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Analisi

F1 | McLaren e Mercedes divise dal... cambio: la differenza nei rapporti plasma modi diversi di usare la stessa PU

Pur condividendo lo stesso motore, McLaren e Mercedes estraggono la prestazione in modi diversi. Il team di Woking progetta il cambio in casa per avere più libertà e ha scelto rapporti corti, che garantiscono un vantaggio in accelerazione, pagando però sui rettilinei. La Stella, invece, ha rapporti più lunghi e vola sui rettilinei.

Lando Norris, McLaren, George Russell, Mercedes

Lando Norris, McLaren, George Russell, Mercedes

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

I tempi cambiano in fretta. Negli ultimi anni si era discusso a lungo della possibilità di rendere il cambio un componente standard per tutti i team, così da ridurre i costi, perché lo si considerava ormai un elemento non più determinante per le prestazioni. Eppure, con la rivoluzione del 2026, il cambio è tornato a essere un punto centrale del progetto.

L’esempio più lampante è quello tra Mercedes e McLaren che, pur condividendo la stessa PU, la sfruttano in modo sensibilmente diverso, con un approccio che genera differenze non solo nei tratti lenti, ma anche sui rettilinei. McLaren, infatti, progetta e realizza internamente il proprio cambio, non solo la scatola, ma anche tutta la componentistica interna. E diverse sono anche le scelte sui rapporti del cambio, più corti sulla MCL40.

“Pensiamo che ci siano sicuramente pro e contro nelle scelte dei rapporti. Abbiamo rapporti più corti rispetto a Mercedes. Questo può offrirci alcuni vantaggi in accelerazione. Ad esempio, può darci un vantaggio in partenza”, ha detto Andrea Stella, il Team Principal della McLaren, durante il fine settimana in Canada, confermando quanto si era già osservato nei test in Bahrain.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

Si tratta di un tema infatti già emerso nelle prime gare, ma dopo cinque Gran Premi è possibile ricostruire una fotografia decisamente più nitida. In effetti, la squadra di Woking si è spesso distinta per uno spunto più brillante al via rispetto alla Mercedes già dai primi Gran Premi, pur condividendo la stessa PU. Un segnale che confermava come le difficoltà della Stella non fossero riconducibili a un singolo elemento.

Così come la scelta di un turbo più grande o più piccolo comporta vantaggi e svantaggi, anche le differenze nei rapporti del cambio presentano pro e contro. Considerando le caratteristiche del nuovo ciclo tecnico, alcune squadre, come Mercedes e Red Bull, hanno optato per marce basse piuttosto lunghe, così da mantenere alto il regime del motore nelle curve lente e massimizzare la ricarica della batteria. Avere dei rapporti diversi significa giri motore e uno stresso sul motore differenti, per cui vanno scelti con cura.

Avere rapporti più corti moltiplica invece la coppia alle ruote motrici migliorando l’accelerazione al via, anche nella prima parte dello spunto in cui non c’è il supporto dell’MGU-K e bisogna affidarsi al solo motore termico, a patto che gli ingegneri abbiano individuato il livello di grip corretto dalla rispettiva casella per non indurre un eccessivo pattinamento delle gomme posteriori.

Lando Norris, McLaren, George Russell, Mercedes

Lando Norris, McLaren, George Russell, Mercedes

Foto di: Clive Mason / Getty Images

Tuttavia, questa differenza non riguarda soltanto lo spunto, ma anche la progressione, sia in partenza sia in altre fasi del giro. Analizzando i dati raccolti in questi primi cinque appuntamenti emerge infatti un tema ricorrente, confermato anche da Stella: più il rettilineo è breve, più la McLaren riesce a essere competitiva.

È vero che nelle prime tappe del mondiale il team di Woking doveva ancora comprendere a fondo la Power Unit Mercedes,pagando un naturale deficit di conoscenze rispetto a chi quel motore lo aveva sviluppato. Tuttavia, questa differenza di approccio è emersa con chiarezza non solo nei primissimi Gran Premi, ma anche negli ultimi due, con limiti di ricarica energetica molti diversi che restituiscono uno scenario più ampio.

Miami e Montreal, infatti, rappresentavano due estremi opposti: negli Stati Uniti la FIA permetteva di ricaricare fino a 8 MJ in qualifica, il massimo consentito dal regolamento, mentre in Canada il limite scendeva a soli 6 MJ per giro, imponendo una gestione dell’energia molto più accurata e selettiva. Prendendo proprio Miami come esempio, si nota che nel primo degli allunghi la McLaren riusciva a restare agganciata ai rivali, ma più il rettilineo si prolungava, più la MCL40 iniziava a soffrire.

