F1 | McLaren: "ammonito" Norris per il contatto con Piastri a Singapore
La verifica dei fatti avvenuti nel primo giro a Marina Bay ha portato all'assunzione delle responsabilità: Lando ha spiegato che la McLaren lo ha ritenuto "colpevole" della quasi toccata fra compagni e l'inglese ha chiarito che le regole del team impongono di evitare i contatti fra le monoposto papaya.
Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Nel consueto incontro con i media tenutosi subito dopo il Gran Premio di Singapore, Andrea Stella (parlando del contatto avvenuto subito dopo il via tra Lando Norris e Oscar Piastri) era stato molto chiaro: “Analizzeremo con calma e nel dettaglio quanto è accaduto e trarremo le nostre conclusioni”.
I risultati del briefing tenutosi al ritorno nella sede di Woking sono emerse ieri ad Austin, la responsabilità del contatto è stata attribuita a Norris ed è stato proprio Lando a rivelarne gli esiti in conferenza stampa. Lo ha fatto senza entrare nei dettagli, avvallando indirettamente l’ipotesi che possa aver ricevuto dal team una sorta di cartellino giallo.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Jim Watson / AFP via Getty Images
“La squadra mi ha ritenuto responsabile di quanto accaduto, ed è una valutazione che ritengo corretta. Abbiamo anche parlato di quali potrebbero essere le ripercussioni e di cosa dobbiamo evitare in futuro. L'ultima cosa che voglio è che accada di nuovamente quanto successo (a Singapore), sono episodi che possono esporre anche me stesso al rischio di ritrovarmi fuori gara. Quindi è chiaramente qualcosa che voglio evitare, ritengo che uno dei miei punti di forza da quando sono in Formula 1 sia stato proprio quello di evitare contatti con avversari”.
Lando è andato oltre, elogiando l’approccio del nuovo ciclo McLaren e la capacità di tutta la squadra di aver sempre letto gli errori come un’opportunità per fare un passo avanti. Quando gli è stato chiesto quali saranno le conseguenze legate al suo errore di Singapore, Norris non è entrato nel dettaglio.
“La regola che ci siamo imposti come squadra è di non avere contatti tra le monoposto, ed anche se quello di Singapore non è stato un vero e proprio incidente, vogliamo evitare queste situazioni perché non sono mai una buona cosa per il team”.
Lando ha poi parlato della dinamica di quanto avvenuto a Marina Bay. “C'era uno spazio e ci ho provato, poi è successo quello che è successo. Posso confermare che non cambierà nulla nel nostro modo di gareggiare, ma dobbiamo evitare che possano verificarsi ancora delle situazioni del genere”.
Poco dopo ha parlato anche Piastri, dipingendo lo stesso scenario ma visto da una prospettiva differente. Oscar ha commentato positivamente il confronto avvenuto dopo il weekend di Marina Bay, non mancando però di sottolineare il verdetto finale emerso dalle analisi della squadra.
“Lando si è assunto la responsabilità di quanto è avvenuto – ha commentato – e la squadra ne ha preso atto. Credo che sia emerso in modo abbastanza chiaro quanto successo nel corso del primo giro, e non è stato ciò che, come team, desideravamo”.
Lando Norris e Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Andrea Diodato / NurPhoto via Getty Images
Piastri ha proseguito smentendo che ci siano dei favoritismi nel metodo di gestione della squadra e sottolineando che proseguirà a correre con lo stesso approccio avuto finora.
I team radio di Oscar ascoltati subito dopo il contatto avvenuto del primo giro del Gran Premio di Singapore non sono da valutare come una reazione eccessivamente lamentosa, bensì come un modo per sottoporre all’attenzione pubblica (i piloti sono consapevoli che ogni messaggio radio viene trasmesso dalla regia internazionale) il suo disappunto. Piastri era consapevole che la sua richiesta di uno scambio di posizioni sarebbe stata ignorata, ma è stato un modo per mettere agli atti quanto è accaduto.
“È molto, molto difficile analizzare la situazione (di Marina Bay) – ha sottolineato - così come decidere se lo scambio di posizioni sarebbe stata o meno la cosa giusta da fare. Ma abbiamo avuto modo di sederci e confrontarci, senza fretta, commentando l’accaduto con tutti i dati a disposizione. Non possiamo dire che la decisione di scambiare le posizioni sarebbe stata indubbiamente la migliore, ma alla fine la responsabilità è ricaduta su Lando”.
“Credo che non ci sia stato nulla di intenzionale, si è trattato di un piccolo errore di valutazione. Sappiamo come dobbiamo correre, e se non rispetteremo le regole ne pagheremo le conseguenze”.
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