F1 | McLaren: il segreto è nell'anteriore, mentre Red Bull punta tutto sull'efficienza
La sfida di Abu Dhabi vede McLaren e Norris partire come il riferimento del venerdì grazie alla superiorità nelle curve a media velocità e a un anteriore estremamente preciso, che nei tratti più lunghi permette di fare la differenza. Red Bull paga il sottosterzo e punta sull’efficienza nei rettilinei: ad attenderla c'è una lunga notte di lavoro...
Dieci mesi di lotte, duelli, vittorie e battute d’arresto trovano il loro epilogo ad Abu Dhabi, forse nel modo più affascinante. Quella che sembrava destinata a essere una sfida a due si è trasformata, in maniera sorprendente, in una rivalità a tre per il titolo. Nel duello a tinte papaya si è inserito Max Verstappen, abile nel cogliere le occasioni lasciate per strada dalla McLaren per tenere vive le proprie speranze.
Una sfida che la squadra di Woking ora vuole chiudere e vincere, concretizzando quella superiorità tecnica mostrata lungo la stagione. Anche ad Abu Dhabi tale vantaggio potrebbe rivelarsi decisivo, perché la pista di Yas Marina esalta alcune delle qualità non solo della MCL39, ma anche di Lando Norris, sempre competitivo su questo tracciato in passato.
Una delle chiavi di forza della McLaren è l’ampia finestra di funzionamento, una caratteristica che oggi ha fatto subito la differenza. Il britannico ha potuto così concentrare il lavoro sui dettagli senza dover stravolgere la base del setup, andando alla ricerca non solo degli ultimi centesimi, ma soprattutto di quelle sensazioni capaci di metterlo in piena sintonia con la vettura.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
I quasi quattro decimi inflitti alla concorrenza dimostrano che il weekend è iniziato nel modo giusto e che, soprattutto, l’obiettivo di Norris non è accontentarsi, ma lottare per la vittoria e chiudere i giochi contando solo sulle proprie forze. È questo il miglior antidoto contro la pressione, ed è interessante capire da dove nascano quei quattro decimi guadagnati sulla concorrenza, in particolare su Verstappen.
Dall’analisi dei dati emerge con chiarezza la superiorità del britannico e della monoposto di Woking nelle curve a media percorrenza, che già in altre tappe della stagione avevano rappresentato il terreno di caccia ideale per la McLaren. A Yas Marina queste curve dominano buona parte del tracciato e assumono un ruolo cruciale nella gestione degli pneumatici.
Il tracciato di Abu Dhabi, soprattutto dopo il cambio di layout del 2021, unisce due anime: quella più veloce, segnata dai lunghi rettilinei del secondo settore, e quella delle curve a media velocità, che rendono il primo e il secondo intertempo decisivi sul piano delle prestazioni. È proprio in questo equilibrio che si separano le filosofie di McLaren e Red Bull.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
La MCL39 non è mai stata una vettura particolarmente efficiente, soprattutto quando i setup si orientano verso soluzioni a medio o basso carico, come si è visto oggi ad Abu Dhabi. Per questo il tempo va costruito altrove, nelle curve, ed è proprio lì che emergono le qualità della McLaren, ben evidenti nel primo e nel terzo settore, dove Norris ha fatto segnare tempi record.
In curva 1, ad esempio, Norris riesce a essere circa 10 km/h più veloce di Verstappen, guadagnando subito un decimo e mezzo. A fare la differenza sembra soprattutto quel fastidioso sottosterzo di cui l’olandese si è lamentato per buona parte della sessione, confermato poi anche da Helmut Marko nella sua analisi post-sessione.
Un tema che trova ulteriori conferme osservando l’evoluzione del distacco nel terzo settore, caratterizzato da curve diverse tra loro ma altamente rappresentative. Lo stesso sottosterzo si ripresenta infatti in curva 9, dove la maggiore precisione dell’anteriore McLaren e il carico generato consentono di seguire una traiettoria più scorrevole, chiudendo la linea già a metà curva. Abbiamo parlato più volte di quanto, nelle curve lunghe, l'avantreno della MCL39 possa fare la differenza e questo sta emergendo anche ad Abu Dhabi.
Confronto telemetrico Verstappen - Norris FP2 Abu Dhabi
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Altrettanto significativo è quanto emerge nella zona dell’hotel. Qui, più che dalla gestione del posteriore, il problema sembra derivare da un anteriore che fatica a chiudere la traiettoria. In curva 12 e 13, le più lente, non si notano particolari difficoltà, ma la differenza nasce soprattutto in curva 14, in uscita dall’area dell’hotel.
È una curva particolarmente insidiosa, caratterizzata da un camber negativo che tende a spingere verso l’esterno, motivo per cui diventa fondamentale disporre di un avantreno preciso. Non a caso, proprio in quel punto Norris riesce a mantenere l’acceleratore aperto più a lungo, soprattutto in ingresso, portando con sé circa 8 km/h in più di velocità in percorrenza. Un margine che si amplifica nelle ultime curve del tracciato.
L’unica arma rimasta alla Red Bull, costretta a fare i conti con quel fastidioso sottosterzo che l’ha più volte rallentata in stagione, è un setup scarico, indispensabile per esaltare l’efficienza aerodinamica e guadagnare sui rettilinei. Una scelta consapevole, e non sorprende che Verstappen abbia costruito il suo tempo proprio nel secondo settore, caratterizzato da due lunghi allunghi, dove ha registrato un margine di circa 6 km/h sulla MCL39 con DRS aperto.
La sfida si gioca su due filosofie opposte di interpretare vettura e tracciato. McLaren è partita con il piede giusto, mentre alla Red Bull attende una lunga nottata: come ha ammesso lo stesso Verstappen, oggi è stata una lotta continua con la macchina. Sistemare quel congenito sottosterzo sarà cruciale per provare a sfruttare l’unica carta rimasta: sorprendere la McLaren. Ci si attende un'alta evoluzione della pista e questo potrebbe aiutare a trovare grip, ma sarà sufficiente?
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