Confronto Antonelli vs Norris nelle qualifiche di Miami

Confronto Antonelli vs Norris nelle qualifiche di Miami

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Questo comportamento, ad esempio, in qualifica al sabato non si era manifestato prima di curva 11, ma per un motivo piuttosto curioso. Dopo aver riscontrato problemi in uscita da curva 16 nelle manche precedenti, in McLaren avevano suggerito ai piloti di cancellare il superclipping prima della frenata di curva 11. Una scelta utile per evitare il ripetersi del problema, ma che comportava anche una differente gestione della batteria.

Non a caso, prima dell’ultima staccata sul lungo rettilineo, la McLaren soffriva sia per l’ottava marcia più corta sia per una certa carenza di energia, già sfruttata altrove nel giro, accusando oltre 10 km/h di svantaggio rispetto alla Mercedes. Un comportamento che si è riproposto anche in Canada, una pista agli antipodi per quanto riguarda il recupero energetico. Nei primi due allunghi del secondo settore, entrambi piuttosto brevi e con velocità massime attorno ai 290 km/h, la McLaren riusciva infatti a essere efficace, pareggiando i valori della W17. Al contrario, sul rettilineo che porta all’ultima chicane, la Mercedes tornava ad avere un vantaggio.

Osservando il grafico del cambio, il quadro diventa ancora più evidente: la McLaren tende a utilizzare una marcia in più in diversi punti del giro, inserendo l’ottava dove altri restano in settima. Su piste in cui il superclipping era particolarmente rilevante, arrivare a una velocità più alta in fondo al rettilineo poteva rappresentare un doppio vantaggio, non solo sul piano cronometrico, ma anche in termini di recupero energetico. Al venerdì, nelle qualifiche sprint, il divario sul lungo rettilineo decisamente ampio, arrivando a pagare anche oltre una decina di km/h, motivo per cui McLaren al sabato ha poi modificato la gestione energetica per riavvicinarsi. 

“Questo rapporto può darci un vantaggio anche sul dritto, a seconda della velocità. Ma può comportare anche degli svantaggi: quando si raggiungono velocità elevate in un rettilineo lungo, come da curva 10 a curva 13, allora potresti voler avere un rapporto leggermente più lungo, per esempio l’ottava marcia. È quindi un compromesso su dove vuoi essere più competitivo con i rapporti”, ha confermato Stella con riferimento proprio a quanto visto in Canada. 

Confronto Russell vs Norris nelle qualifiche del Canada

Confronto Russell vs Norris nelle qualifiche del Canada

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Non esiste necessariamente una scelta migliore in assoluto, quanto piuttosto un approccio con i suoi pro e contro a seconda di quale sia l'area del giro in cui si vuole costruire il tempo. Su piste con rettilinei molto lunghi, soprattutto dove l’energia disponibile è limitata, la Mercedes sembra avere un margine per guadagnare qualcosa in più. Al contrario, su tracciati più angusti e ricchi di ripartenze, la McLaren può beneficiare di uno spunto più incisivo grazie ai rapporti più corti.

Il punto di forza della W17, finora, è stato che, al di là del carico superiore (su cui McLaren sta recuperando rapidamente), presenta un compromesso tale da renderla competitiva su tracciati con caratteristiche anche molto diverse tra loro. Ci saranno piste specifiche in cui farà più fatica, ma tracciando un bilancio emerge come, oltre al valore della PU, sia soprattutto il modo in cui la Mercedes costruisce il tempo sul giro che si adatta a una vasta gamma di tracciati. 

I rapporti del cambio devono essere omologati a inizio stagione e restano fissi per tutto l’anno. Il regolamento, però, quest’anno concede un’eccezione che permetterebbe di modificarli una volta sola per il resto della stagione. Stella, tuttavia, non ritiene necessario intervenire perché secondo lui, i vantaggi garantiti dall’attuale scelta superano i potenziali contro, adattandosi anche a delle altre scelte fatte con la MCL40.

“Al momento siamo soddisfatti della nostra scelta. Non stiamo considerando di rivedere la nostra disponibilità, anche se il regolamento ce lo permetterebbe. Ma riteniamo che alcuni dei vantaggi che otteniamo in condizioni diverse dai rettilinei più lunghi rappresentino complessivamente una posizione positiva per noi”, ha aggiunto Stella.

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