F1 | McLaren apre agli ordini di scuderia ad Abu Dhabi: "Sarebbe folle non farlo"
Dopo una stagione vissuta con le "papaya rules", ad Abu Dhabi l'approccio della McLaren è pronto a cambiare: qualora fosse necessario per assicurarsi il titolo, i vertici del team di Woking hanno confermato che saranno pronti a usare gli oridini di scuderia. Un cambio di approccio inevitabile per evitare la beffa proprio a un passo dal sogno...
Tre rivali, una sola corona. La McLaren approda ad Abu Dhabi con due piloti in corsa per il titolo e, soprattutto, da leader del mondiale con Lando Norris che può contare su un margine rassicurante di 12 punti su Max Verstappen e 16 lunghezze su Oscar Piastri. Un vantaggio consistente che consente al britannico di affrontare il weekend con maggiore serenità e fiducia.
Norris può contare su più combinazioni favorevoli per chiudere il mondiale. Per assicurarsi la corona gli basterebbe anche soltanto un podio nelle prime tre posizioni: un obiettivo che, alla luce della velocità mostrata dalla McLaren in questa stagione e del feeling particolare che l'inglese ha con il circuito di Yas Marina, appare tutt’altro che irraggiungibile.
Ma la Formula 1 è imprevedibile e spesso molte cose possono cambiare nello spazio di poco tempo. La McLaren ne è pienamente consapevole e, dopo una stagione in cui ha cercato di mantenere assoluta parità nella gestione e nell’approccio verso i suoi piloti, per la gara decisiva ha scelto di aprire alla possibilità di ordini di squadra, qualora la necessità lo imponesse.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Il CEO di McLaren Racing, Zak Brown, ha confermato che la squadra prenderà in considerazione l’eventualità di imporre ordini di scuderia qualora diventasse evidente che soltanto uno dei suoi piloti avesse la possibilità concreta di conquistare il titolo mondiale.
Durante la conferenza stampa piloti di Abu Dhabi, Norris e Piastri hanno chiarito che la possibilità di chiedere all’altro di farsi da parte non era stata discussa all’interno del team. Una sorpresa, soprattutto perché lo stesso Piastri ha ammesso che l’argomento era già stato sollevato prima del Gran Premio del Qatar, sebbene la sua risposta fosse stata negativa.
Tuttavia, Zak Brown ha confermato a Sky Sports F1 che sarebbe sciocco non imporre ordini di scuderia se, in gara, solo uno dei due avesse ancora chance di titolo. “Sì, certo. Siamo realisti. Vogliamo vincere questo campionato piloti. Arriviamo al weekend sapendo che entrambi hanno pari opportunità, anche se c’è ovviamente una differenza di punti. Non sai come andrà la qualifica, l’affidabilità… ma se in gara diventa chiaro che uno ha possibilità e l’altro no, faremo ciò che serve per vincere il campionato piloti”.
Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Fare diversamente, gettando alle ortiche il lavoro di un’intera stagione, sarebbe un azzardo folle. Lo stesso CEO lo ha lasciato intendere, pur contraddicendo in parte quanto dichiarato solo poche settimane fa, quando nel podcast ufficiale della Formula 1 aveva assicurato che non ci sarebbero stati favoritismi, anche a costo di consegnare il titolo a Verstappen come successo nel 2007.
“Sarebbe folle non farlo. Vogliamo vincere il campionato piloti. Vedremo come si svilupperà la gara, ma non perderemo il titolo solo per proteggere un terzo e un quarto posto, o un sesto e un settimo, o qualsiasi altra situazione”, ha confermato Brown ad Abu Dhabi.
“È uno sport di squadra, giusto? Quindi stiamo cercando di vincere il campionato costruttori come team, e il campionato piloti come team. So che può sembrare strano, ma se uno dei due non può vincere, vuole che l’altro vinca. Ed è ciò che vuole la squadra. Sono giocatori di squadra e lo abbiamo già visto l’anno scorso, no? Lo avete visto nella Sprint in Brasile e credo anche in Qatar. Non penso sia insolito, in nessuno sport, che i compagni facciano sacrifici per dare alla squadra ciò che desidera”.
La McLaren ha rispettato fino ad ora la promessa fatta tempo fa, ma se le circostanze dovessero cambiare improvvisamente, la scelta diventerebbe inevitabile: mettere da parte le “papaya rules” e puntare tutto sull’obiettivo finale per far vincere il team.
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