F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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McLaren: ecco i moduli che compongono il muso

La squadra di Woking ha lasciato in bella mostra nella pit lane di Sakhir un muso della MCL che è stato svernicato: l'immagine ci permette di osservare da quanti moduli è composto un naso che è realizzato da parti strutturali e altre di assorbimento degli urti per superare il crash test frontale.

McLaren: ecco i moduli che compongono il muso
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Quella della McLaren non è affatto una novità, ma l’immagine di Giorgio Piola è comunque interessante: il muso con i piloncini dell’ala anteriore più stretti è stato sverniciato dai tecnici della squadra di Woking e, prima che torni l’ormai consueto colore papaya, ci è stata offerta la possibilità di osservare il naso in versione grezza.

La foto del nostro esperto di tecnica, infatti, consente di osservare la complessità nella costruzione di un muso.

Per rispettare le norme che regolano il crash test frontale è indispensabile disporre di parti in carbonio con funzioni modulari e con intrecci di materiali compositi che hanno orientamenti diversi.

Ci sono elementi che servono ad assorbire gli urti e altri che assolvo alla funzione portante: diventa forse più chiaro capire perché è diventato difficile superare le prove di omologazione alle quali deve essere sottoposto ogni muso di nuovo disegno.

Per ragioni aerodinamiche i progettisti cercano di realizzare parti frontali il più strette possibili per ridurre la resistenza all’avanzamento e migliorare l’efficienza, nel rispetto dei carichi a cui il muso deve essere sottoposto nel crash test distruttivo.

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