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F1 | McLaren: i 6 decimi di ritardo sono 2 di PU e 4 da attribuire alla MCL40

Il team di Woking sa che deve recuperare diversi decimi dalla Mercedes: lo deve fare gestendo meglio la power unit, ma anche trovando rapidamente e con precisione le criticità sulla MCL40.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Lintao Zhang / LAT Images via Getty Images

Se non ci fosse la Mercedes, la lotta per il vertice sarebbe decisamente interessante. Nella qualifica sprint di Shanghai la ‘prima degli altri’ è stata la McLaren, con un terzo posto di Norris ed un quinto di Piastri che rappresentano un segnale positivo dopo il difficile weekend di Melbourne. Il gap dal vertice resta importante (sei decimi) ma in McLaren sono consapevoli che non si tratta solo di sfruttare al meglio la power unit Mercedes. All’interno della squadra si stima che il ritardo legato alla comprensione del motore sia nell’ordine di un paio di decimi, mentre il resto è da attribuire alla monoposto.

Ci vorrà del tempo per provare a ricucire il divario che oggi separa la squadra campione del mondo dalla Mercedes, ma in questa fase l’aspetto più importante è identificare con precisione le criticità. Per quanto con nuovo regolamento le valutazioni legate ai tempi parziali abbiano un peso specifico inferiore rispetto al passato, è comunque curioso notare come il gap accusato da Norris nei confronti di Russell sia tutto concentrato nel terzo settore: due curve tra due tratti rettilinei.

“Sebbene nelle fasi iniziali delle qualifiche sprint fossimo il terzo team più veloce, i nostri piloti hanno dato il massimo nella sessione SQ3, sfruttando appieno il potenziale della MCL40”, ha spiegato il direttore tecnico Neil Houldey. In effetti i riscontri con le gomme soft si sono confermati migliori rispetto a quelli con le medie, mescola con cui sia Norris che Piastri hanno incontrato maggiori difficoltà.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images

“Dopo Melbourne la squadra ha lavorato sodo, sia in fabbrica che in pista, per massimizzare le prestazioni della vettura in vista del weekend in Cina – ha confermato Houldey – ed è stato gratificante constatare i progressi compiuti tra la prima sessione di prove libere e le qualifiche sprint di oggi. Abbiamo apportato delle importanti modifiche sia alla strategia che all'assetto della vettura”.

È chiaro che la Mercedes oggi non dispone solo di un gran motore e di un’ottima conoscenza dalla propria power unit, c’è anche una monoposto molto efficiente che al momento rappresenta il riferimento per tutto il gruppo. Dopo due anni trascorsi nel ruolo di lepre, la McLaren è tornata ad essere una delle cacciatrici chiamate a recuperare terreno. “Sappiamo che i prossimi mesi richiederanno un intenso lavoro e siamo assolutamente pronti ad affrontare questa sfida – ha ammesso Houldey – e dalla prima giornata di prove a Shanghai, ci sono sicuramente degli aspetti positivi da cui trarre spunto”.

Domani la squadra sarà attesa da un esame interessante: la gestione delle gomme nella gara sprint. Dopo due stagioni in cui McLaren si è confermata il riferimento in materia di utilizzo degli pneumatici, lo scenario ora è cambiato. La partita con la Ferrari si giocherà al via (terreno di caccia della Scuderia) ma soprattutto sulla gestione dell’anteriore sinistra, la gomme più esposta al temutissimo graining.

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