F1 | McLaren: è regina sul passo gara, ma serve trovare margine per la qualifica
A Monza la McLaren conferma un ottimo passo gara, con Norris riferimento assoluto, avendo anche completato il suo run in aria pulita senza mostrare degrado. Tuttavia, c'è qualcosa da affinare sul giro secco, dove i piloti credono ci siano ancora del margine per migliorare, dato che il tracciato italiano non esalta i punti di forza della MCL39.
Cambia la pista, ma davanti c’è sempre la McLaren. Anche a Monza, circuito che non rappresenta il terreno di caccia ideale per la MCL39, la quale non fa dell’efficienza aerodinamica con configurazioni a basso carico il suo miglior pregio, il team di Woking ha chiuso al comando al venerdì, pur con la consapevolezza di non poter contare sul margine avuto in altri appuntamenti.
Un tema atteso, esattamente come dodici mesi fa, quando anche la MCL38 soffriva dello stesso problema, aggravato allora da una certa difficoltà nella gestione del graining all’anteriore, uno dei limiti più evidenti su cui gli ingegneri hanno lavorato duramente per compiere un deciso passo avanti con la monoposto di quest’anno.
Due aspetti che, nel “Tempio della Velocità”, assumono un peso specifico importante e possono rivelarsi determinanti nella definizione dei valori in pista. È vero che, nel primo turno di libere, la McLaren abbia dedicato parte della sessione a prove di correlazione aerodinamica e abbia girato con mappature più conservative rispetto ai rivali, ma il bilancio è rimasto quello di una sessione piuttosto anonima.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Più volte, nel corso della stagione, si è visto come la McLaren fatichi a estrarre tutto il potenziale della vettura in qualifica più che sulla lunga distanza. Anche a Monza si sta ripresentando lo stesso scenario, con una monoposto più difficile da portare al limite con poca benzina, tanto che non sono mancate alcune sbavature, come accaduto anche ad altre squadre.
Un fattore che diventa ancora più rilevante con distacchi così ridotti: in FP2 i primi dieci piloti sono racchiusi in meno di quattro decimi, e questo significa che anche pochi centesimi possono ribaltare la classifica e complicare la gara, costringendo alla rimonta.
“Al momento, siamo vicini. Non è male, ci sono alcune cose da migliorare ed essere comunque in prima posizione è positivo. Abbiamo migliorato alcune cose dalla FP1 alla FP2, ma siamo vicini, dobbiamo provare a rendere il margine più ampio in modo da semplificarci la vita”, ha commentato Norris alla fine della giornata, sottolineando come sia positivo essere comunque al comando nonostante questo non sia uno dei tracciati migliori per la MCL39, in quello che è uno scenario opposto a Zandvoort.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Federico Manoni / NurPhoto via Getty Images
In Olanda, le curve lunghe e la possibilità di caricare le ali senza doversi preoccupare troppo dell’efficienza aerodinamica avevano messo in risalto i punti di forza della vettura, soprattutto di un anteriore che, nelle condizioni ideali, offre ai piloti una maggiore libertà di azione.
“È ancora più difficile di ciò che vorrei. Si tratta di un livello di carico completamente opposto rispetto a Zandvoort, dove eravamo i più veloci ed è stato fantastico. Qui è l’opposto. Ma non è una sorpresa, ce lo aspettavamo”.
“Non siamo allo stesso livello in questa tipologia di circuiti che richiedono basso carico rispetto a tracciati dove invece devi girare con alti carichi. La concorrenza si è avvicinata e ci rende la vita un pochino più complicata, ma siamo comunque in una buona posizione. Ci sono delle piccole cose da migliorare e andremo meglio”, ha poi aggiunto Norris.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Se sul giro singolo c’è ancora qualcosa da sistemare, sul passo gara la situazione appare più vicina a quella vista in altri appuntamenti, con una McLaren che si conferma tra le favorite. È vero che il confronto diretto non è semplice, complice il fatto che alcuni piloti siano rimasti bloccati nel traffico o abbiano commesso più errori, mentre Norris ha potuto girare in aria pulita per quasi tutto il run, ottenendo riferimenti cronometrici molto solidi.
Tuttavia, sarà fondamentale partire davanti perché, come dimostrato da Piastri, rimasto a lungo nel traffico di Fernando Alonso e Liam Lawson durante la sua simulazione gara, girare in aria sporca può incidere in modo significativo, non solo sul tempo sul giro. Una volta liberatosi, però, l’australiano è comunque riuscito a tornare su buoni ritmi.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Oscar Piastri, che ha saltato la FP1 per lasciare spazio al debuttante Alex Dunne nella sessione riservata ai rookie. Come sottolineato anche dal suo compagno di squadra, l’australiano ha incontrato qualche difficoltà con la mescola più morbida, ma resta del margine per migliorare.
“Direi che oggi è stata una buona giornata. Ovviamente, non avendo fatto la FP1, ho dovuto recuperare un po’ di lavoro in FP2, ma mi è sembrato di partire subito bene e la macchina è sembrata piuttosto buona. Forse abbiamo sbagliato leggermente il setup con la gomma soft, ma il secondo giro è stato abbastanza buono, considerando che era appunto il secondo giro con quella gomma. Quindi mi sento abbastanza soddisfatto, devo solo affinare un po’ di più domani”, ha detto Piastri.
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