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F1 | McLaren fa un passo indietro: messe da parte le ali più estreme per ritrovare grip

La McLaren è stata una delle poche squadra a portare novità aerodinamiche a Las Vegas, provando ali più scariche per ridurre il drag. Tuttavia, dopo il graining emerso in FP1, il team ha scelto soluzioni più cariche per migliorare grip e bilanciamento, nel tentativo di trovare anche maggior precisione dall'anteriore.

Lando Norris, McLaren

Non è un segreto che la pista di Las Vegas sia tra le più veloci del mondiale, grazie ai lunghi rettilinei che esaltano l’efficienza aerodinamica. Non sorprende quindi che i team siano arrivati con le ali già utilizzate a Monza, per massimizzare la velocità di punta. Almeno per ora, però, non si sono viste soluzioni estremamente scariche, fatta eccezione per la McLaren.

La squadra di Woking è stata una delle poche scuderie a introdurre novità sulle ali negli Stati Uniti, nel tentativo di colmare quel deficit di efficienza che, soprattutto con assetti più scarichi, si è spesso fatto sentire in stagione. La base di partenza resta quella già vista in altri appuntamenti, ma il team ha lavorato sui dettagli, intervenendo con tagli mirati in alcune zone delle ali per ridurre il drag.

Inizialmente, sia Lando Norris che Oscar Piastri hanno scelto l’ala anteriore più scarica, caratterizzata dai tagli per ridurre il drag. Al posteriore, invece, le soluzioni sono state differenziate: Norris è rimasto con la configurazione già utilizzata a Monza, mentre a Piastri è stata affidata l’opzione più scarica, così da ottenere un confronto diretto. Le differenze emerse, tuttavia, non sono apparse particolarmente significative.

L'ala più scarica con i tagli per ridurre il drag usata in FP1

L'ala più scarica con i tagli per ridurre il drag usata in FP1

Foto di: Filip Cleeren

Tuttavia, entrambi i piloti hanno riscontrato un leggero graining con la mescola media sulla lunga distanza e, sulla base dei dati raccolti in FP1, il team ha deciso di cambiare completamente approccio per la seconda sessione. Le configurazioni più scariche, sia all’anteriore che al posteriore, sono state accantonate per entrambi, preferendo soluzioni più cariche in grado di garantire maggiore grip e un bilanciamento più stabile.

Per quanto le temperature si siano rivelate più clementi del previsto, con l’asfalto sempre sopra i 15°C e l’aria mai scesa sotto i 10°C, contrariamente ai timori della vigilia, molti piloti hanno comunque lamentato una scarsa aderenza. Già lo scorso anno la McLaren era rimasta vittima dei propri limiti: faticava con le ali più scariche, tanto che anche in quel caso furono accantonate, e fu costretta a scendere a compromessi per ridurre il sottosterzo e contenere il graining.

Quest’anno, grazie alla migliore resistenza meccanica degli pneumatici e agli interventi della scuderia di Woking, il graining non sembra rappresentare un limite così pesante come dodici mesi fa. Se ci si aspettava di vederlo riemergere, il banco di prova ideale era proprio Las Vegas. Restano però alcune caratteristiche insite nel DNA della vettura: quando si tratta di portare in temperatura le gomme anteriori, la MCL39 fatica a esprimere performance, come già accaduto in Canada e a Baku.

La configurazione più scarica usata da Piastri in FP1

La configurazione più scarica usata da Piastri in FP1

Foto di: Clive Rose / Formula 1 via Getty Images

Questo limite emerge con ancora più evidenza nelle curve brevi, dove le difficoltà dei rivali tendono a rimanere più nascoste e i punti di forza della McLaren non vengono esaltati. Non a caso, l’area in cui oggi la squadra di Woking ha fatto la differenza è stata la sequenza 6-7-8: un tratto di curve più lunghe, che richiede un intenso lavoro di frenata combinata frenando e facendo girare la vettura allo stesso tempo, per cui occorre della grande precisione dall’anteriore.

Al contrario, nelle curve più secche, dove si può frenare con la vettura completamente dritta, le qualità della MCL39 tendono a emergere meno chiaramente. In queste condizioni, gli avversari, soprattutto quelli che riescono ad accendere rapidamente gli pneumatici e a trovare grip, possono approfittarne, rendendo più evidente il limite della monoposto di Woking.

Non sorprende quindi che la McLaren abbia scelto di fare un passo indietro rispetto alla prima sessione di libere, optando per un assetto che non accentuasse il sottosterzo legato alla temperatura delle gomme. L’obiettivo era migliorare il bilanciamento e, nel complesso, ottenere più grip, anche tenendo a mente la pioggia attesa in giornata che potrebbe ripulire nuovamente la pista prima della FP3.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

L’asfalto di Las Vegas presenta una bassa rugosità ed è particolarmente liscio: un fattore che, unito all’assenza di curve ad alta velocità, rende più difficile l’accensione degli pneumatici. Diventa quindi fondamentale trovare il giusto equilibrio già nell’out-lap, così da portare le gomme nella finestra di utilizzo ideale.

Parlando dopo la FP2, infatti, Norris ha sottolineato come le scelte fatte per il secondo turno a livello meccanico e aerodinamico abbiano aiutato, rendendo la vettura più efficace rispetto allo scorso anno: "Qui è sempre complicato. La sensazione è che abbiamo una macchina migliore rispetto allo scorso anno, ed è un aspetto positivo: lo si è percepito oggi, quindi buone sensazioni. Ovviamente non abbiamo girato molto, ma il passo c’è chiaramente. A parte questo, penso che abbiamo fatto dei passi avanti dalla FP1 alla FP2 e, si spera, potremo farne altri dalla FP2 alla FP3".

Sarà interessante capire domani quale direzione prenderà la McLaren, ma la sensazione è che il team abbia scelto di sacrificare qualche km/h di velocità di punta, come si è visto anche nel confronto con la Mercedes, che non utilizza certo l’ala più scarica del gruppo, per privilegiare un bilanciamento complessivo migliore, capace di fare la differenza sul resto del giro.

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