F1 | McLaren: ci sono due aree su cui lavorare, ma per Stella la MCL40 ha un grande potenziale
Nonostante un avvio di stagione che la vede terza forza, in McLaren sono convinti che la MCL40 sia una piattaforma dal grande potenziale inespresso. Ci sono due aree su cui lavorare: la PU, su cui sono già stati fatti grandi progressi collaborando con HPP, e il telaio alla ricerca del carico aerodinamico per tornare a lottare per podi e vittorie.
Basta poco, in Formula 1, per uscire dai riflettori mediatici. Dopo aver fatto il pieno di titoli nel 2025, alla McLaren sono bastati due weekend complicati per uscire dai radar. Eppure la storia recente insegna che a Woking la crescita in corso d’opera è diventata una vera e propria firma: era già accaduto a Spielberg nel 2023, così come la stagione successiva nel Gran Premio di Miami.
A due settimane dal disastroso weekend di Shanghai, dove sia Lando Norris che Oscar Piastri non erano riusciti a prendere il via per problemi tecnici, la McLaren è tornata a brillare, chiudendo al comando la prima giornata di prove libere a Suzuka. Nella tradizionale conferenza stampa del venerdì, Andrea Stella ha chiarito le cause dei problemi emersi in Cina.
“Abbiamo compreso la causa dei problemi, in entrambi i casi l’area critica è risultata la parte elettrica della power unit. Si è trattato di problemi alla batteria, diversi tra loro ma verificatisi praticamente nello stesso momento del weekend, un evento piuttosto eccezionale. Abbiamo collaborato con HPP per far luce sul problema, ed ora il quadro è chiaro. Nel caso di Oscar siamo stati in grado di riutilizzare la stessa batteria perché abbiamo potuto effettuare alcune riparazioni, mentre sulla monoposto di Lando abbiamo dovuto installare un nuovo pacco batterie”.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Stella ha poi ribadito la massima fiducia nei tecnici Mercedes. “Siamo sicuri al 100% che HPP abbia messo in atto tutte le misure correttive necessarie. Come team siamo sempre esposti a dei rischi, esattamente come gli altri: non esistono specifiche diverse tra le squadre”. Anche nel venerdì di Suzuka, però, non tutto è andato liscio per la McLaren. Piastri ha completato una sessione FP2 senza imprevisti chiudendo con il miglior tempo di giornata, mentre Norris è rimasto a lungo fermo ai box per un problema al circuito idraulico. Una volta rientrato in pista, ha chiuso in quarta posizione.
Il reale potenziale della MCL40 resta ancora difficile da decifrare. Piastri finora ha disputato la sola gara sprint di Shanghai, Norris solo il GP d’Australia; troppo poco per poter avere un quadro completo delle prestazioni. Secondo Stella, però, le basi sono promettenti. “Credo che la MCL40 sia una piattaforma con un potenziale molto elevato. Al momento soffriamo un leggero deficit di grip, e rispetto a Mercedes, probabilmente non stiamo ancora sfruttando appieno il potenziale della power unit”.
Proprio la gestione del motore rappresenta un cantiere aperto sin da Melbourne, quando era emerso chiaramente il gap con il team ufficiale Mercedes. I primi segnali di progresso si sono intravisti in Cina (anche se i problemi che hanno bloccato Piastri e Norris ne hanno limitato la valutazione) e l’inizio del weekend di Suzuka sembra confermare questa direzione. “Stiamo imparando molto velocemente – ha confermato Stella – lavoriamo molto bene con HPP per assicurarci di sfruttare al massimo tutto il potenziale disponibile”.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Il ritardo iniziale accumulato dalla McLaren deriva anche da tempistiche estremamente serrate. “La MCL40 è stata completata in extremis, e lo stesso è accaduto ai produttori di power unit. In queste condizioni, per un team cliente è normale essere inizialmente svantaggiati nella gestione della PU, ma stiamo recuperando terreno insieme agli ingegneri HPP. Non ci sono informazioni nascoste, la collaborazione è totale: si tratta solo di colmare il gap. Restiamo quindi ottimisti sul fatto di essere vicini al pieno sfruttamento del pacchetto”.
Anche sul fronte telaio il lavoro è tutt’altro che concluso. “Sappiamo dove intervenire per migliorare la monoposto: servono aggiornamenti che aumentino l’efficienza aerodinamica. Inizieremo ad introdurli nei prossimi appuntamenti e da lì ci aspettiamo una traiettoria di crescita. Siamo fiduciosi di poter tornare a lottare per podi e vittorie”.
In quest’ottica, la pausa dopo Suzuka rappresenta un’opportunità preziosa per il team di Woking. “Ci permetterà di concentrarci sullo sviluppo senza distrazioni. L’obiettivo è evolvere la vettura e renderla più competitiva, soprattutto dal punto di vista aerodinamico. In una stagione che si preannuncia lunga, avere il tempo per rifiatare e migliorare sotto il profilo operativo e tecnico sarà fondamentale per tornare in pista a Miami nelle condizioni di lottare per posizioni di vertice”.
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