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A Woking festeggiano il secondo mondiale Costruttori di fila dopo aver mancato la terza vittoria: "Il passo in gara è stato ottimo, ma abbiamo pagato la posizione di partenza figlia di qualifiche in cui non siamo andati come sperato”. Piastri non rompe i rapporti con Norris dopo il contatto: la squadra resta unita.

Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren

Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

“We are the champions” suona per celebrare il team McLaren. Terminata la cerimonia dei primi tre classificati, a salire sul podio di Marina Bay sono stati tutti i componenti della squadra papaya presenti a Singapore. Molti i volti nuovi, arrivati nel team dopo il periodo covid, ma anche tante persone che in McLaren ci sono da tempo, e proprio i visi di questi ultimi sono apparsi i più commossi. Al successo non ci si abitua, soprattutto quando arriva dopo anni duri in cui il podio (ed anche la zona punti) erano realtà molto lontane, arrivando a rendere nebuloso il futuro della squadra.

Il secondo mondiale Costruttori consecutivo certifica il ciclo McLaren, a conferma che il titolo conquistato dodici mesi fa non è stato un exploit. Nel 2024 la certezza matematica del mondiale era arrivata sotto la bandiera a scacchi, un anno dopo con ben sei Gran Premi (e tre gare sprint) d’anticipo, atto finale di una superiorità che già a metà primavera gli avversari avevano aggiudicato incolmabile. “Se devo riassumere il progetto MCL39 in una parola dico ‘innovazione’ – ha commentato Andrea Stella nella notte di Marina Bay – abbiamo introdotto sulla monoposto molte innovazioni e posso dire che questo ha richiesto una buona dose di coraggio”.

La festa McLaren per la vittoria nel mondiale Costruttori

La festa McLaren per la vittoria nel mondiale Costruttori

Foto di: Shameem Fahath / Motorsport Network

È stata una grande decisione. Non facile da prendere, visto che la McLaren aveva concluso il 2024 con il successo nel mondiale Costruttori, ma risultata il passaggio chiave per respingere gli attacchi degli avversari. Curiosamente, la conquista aritmetica del titolo 2026 è arrivata al termine di una striscia di tre weekend di gara in cui a vincere non è stata una McLaren. “Il passo in gara è stato ottimo – ha spiegato Stella – ma abbiamo pagato la posizione di partenza figlia di qualifiche in cui non siamo andati come sperato”.

Il ciclo McLaren nato sotto la guida di Andrea Stella (c’è ovviamente anche il CEO Zak Brawn per gli aspetti commerciali) ha tanti pregi che convergono in una concretezza che sembra d’altri tempi. Pochi giri di parole, grande comunicazione tra i dipendenti e zero politica, i problemi ci sono (come in tutti i team) ma se ne parla apertamente e si superano, chi non sta a queste regole è fuori. Domani la squadra si riunirà per il consueto debriefing post-gara in cui ci sarà da chiarire anche quanto accaduto al via tra Oscar Piastri e Lando Norris.

“Esamineremo la situazione insieme ai nostri piloti – ha confermato Stella – ne parleremo come abbiamo già fatto dopo il Canada (corsa in cui Norris e Piastri arrivarono ai ferri corti) uscendone rafforzati. Vedremo se c'è qualcosa da imparare e se dovremo perfezionare il nostro approccio, ma credo che in questo caso ci sarà solo una conversazione di chiarimento”.

Nel dopogara Piastri non si è sbilanciato: “Devo guardare meglio i replay per sapere esattamente cosa è successo. L’aspetto principale è che le nostre due monoposto non dovrebbero mai entrare in contatto, non è ciò che vogliamo, ma ripeto, darò un'occhiata con attenzione e trarrò le mie conclusioni”.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

Probabilmente il briefing sarà un po' più lungo rispetto al dopo Montreal. L’impressione è che Piastri abbia accusato il colpo, forse dopo aver osservato le immagini televisive il suo nervosismo si smorzerà, ma nel corso di questa stagione in più occasioni ha dovuto ingoiare un boccone non proprio da ristorante stellato.

La strategia di Budapest, l’ordine di squadra a Monza, episodi che hanno confermato Oscar come uomo squadra. Per questo chiede alla team la stessa integrità, ed anche se l’episodio al via del Gran Premio di Singapore non è classificabile come una mancanza di rispetto di Norris, Piastri ha messo le mani avanti in vista di un finale di stagione che inevitabilmente sarà caldo. Punta i piedi per ciò che potrebbe accadere, soprattutto se si tornerà a lottare per la vittoria.

Le tre gare di digiuno non devono trarre in inganno. La Red Bull a Marina Bay ha ribadito in modo definitivo il passo avanti fatto a partire da Monza, la Mercedes spera di poter imitarla nella prossima tappa ad Austin (scenario poco probabile) ma a differenza di Baku, Piastri e Norris a Singapore hanno confermato (in gara) un ottimo passo.

Appena gli pneumatici hanno iniziato a soffrire di degrado (cogliendo un po' di sorpresa tutte le squadre) il ritmo delle due McLaren è salito in cattedra. “Queste situazioni evidenziano alcune delle nostre doti – ha concluso Stella – è una conferma importante per il resto della stagione”. La McLaren tornerà presto.

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