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La tre giorni di test in Bahrain non ha offerto un quadro nitido delle gerarchie che scopriremo solo a Melbourne, ma permette di capire chi ha iniziato la stagione con il passo giusto e chi, al contrario, ha trovato delle difficoltà da superare. Se Ferrari, Mercedes, Racing Bulls ed Haas hanno confermato le attese, gli altri...

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Ventiquattr’ore di prove non sono state sufficienti a definire delle gerarchie tecniche nitide. Complici le condizioni inedite incontrate a Sakhir, nonché le caratteristiche specifiche di pista e asfalto, lo scenario che proporrà il Gran Premio d’Australia non è ancora del tutto prevedibile.

Tre giorni di test sono però serviti a capire chi ha iniziato la stagione con il giusto passo e chi è rientrato dal Bahrain con la consapevolezza di avere del lavoro urgente da portare a termine possibilmente prima di imbarcare il materiale tecnico in direzione Melbourne.

Quattro squadre sono state in linea con quelle che erano le previsioni prima dell’inizio dei test. Per Ferrari, Mercedes, Racing Bulls ed Haas c’è ovviamente un’agenda tecnica da portare avanti, ma il livello di performance atteso alla fine è stato confermato.

Nel caso della Scuderia i prossimi giorni saranno importanti per le verifiche di alcuni problemi di guidabilità che al momento sembrano essere prioritari sul resto, ma nel complesso il progetto è nato bene. Lo stesso vale per Mercedes, confermatasi nella top-4 con margini di miglioramento al momento ancora sconosciuti, mentre Racing Bulls ed Haas si sono collocate dove erano attese alla vigilia delle prove. Le altre sei squadre, in positivo o negativo, hanno smentito le previsioni che avevano preso forma nella pausa invernale.

McLaren, Williams e Alpine primi passi nella giusta direzione

La sospensione anteriore  della McLaren esaspera l'effetto anti dive

La sospensione anteriore della McLaren esaspera l'effetto anti dive

Foto di: Giorgio Piola

Anni fa sarebbero state inserite alla voce “promosse”, ma da quando il mondiale si sviluppa in un percorso con ben 24 Gran Premi, è meglio parlare di un brillante primo passo. La McLaren ha fissato l’asticella di riferimento per tutti, e l’ha posta ben in alto.

Si potrebbe obiettare che non c’è una notizia, visto che si tratta della squadra campione del mondo, ma a supportare la percezione che lo sia c’è stata la reazione degli avversari quando giovedì pomeriggio Lando Norris ha completato una simulazione di gara stellare. Il paddock non era pronto ad una sequenza di giri così veloci, al punto da scatenare ciò che puntualmente accade quanto un team sembra spiccare il volo: polemica, in questo caso con il ‘déjà vu’ del mini-DRS.

La MCL39 era osservata speciale per le novità (alcune delle quali definite non privi di rischi da parte di qualche tecnico avversario) portate in pista da un progetto tutt’altro che conservativo, ma da quanto visto a Sakhir non sembrano esserci controindicazioni.

Il team principal Andrea Stella si è affrettato a sottolineare che l’exploit visto in Bahrain non prenota il successo sul circuito di Albert Park, scenario in cui molto sarà diverso. Non ci sono, però, altri team in grado di togliere alla McLaren il ruolo di favorita, fino ai prossimi verdetti (che arriveranno in Australia) la squadra di Woking sarà in cima alla lista delle gerarchie tecniche.

Jack Doohan, Alpine

Jack Doohan, Alpine

Foto di: Alpine

Decisamente a sorpresa sono stati anche i primi passi dell’Alpine. La buona notizia per la squadra è che il ritmo visto in Bahrain è molto più simile a quello della fase finale della scorsa stagione rispetto a dodici mesi fa, quando esordì la deludente A524.

Le fasi finali del 2024 hanno proposto una squadra in grado di candidarsi al ruolo di ‘prima degli altri’, e lo slancio sembra essere stato mantenuto. Gasly e Doohan hanno completato tre giornate con molti spunti positivi, e di fatto si avviano a Melbourne puntando ad una Q3 sulla base di riscontri concreti.

