F1 | McLaren: la strategia aiuta Norris, Piastri subisce. La coppia non scoppia
La squadra di Woking festeggia la 200esima vittoria con Norris che ha preceduto Piastri autore di una bella quanto inutile rimonta. Il team papaya ha temuto all'inizio la Ferrari di Leclerc, ma poi ha preso saldamente il controllo della corsa per conquistare la quarta doppietta di fila. Oscar mastica amaro per le scelte strategiche obbligate.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
La vittoria numero 200 ottenuta dalla McLaren nel Gran Premio d’Ungheria permette alla squadra di poter concedersi una sosta estiva all’insegna del relax. È un momento magico per la squadra di Andrea Stella, i progressi confermati in pista dagli sviluppi della MCL39 sono coincisi con i fallimenti degli upgrade Red Bull ed una marcia indietro della Mercedes. Alle sue spalle è apparsa la Ferrari, ma l’alternanza nel ruolo di ‘primi degli altri’ ha contribuito ad ampliare ulteriormente il vantaggio a disposizione della squadra papaya.
Un altro indizio che McLaren è tornato ad essere un top-team sono le domande post-gara. Si parla di piloti e delle strategie che hanno influito sul loro ordine d’arrivo, e sarà così fino al termine della stagione. Quando la posta in palio è quella massima (con la certezza che il confronto è, e sarà, limitato alla sfida interna) gara dopo gara si inizia a respirare un’aria sempre più elettrica. Al termine del weekend ungherese a masticare amaro è stato Piastri. Oscar lo ha mascherato bene, ma il disappunto per l’esito della gara c’è tutto, sapeva di avere tutto per far suo il Gran Premio ma il verdetto è stato un altro.
Lando Norris e Oscar Piastri festeggiano la 200esima vittoria McLaren
Foto di: Jayce Illman / Getty Images
La McLaren, però, ha poco da rimproverarsi. I due piloti sono ormai entrati in modalità mondiale, ovvero l’unico loro interesse è concludere la gara davanti al compagno di squadra, ma al muretto box gli obiettivi sono altri, vincere i Gran Premi. In Ungheria ad infilarsi nella gestione della corsa papaya è stata la variabile Leclerc, capace di capitalizzare la pole position in una leadership che almeno nel primo stint è apparsa molto solida. Nelle prime fasi della corsa tutto è sembrato andare contro Norris, sfilato quinto al termine del primo giro, ma proprio la distanza dal tandem di testa è stata la chiave che lo ha portato al successo.
La McLaren si è trovata a giocare contro Leclerc ad una sola punta: Piastri ha provato l’undercut al giro 18 ma è stato subito coperto dal muretto box della Ferrari. “Non era chiaro quale sarebbe stata la potenza dell'undercut – ha spiegato Andrea Stella - ma valeva la pena provarci. Volevamo fare un primo tentativo per vedere di superare Leclerc, ma sapevamo anche che ci sarebbe stato un secondo tentativo più avanti in gara. In quel momento Lando era decisamente fuori da ogni possibilità”.
Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Guido De Bortoli
A quel punto gli strateghi hanno proposto a Norris di valutare la possibilità di una gara ad una sola sosta, offerta che Lando ha colto al volo trattandosi dell’unica chance per poter sopravanzare Piastri. Dopo la sua sosta (giro 18) Oscar ha guadagnato 9,4 secondi su Norris, poi è stata la volta dell’unico cambio gomme di Lando. Tornato in pista ha recuperato a sua volta 8,7 secondi sul compagno di squadra, e dopo l’ultimo pitstop di Piastri si è ritrovato in pista a 12 secondi da Norris, con un set di gomme nuove e Leclerc da superare senza perdere troppo tempo.
“Alla fine le due strategie si sono dimostrate abbastanza equivalenti”, ha confermato Stella, ed in effetti negli ultimi tre giri Piastri è riuscito a raggiungere Norris. La differenza l’ha fatta la posizione, nel primo stint Oscar era stato la lepre, nell’ultimo si è ritrovato a dover fare il cacciatore, uno scambio di ruoli che non ha gradito, anche perché ha permesso al suo compagno di poter girare molti più giri in aria pulita. Il tentativo disperato visto a due giri dal termine alla frenata di curva 1 è stata una manovra di frustrazione, che (per fortuna della squadra) non ha compromesso il risultato di tappa.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Guido De Bortoli
In Piastri inizia a farsi strada il timore di aver lasciato per strada dei successi in weekend in cui complessivamente si era confermato più performante di Norris. È accaduto a Silverstone per il discusso errore (e relativa penalità) in regime di safety car, è accaduto nuovamente questo fine settimana, con le decisioni strategiche del muretto box.
Piastri va in vacanza con nove punti di vantaggio su Norris e la certezza di avere mediamente qualcosa in più in termini di performance rispetto al compagno. Ma come insegna la prima metà di stagione, non è solo questione di tempi sul giro, serve concretizzare tutto nell’unica cosa che alla fine conta, specialmente quando si guida per la squadra migliore del campionato: la classifica generale.
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