F1 | McLaren ammette: il ko di Norris a Zandvoort per un condotto dell'olio
Piers Thynne, COO di McLaren, ha ufficializzato a Monza che la rottura che ha fermato Norris a sette giri dalla fine del GP d'Olanda è stata causata dal cedimento di un manicotto del sistema di lubrificazione. Anche se c'è stata una vistosa fumata il motore Mercedes non ha riportato danni e tornerà nelle rotazioni dei prossimi GP.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Bryn Lennon - Getty Images
La McLaren ha sciolto i dubbi evitando il mistero: il ritiro di Lando Norris a Zandvoort è stato determinato dal cedimento di un condotto del sistema di lubrificazione. C’è stata una perdita d’olio che ha causato il vistoso fumo che ha reso visibile lo stop del pilota inglese quando stavano mancando sette giri alla bandiera a scacchi.
I responsabili del team di Woking ci hanno tenuto a sottolineare che nonostante la perdita di pressione dell’olio, la power unit Mercedes non ha subito alcun danno, tanto che il propulsore non esce dalle rotazioni per la seconda parte della stagione 2025.
Il sei cilindri era stato comunque rispedito a Brackley per ulteriori accertamenti che hanno assicurato l’assenza di danni al propulsore termico.
Lando Norris, McLaren, nel GP d'Olanda prima del ritiro
Foto di: James Sutton / LAT Images via Getty Images
Il COO della McLaren, Piers Thynne, assicura che la causa della rottura è stata individuata per cui il team di Woking ha avuto modo di intervenire per assicurarsi che l’inconveniente che ha fermato Lando Norris non si possa ripetere.
"È stato un episodio sfortunato che ha interrotto la nostra lunga catena di gare senza rotture – ha spiegato Thynne -. Il team ha reagito in modo estremamente efficace e pragmatico, individuando la causa principale del cedimento e producendo nuove componenti che ci permetteranno di non rischiare di nuovo”.
Va detto che sia Piastri che Norris hanno omologato per il weekend di Monxa la power unit numero 4, ma la scelta non è stata dettata dal problema emerso a Zandvoort, quanto dall’esigenza di disporre nel tempio della velocità di un’unità fresca, in grado di esprimere la massima potenza, tant’è che Thynne ha ammesso il riutilizzo del propulsore del GP d’Olanda.
"Il guaio verificatosi a Zandvoort non ha influito sulla nostra allocazione dei motori per Monza. Noi continuiamo a scegliere le unità da usare in funzione delle caratteristiche delle piste, per cercare di arrivare alla fine della stagione senza penalità”.
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