Carlos Sainz, Williams

Carlos Sainz, Williams

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Stando ai riscontri di Sakhir l’Alpine dovrebbe vedersela con la Williams per gli ultimi due posti in zona punti, ma sul team inglese c’è un asterisco a cui solo il weekend di Melbourne potrà rispondere. Carlos Sainz si è tolto la soddisfazione di lasciare il Bahrain con il miglior tempo assoluto, ed anche Alexander Albon si è confermato molto veloce nel pomeriggio dell’ultima giornata.

I long run hanno però disegnato gerarchie diverse, facendo sorgere il dubbio che le performance sul giro veloce siano state cercate al limite di peso e con una power unit in modalità non proprio conservativa. È però innegabile che l’inizio di stagione sia stato molto diverso rispetto ad un anno fa, ogni cambiamento ha confermato una tendenza positiva ed anche l’aria all’interno della squadra ha poco a che fare con quella respirata nel 2024.

Red Bull, Sauber e Aston Martin, più dubbi che certezze

Prima valutazione. Quando la RB21 è stata presentata è emerso il dubbio che i tecnici di Milton Keynes avrebbero portato la vera veste aerodinamica della monoposto nei test di Sakhir. In realtà quanto visto in Bahrain non ha molto di diverso rispetto alla configurazione vista al lancio della vettura, almeno in apparenza.

Red Bull RB21: molta raccolta dati e ricerca del setup in Bahrain

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Foto di: Giorgio Piola

Nell’ultima giornata di prove sono arrivate una nuova ala anteriore ed un nuovo fondo, quest’ultimo subito smontato dopo pochi giri percorsi da Verstappen con riscontri tutt’altro che buoni. Il grande lavoro di verifiche che ha visto i tecnici alternare sulla monoposto varie versioni di ali, ha portato a poco, Max ha messo insieme un giro decente nella simulazione di qualifica, ma non è ancora la Red Bull che ci si aspettava.

Sarà un’osservata speciale nel weekend di Melbourne, tra gli addetti ai lavori c’è chi giudica molto negativamente i primi passi della RB21 ma anche chi è pronto a scommettere sulla reazione dei tecnici della squadra guidati da Pierre Waché.

Le pance nude della Aston Martin AMR25

Le pance nude della Aston Martin AMR25

Foto di: Giorgio Piola

Tutti d’accordo invece su Aston Martin e Sauber. La ‘verdona’ vista a Sakhir è distante anni luce dalla monoposto che esattamente due anni fa nei test di Bahrain aveva spaventato tutta la concorrenza. Ora anche l’obiettivo di essere la ‘prima degli altri’ è a forte rischio, una conferma di quanto si era già visto nell’ultimo terzo di stagione 2024.

Chissà che atmosfera troverà Adrian Newey quando lunedì mattina si presenterà nella sede di Silverstone per iniziare la sua collaborazione con la squadra. Ci sarà voglia di investire sul progetto ARM25 o diventerà una monoposto già condannata prima dell’inizio di stagione? Da una parte c’è un progetto che nel migliore dei casi non potrà andare oltre qualche apparizione nella top-10, dall’altra un programma di grandissime ambizioni come quello che esordirà nel 2026. Si accettano scommesse su quale sarà la direzione di ‘Genius’.

Nico Hulkenberg, Kick Sauber C45

Nico Hulkenberg, Kick Sauber C45

Foto di: Sauber F1 Team

Situazione simile in Sauber. L’esordio non è stato dei migliori, Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto hanno lottato parecchio con la monoposto, confermando che il punto di partenza sembra essere simile a quello d’arrivo nello scorso mondiale.

In questo caso la strada davanti al progetto C45 è ancora più in salita rispetto all’Aston Martin ARM25. Oltre a dover convivere con le energie che assorbirà il progetto 2026 (ovvero la prima Audi che correrà in F1) la squadra sarà impegnata in un grande programma di svecchiamento della struttura, fase che Aston Martin sta completando con la nuova galleria del vento.

È presto per dire che la Sauber sarà la Cenerentola del mondiale, la storia della scorsa stagione ci dice che è meglio essere prudenti visto che l’Alpine era stata in grado di passare dall’ultima fila della prima fase di mondiale fino al podio brasiliano, ma non sarà semplice per gli ingegneri concretizzare un cambio di direzione importante. Come detto, molto dipenderà anche dalla priorità che saranno decise sull’asse Hinwil-Ingolstadt.

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