F1 | McLaren: il Grand Canyon va meglio che sull'Aston Martin?
La squadra di Woking a Singapore ha portato una mezza macchina nuova per Lando Norris che al debutto con questa evoluzione è arrivato a un soffio dal vincitore Carlos Sainz. La MCL60 ha estremizzato alcune soluzioni dell'Aston Martin: mentre la AMR23 ha perso via via competitività, la vettura papaya ha rivelato un potenziale molto elevato. A Suzuka disporrà della nuova aerodinamica anche Oscar PIastri, per cui ci sarà un attacco a due punte...
F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
Giorgio Piola è l’esperto di tecnica di Formula 1 che segue i Gran Premi dal 1964. Il giornalista italiano è considerato il più autorevole divulgatore dei segreti delle monoposto: i suoi disegni e le animazioni permettono di scoprire le novità introdotte dai team ai Gp.
Andrea Stella lasciando Monza non si era sbagliato: aveva pronosticato una McLaren competitiva a Singapore e il team principal di Woking ci ha preso alla grande, perché Lando Norris ha chiuso la gara di Marina Bay secondo a 812 millesimi dal vincitore, Carlos Sainz con la Ferrari SF-23.
Sfruttando il weekend difficile della Red Bull che è letteralmente andata in crisi sul circuito cittadino del sud-est-asiatico, la McLaren ha raccolto un risultato che consolida la crescita di una squadra che aveva iniziato il campionato nel modo peggiore, visto che dopo due GP era ultima nel mondiale Costruttori. Dall’Austria, con l’introduzione del primo pacchetto di novità importanti, la stagione ha preso decisamente un’altra piega, consentendo a Lando Norris di conseguire tre posti d’onore (a Silverstone, Budapest e Singapore) in gara e a Oscar Piastri nella Sprint di Spa-Francorchamps.
McLaren MCL60, dettaglio della fiancata con il Grand Canyon che si incurva
Photo by: Jon Noble
La MCL60 non è cambiata solo nella veste grafica con livree rievocative dei suoi 60 anno, perché Peter Prodromou, attuale direttore tecnico, ha dato grande concretezza allo sviluppo della vettura papaya. Ovviamente l’inglese, di origine greco-cipriota, è un “discepolo” di Adrian Newey, per cui risente delle influenze aerodinamiche di Milton Keynes, ma è interessante osservare come l’estremizzazione di certi concetti, specie nel disegno delle pance, sono andati più nella direzione dell’Aston Martin che della Red Bull RB19.
È un aspetto che non va disatteso, tanto più che la “verdona” sembra essere entrata in una sorta di “buco nero” visto che il rendimento di Fernando Alonso è crollato (Lance Stroll è non mai stato particolarmente utile alla causa del team di Silverstone) dopo un avvio di stagione particolarmente competitivo e brillante.
Aston Martin AMR23: ecco la fiancata con lo scavo e il Grand Canyon
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
Se la Red Bull già l’anno scorso aveva introdotto le pance con lo scivolo verso il fondo, la AMR21 ha aggiunto nella parte superiore della fiancata una variabile interessante, scavando una sorta di Grand Canyon, associando al profondo scavo, una parete esterna molto appariscente, utile a tenere lontane dal fondo le turbolenze nocive generate dalla ruota anteriore.
AlphaTauri AT04, dettaglio della fiancata con la gobba e il Grand Canyon
Photo by: Jake Boxall-Legge
Alpine A523, dettaglio delle fiancate in stile Aston Martin
Photo by: Giorgio Piola
L’Aston Martin, quindi, ha aperto un filone di ricerca che ha poi trovato il consenso di Alpine, McLaren e AlphaTauri, seppure con interpretazioni decisamente diverse. La MCL60 si caratterizza dalla massicciata esterna che va a curvarsi verso l’interno e quasi si chiude sul fondo con un andamento sinuoso che certo non passa inosservato.
McLaren MCL60: a confronto alcune novità viste a Singapore
Photo by: Uncredited
Questa evoluzione ha portato a una revisione del sistema di raffreddamento della power unit Mercedes: non ci sono più sfoghi dell'aria calda nella parte superiore della pancia, perché le aperture sono state trasferite alla radice del cofano motore nella parete verticale che chiude la fiancata: a Singapore abbiamo visto sei branchie per parte, ma la musica cambierà a Suzuka nel weekend, perché la pista giapponese ha una velocità media decisamente più alta e richiede una configurazione da basso – medio carico, per cui l’efficienza, poco importante a Marina Bay, diventerà un elemento probante nel prossimo appuntamento.
McLaren MCL60: a sinistra le nuove bocche dei radiatori e a destra quelle più grandi
Photo by: Uncredited
La moda Red Bull, invece, è stata seguita alzando il vassoio che disegna la parte inferiore della bocca dei radiatori: nella vista frontale, infatti, è facile osservare come sia stata ridotta la resistenza all’avanzamento della MCL60, pur assicurando al motore la necessaria portata d’aria fresca. Questa modifica ha permesso anche di aumentare lo scavo nel sottosquadro, incrementando il flusso che viene portato sul fondo. Inevitabile, quindi, che anche il marciapiede sia completamente nuovo nel bordo d’uscita. Sono ridisegnati anche i canali Venturi che sono stati configurati in modo da essere assonanti con il diffusore che è di nuova concezione.
Dettaglio dell'ala posteriore della McLaren MCL60 ccon minore drag nel supporto del flap mobile
Photo by: Giorgio Piola
La McLaren, ha introdotto anche l’ala posteriore da alto carico con il flap che non è più collegato alla paratia laterale, ma si allaccia al profilo principale con supportino metallico per cui si riduce il drag.
Nell'anteriore è stata rivista la paratia laterale meno estrema rispetto al disegno precedente e con il flap curvilineo esterno all’endplate più spostato in alto. Lando Norris ha beneficiato della macchina evoluta a Singapore, mentre l’australiano ne disporrà in questo fine settimana a Suzuka. Oscar, in anticipo, aveva ricevuto solo l’evoluzione dell’ala posteriore.
La MCL60 ha funzionato bene da subito e potrebbe confermarsi una piacevole sorpresa anche in Giappone su un tracciato che dovrebbe esaltare le nuove caratteristiche aerodinamiche…
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