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F1 | McLaren non ha più fretta: perché ora introduce novità senza usarle subito in gara

Rispetto agli anni scorsi, il team di Woking ha cambiato approccio sugli aggiornamenti. Se due anni fa si anticipavano gli sviluppi anche a costo di portare un solo pacchetto, ora porta novità, ma senza utilizzarle subito in gara. Qual è il ragionamento dietro questa scelta? E cosa indica sulla posizione attuale del team rispetto ai suoi rivali?

Oscar Piastri, McLaren

Due anni fa, mentre inseguiva una Red Bull dominante, la strategia della McLaren era chiara: anticipare il più possibile l’introduzione delle novità tecniche, anche a costo di portare un solo pacchetto alla volta. Per accelerare il debutto in pista, nel 2023 gli sviluppi venivano introdotti a scaglioni, inizialmente solo sulla vettura di Lando Norris, per poi essere estesi a quella di Oscar Piastri nel weekend successivo.

Una filosofia replicata anche per buona parte del 2024, con il britannico che, nel ruolo di pilota più esperto tra i due della squadra, otteneva in leggero anticipo il pacchetto tecnico completo. Tuttavia, già nella scorsa stagione si è iniziata a osservare una leggera variazione nell’approccio di McLaren agli aggiornamenti.

Conquistato lo status di monoposto più competitiva in griglia, spesso con un certo margine sulla concorrenza, la squadra di Woking ha potuto permettersi un cambio di passo. Non era più necessario affrettare l’introduzione delle novità: il vantaggio tecnico accumulato consentiva di studiare con maggiore calma i pacchetti futuri, in particolare per quanto riguarda il fondo.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Un 2025 più metodico: la fase di test prima del debutto in gara

Nel corso della stagione in corso, McLaren ha introdotto diversi aggiornamenti tecnici per valutarli durante le prove libere, salvo poi metterli da parte per il resto del weekend, senza impiegarli né in qualifica né in gara. Un approccio che solleva alcuni interrogativi: qual è il ragionamento dietro questa scelta? E cosa indica sulla posizione attuale del team rispetto ai suoi rivali?

Il primo caso emblematico si è visto già a inizio anno in Arabia Saudita, quando il team ha provato un nuovo diffusore nelle prime prove libere, senza poi utilizzarlo in gara. All’epoca si ipotizzò che fosse stato scartato per scarsa efficacia, ma in realtà si trattava di un test programmato. Lo stesso componente fu poi reintrodotto nei weekend successivi.

Lo stesso approccio si è ripetuto in Canada, con un’ala anteriore rivista poi usata sfruttata in gara solo a partire dall’appuntamento successivo in Austria, così come in Gran Bretagna due settimane fa, dove McLaren ha valutato un nuovo fondo nelle libere, per poi accantonarlo al termine del venerdì.

La nuova ala della McLaren MCL39 testata in Canada con le famose

La nuova ala della McLaren MCL39 testata in Canada con le famose "code di Sirena"

Foto di: Uncredited

“Il piano è sempre stato quello di effettuare un primo test su questa nuova specifica”, ha spiegato Andrea Stella. Il ritorno al vecchio fondo non è stato segnale di insoddisfazione, ma parte di una strategia pianificata. Il nuovo fondo, infatti, debutterà ufficialmente nel weekend del Gran Premio del Belgio.

“Essendo quello in Belgio un weekend Sprint, è più difficile introdurre una nuova specifica e fare confronti attendibili”, ha aggiunto il Team Principal. “Siamo comunque molto soddisfatti dei dati raccolti a Silverstone: tutto sembra confermare che il nuovo fondo potrà essere introdotto regolarmente nei prossimi appuntamenti.”

Una posizione di forza che consente calma e metodo

L’approccio metodico di McLaren riflette una condizione di lusso in un paddock in cui la maggior parte dei rivali è costretta a rischiare. In tutti i casi analizzati, il rinvio dell’introduzione in gara non era dovuto a problemi prestazionali, bensì a una pianificazione ben precisa. I dati raccolti in pista servono a verificare la correlazione tra simulazioni (galleria del vento e CFD) e realtà, un passaggio cruciale in un’era in cui trovare soluzioni efficaci è sempre più complesso.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Erik Junius

Non a caso, molte di queste valutazioni sono state effettuate in weekend precedenti a una pausa di almeno una settimana, così da avere il tempo necessario per analizzare i dati. Un’ulteriore garanzia anche per assicurare equità tra i due piloti, entrambi in lotta nella parte alta della classifica.

Questo approccio, per quanto prudente, è anche un chiaro riflesso della solidità tecnica e strategica raggiunta dal team. Se ogni decimo conta, perché non introdurre subito una novità? Perché McLaren può permettersi di attendere, di non correre rischi inutili, di preservare ciò che già funziona invece di inseguire l’illusione di un millisecondo.

In contrasto, Red Bull continua a portare aggiornamenti che non sempre offrono il salto atteso, con un Max Verstappen spesso unico destinatario dei nuovi componenti per mancanza di pezzi. Anche Mercedes ha dovuto fare un passo indietro sull’importante pacchetto con sospensione posteriore rivisitata, dopo i risultati deludenti di Imola.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

La forza di McLaren sta anche nella capacità di adattarsi alle nuove direttive tecniche. A Barcellona, testare in anticipo con Norris una nuova ala ha permesso di verificare che la stretta sulle ali flessibili non avrebbe compromesso le prestazioni.

Il test effettuato a Silverstone si inserisce perfettamente in questo disegno strategico, e l’introduzione in gara è attesa proprio a Spa. “Il fondo ha funzionato bene, quindi lo sveleremo ufficialmente e lo monteremo su entrambe le vetture”, ha confermato il CEO Zak Brown. “Era sempre stato pensato come un elemento da testare solo a Silverstone, ma siamo soddisfatti dei dati: ci saranno altre novità in arrivo".

L’arrivo del nuovo fondo avverrà in un contesto in cui anche altri team, come Ferrari, Red Bull e Mercedes, introdurranno aggiornamenti, nonostante si tratti di un weekend Sprint. Per McLaren, però, non è più una corsa contro il tempo. È una partita a scacchi, giocata con calma, precisione e consapevolezza della propria forza.

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