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Formula 1 GP d'Austria

F1 | McLaren: “Per battere Red Bull serve lavorare sui dettagli”

Lando Norris e Oscar Piastri arrivano in Austria con nuove speranze dopo che la McLaren ha mancato il successo a Barcellona. Ora che l'auto sta arrivando ai vertici, i piloti sono concordi sul dire che è necessario lavorare sui dettagli, dove vi è ancora una differenza con Red Bull: ogni aspetto deve essere eseguito alla perfezione per vincere.

Il team McLaren si esercita in un pit stop sulla McLaren MCL38 di Lando Norris

Da Miami in poi, McLaren ha cambiato passo, in quello che si è rivelato un percorso di crescita che l’ha portata a lottare con una certa costanza per la vittoria nelle ultime cinque gare. Un cambio di ritmo che, però, ha portato anche a capire quali sono i punti di forza e di debolezza non solo della vettura, ma del pacchetto completo, incluso il team e il pilota.

Quando i margini diventano sottili e distacchi si riducono a centesimi di secondo, allora quegli elementi che prima non erano decisivi ora fanno la differenza. Proprio per questo, anche all’interno della squadra di Woking sono consapevoli che per battere la Red Bull non bisogna lavorare solamente su determinate caratteristiche della vettura, ma anche in altre aree per massimizzare tutto il potenziale del pacchetto.

Da questo punto di vista, il Gran Premio in Spagna ha confermato che il pacchetto Max-Red Bull rimane il più completo sul piano dell’efficacia del pilota e delle operazioni in pista, soprattutto sul piano delle strategie, aspetto su cui McLaren ha indubbiamente margini di crescita. Certo, aver perso il primo posto al via ha avuto una sua influenza importante sul risultato della corsa, ma ci sono elementi su cui il team di Woking può ancora fare dei passi in avanti per avere un pacchetto più competitivo su tutti i fronti.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

Nel suo caratteristico stile autocritico, Norris non ha mancato di rimproverare sé stesso al termine del Gran Premio, sottolineando come non avrebbe potuto vincere, ma avrebbe dovuto vincere, dato che dal suo punto di vista aveva la vettura più competitiva del lotto. Di fatto, il britannico aveva suggerito come tutto fosse riuscito al 99%, ma che fosse mancato proprio quell’1% per centrare il trionfo, ovvero lo start allo spegnimento dei semafori.

Quando gli è stato chiesto come si possa colmare quell’1%, Norris ha risposto: "Non credo ci sia una risposta semplice. Anche la mia partenza non è stata negativa. In quel momento forse sono stato un po' troppo critico nel dire che ero partito male, ma non è così e George mi avrebbe comunque passato”, ha detto Norris. In effetti, la prima fase della partenza, quella del rilascio frizione, non è stata negativa, ma a pesare è stata la progressione e, più nello specifico, il passaggio tra la prima e la seconda marcia, in cui ha accusato un pattinamento più marcato rispetto agli avversari. Uno scatto non eccezionale, con il britannico che ha tentato di chiudere su Verstappen, ha poi permesso a Russell di trovare uno spazio in cui inserirsi, potendo frenare sulla linea più pulita in staccata di curva uno, dove ha preso il comando della corsa.

“È solo che in ogni piccola area abbiamo bisogno di un po' più di preparazione o di un po' più di pratica il venerdì o il sabato per mettere a punto queste cose. Avrei potuto tranquillamente fare l'eroe e passare all'esterno di Max, ma questo avrebbe causato un incidente e avrei finito per buttare fuori Russell”, ha aggiunto Norris, sottolineando che serva maggior precisione per affinare gli ultimi dettagli.

"In generale, credo che anche sulla strategia abbiamo fatto bene, sono molto soddisfatto del 99,5%. Solo un paio di metri fuori mi sono costati molto lo scorso weekend".

