mentre la Ferrari mostra il comportamento opposto. Il Cavallino è alla ricerca di una vettura meno estrema nel comportameno e spera nell'evoluzione della pista. Dietro ci sono la Williams e Verstappen, pronto a inserirsi.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Dieci piloti racchiusi in meno di quattro decimi, con i primi sei separati da appena 199 millesimi. Quando la classifica è così serrata, sono i dettagli a fare la differenza, soprattutto quando si tratta di spingere la monoposto al limite per strappare gli ultimi centesimi. Per questo, il venerdì di Monza rappresenta la premessa ideale per un weekend ricco di spunti e, forse, di sorprese.
Cambia la pista, ma davanti c’è sempre la McLaren. Anche in Brianza, su un tracciato che non rappresenta il terreno di caccia ideale per la MCL39, una monoposto che non fa dell'efficienza aerodinamica con setup a basso carico il suo punto di forza, il team di Woking ha comunque chiuso al comando, seppur senza il consueto margine visto in altri appuntamenti.
Una sfida più aperta rispetto ad altre piste, con McLaren che, non eccellendo sui rettilinei, costruisce il tempo sui curvoni dove può esaltare le sue doti di carico aerodinamico. Lo si nota chiaramente nelle due Lesmo del secondo settore, dove Lando Norris ha fatto segnare l’intertempo record, così come nella percorrenza dell’Ascari e della Parabolica, tratti in cui l’inglese riesce a portare più velocità sia in percorrenza che in uscita.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Kym Illman / Getty Images
Non è un caso che la vettura di Woking presenti la configurazione alare meno estrema, restando entro limiti oltre i quali i tecnici preferiscono non spingersi. Già lo scorso anno, infatti, la McLaren si era presentata con un’ala molto scarica, salvo poi passare a una soluzione più carica nel tentativo di riequilibrare la monoposto, poiché l’opzione iniziale adottata per il weekend non garantiva la necessaria stabilità.
Può sembrare un paradosso a Monza, ma il principio resta lo stesso anche quest’anno, accettando di pagare qualcosa in termini di resistenza sui rettilinei, al di là delle mappature più conservative. L’efficacia in uscita dai curvoni consente di compensare nella fase iniziale degli allunghi, ma oltre i 300 km/h emergono i limiti. Rispetto alla Ferrari di Charles Leclerc, favorita da una leggera scia, Norris accusa in media 6-7 km/h di velocità di punta; un gap che si riduce leggermente nel confronto con Lewis Hamilton.
Per dare un riferimento, il monegasco ha guadagnato circa quattro decimi sui rettilinei rispetto al pilota della McLaren, confermando come la Rossa faccia dell’efficienza aerodinamica la propria arma principale per provare a rimescolare le carte in casa. La decisione di scaricare ulteriormente l’ala posteriore, intervenendo con un taglio sul flap, si inserisce esattamente in questa strategia, ma va analizzata all’interno di un quadro più ampio.
Confronto telemetrico tra Norris e Leclerc - FP2 Monza
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Lo stesso Leclerc ha definito la SF-25 in versione Monza una monoposto veloce ma complessa da interpretare e da portare al limite. Una vettura, in un certo senso, estrema non tanto per la configurazione alare, quanto per il suo comportamento in pista. Oggi, complice l’asfalto sporco, non sono mancati gli errori, anche da parte dei due piloti Ferrari.
Nel venerdì brianzolo, la SF-25 ha confermato un potenziale velocistico interessante, ma difficile da esprimere con costanza al limite. Leclerc ha commesso diverse sbavature, soprattutto in fase di staccata, segno di un setup non ancora ottimale. Per tutta la giornata, la frenata alla prima chicane è rimasta un punto debole, costandogli oltre un decimo anche nel confronto diretto con Hamilton.
Parlando del sette volte iridato, emerge chiaramente la differenza di approccio tra i due piloti del Cavallino. Hamilton si dimostra più incisivo nei tratti lenti e nel primo settore, dove ha fatto segnare il tempo record, ma soffre nel resto del giro. Al contrario, Leclerc eccelle all’Ascari e alla Parabolica, due curve in cui la fiducia nell’anteriore è fondamentale per mantenere velocità e precisione.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Marco Bertorello / AFP via Getty Images
Dopo la seconda sessione, Hamilton ha spiegato che alcune scelte di setup non hanno prodotto i risultati sperati, motivo per cui in nottata sarebbe tornato alla configurazione utilizzata in FP1. In casa Ferrari, invece, appare chiaro il bisogno di una monoposto meno “estrema”: non tanto nella configurazione alare, quanto nel comportamento generale, così da offrire ai piloti una SF-25 più stabile, meno sensibile e più prevedibile.
Realisticamente, la speranza della Ferrari è che il progressivo miglioramento della pista possa giocare a favore, offrendo maggiore stabilità in percorrenza e riducendo il gap in curva. Dal canto suo, la McLaren è consapevole di disporre di un ottimo passo gara, ma con distacchi così ridotti diventa cruciale trovare quel margine extra sul giro secco per garantirsi la partenza davanti, semplificare la strategia di gara e ridurre il rischio del graning.
Red Bull: attenzione a Max, è pronto a inserirsi?
Tuttavia, proprio perché il gruppo è così compatto, la lotta potrebbe aprirsi a qualche sorpresa. La Williams sa bene che Monza rappresenta una delle occasioni più ghiotte della stagione: oltre a esaltare le doti di efficienza della FW47, i lunghi rettilinei aiutano a raffreddare le gomme, limitando il surriscaldamento, un aspetto delicato per il team di Grove. Eccezion fatta per la Parabolica, la FW47 si è comportata bene anche in curva e potrebbe diventare una spina nel fianco per qualche squadra.
Confronto telemetrico tra Norris e Verstappen - FP2 Monza
Foto di: Gianluca D'Alessandro
C’è però un pilota che non si può sottovalutare né escludere dall’equazione: Max Verstappen. La RB21, quest’anno equipaggiata con un’ala più adatta alle caratteristiche della pista brianzola, potrebbe inserirsi nella lotta per le prime posizioni, con Helmut Marko che crede nella vittoria, anche perché il passo gara è positivo. La vettura di Milton Keynes, inoltre, sembra avere ancora qualche cavallo da liberare.
Al momento, la RB21 si colloca come una via di mezzo tra McLaren e Ferrari, sia per velocità sui rettilinei sia, più in generale, per caratteristiche e punti di forza. Pur senza raggiungere i picchi della Rossa sugli allunghi, frutto di un setup ancora più aggressivo, la monoposto di Milton Keynes riesce ad avvicinarsi alla McLaren, restando competitiva anche nella percorrenza delle curve veloci.
Nel venerdì brianzolo, la RB21 è apparsa in una finestra di rendimento migliore rispetto ad altre piste, soprattutto dopo il lavoro svolto tra FP1 e FP2 sulla gestione delle sconnessioni. Verstappen, però, ha faticato a estrarre il massimo grip dalla mescola soft, difficoltà confermata anche dal team. Se gli ingegneri riusciranno a sfruttare appieno quel picco extra di aderenza offerto dalla gomma più tenera, la Red Bull potrebbe inserirsi concretamente nella lotta per la vittoria.
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