Lando Norris, McLaren MCL38, Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, George Russell, Mercedes F1 W15

Lando Norris, McLaren MCL38, Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, George Russell, Mercedes F1 W15

Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images

È solo un esempio di come ogni minimo dettaglio debba essere perfetto per sfidare la Red Bull, perché quelle piccole imperfezioni ora hanno un peso maggiore specifico. Tuttavia, lo stesso Norris è tornato anche sulla questione prestazione della MCL38. Dopo la corsa in Spagna, il pilota della scuderia inglese non aveva nascosto il rammarico di non aver sfruttato al meglio quella che, dal suo punto di vista, era stata la vettura più veloce in griglia. Avendo analizzato con calma i dati dello scorso fine settimana, però, Norris ha cercato di ridimensionare le aspettative attorno alla MCL38.

"Dopo aver analizzato lo scorso fine settimana, non credo che avessimo necessariamente una macchina più veloce della Red Bull. Sembravo più veloce di Max grazie ai miei stint prolungati, avendo un discreto delta di gomme rispetto a lui. Potrebbe non sembrare nulla, ma quattro giri di delta di gomme rispetto a un'altra vettura a Barcellona sono un valore estremo in termini di differenza di tempo sul giro", ha detto Norris.

Nel primo stint, infatti, il britannico aveva allungato di ben sei passaggi lo stint rispetto a Verstappen, con un tyre offset che si è ridotto a solo tre tornate nella parte conclusiva della gara. Così Norris è stato in grado di recuperare oltre secondi in meno di venti passaggi, un dato difficilmente imputabile a soli tre giri di differenza in termini di vita di gomma, specie tenendo a mente che lo stesso pilota della McLaren si trovava su gomma usata, a differenza del set nuovo montato sulla vettura dell’olandese.

L’ultimo Gran Premio ha però messo anche in evidenza i progressi della McLaren, capace di crescere nei tratti più lenti dove fino allo scorso anno mostrava grandi debolezze. Ora si tratta di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, lavorando su ogni dettaglio: "Ci sono solo piccole cose che dovevo mettere a posto e come squadra dobbiamo fare un lavoro leggermente migliore", ha aggiunto.

Lando Norris, McLaren MCL38, makes a pit stop

Lando Norris, McLaren MCL38, makes a pit stop

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

"Ma molto è stato fatto al livello necessario, in modo da poter andare a vincere qualche gara. Penso che sia possibile, visto il rendimento della squadra e il mio rendimento attuale. Ma siamo contro uno dei migliori piloti di sempre della Formula 1, una delle squadre migliori della Formula 1, quindi tutto deve essere eseguito alla perfezione e lo scorso fine settimana non è stato eseguito alla perfezione.

Dall’altra parte dei box, è stato un weekend difficile per Oscar Piastri, complicato indubbiamente da una qualifica in cui, per varie sbavature in Q3, non è stato in grado di conquistare una buona posizione sullo schieramento. Un fattore che ha avuto un suo peso specifico importante nelle chance di rimonta dell’australiano ma, in realtà, ci sono anche altri elementi che hanno penalizzato le sue performance, tra cui degli errori a livello di setup.

“Ci sono state sicuramente alcune cose sul setup che hanno causato alcuni problemi. Per quanto certi dettagli non fossero gravi, hanno avuto conseguenze molto più importanti di quanto pensassimo all'epoca. Quindi credo che ci siano molte prove a sostegno del fatto che ho faticato un po' di più. Sicuramente anche un paio di cose in termini di guida, ma sì, credo che abbiamo delle risposte piuttosto chiare”, ha raccontato l’australiano, che ha spiegato di aver trovato delle risposte ai suoi problemi nel debrief del weekend anche grazie all’uso di alcune analisi simulative “offline” di come certi dettagli abbiano influenzato alcuni aspetti della vettura.

Lo stesso Piastri è poi intervenuto sul confronto con la Red Bull, sottolineando come in McLaren siano consapevoli del fatto che la squadra anglo-austriaca sia riferimento su molti aspetti: “Non credo che abbiamo mai sottovalutato Red Bull e la loro capacità operativa. Credo che i loro pitstop siano sempre stati i migliori del paddock e il loro reparto strategico è sempre stato molto forte. Sapevamo che, anche se avessimo avuto una macchina veloce come la loro, sarebbe stato difficile batterli, e credo che sia così”.

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