F1 | McLaren al lavoro per Norris: l'obiettivo è rendere la MCL39 meno sensibile
Sebbene la MCL39 per ora sia la vettura migliore, ciò non vuol dire che non ci sia margine per migliorarla. Norris ha spiegato come alle volte sia ancora una monoposto difficile da portare al limite e, secondo Stella, ciò è legato alla sensibilità dell'auto, oltre le preferenze dell'inglese. Ma nelle prossime gare ci saranno interventi mirati.
Spesso in F1 si parla di un sottile equilibrio tra prestazioni pure e guidabilità, tra una vettura quanto più rapida possibile e un bilanciamento ottimale per permettere al pilota di sfruttarla al massimo. Un tema che ha assunto ancor più rilevanza con questa generazione di auto a effetto suolo, molto sensibili anche alle più piccole variazioni dell’asfalto e rigide per mantenere il fondo quasi radente al terreno.
Anche per questo quelle piccole variazioni di bilanciamento ora sono amplificate, rendendo complesso estrarre ogni singolo millesimo dalla vettura. Un argomento che tocca anche la McLaren perché, al netto del fatto che sia senza ombra di dubbio la più competitiva del lotto, in alcuni aspetti continua a mettere in crisi i due piloti quando si tratta di andare al limite, portando così all’errore.
Certo, già in passato Lando Norris è spesso stato incline a commettere qualche sbavatura nei momenti critici, ma le prime tre gare di questa stagione hanno confermato come vi siano degli elementi specifici della sua guida che non riescono ad andare d’accordo con la MCL39. Indubbiamente sta anche al pilota andare oltre, ma è logico che, quando si è al limite, alle volte estrarre il 100% può risultare complicato.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Durante il weekend del GP di Cina, proprio in risposta alle dichiarazioni dell’inglese in cui aveva spiegato come la MCL39 fosse una vettura leggermente difficile da guidare al limite, Neil Houldey aveva spiegato come l’obiettivo fosse quello di costruire una vettura quanto più rapida possibile e che avrebbe dovuto essere Lando a comprendere come sfruttarla al massimo.
Norris vuole un anteriore che gli dà fiducia
“Lando ha smesso di chiedere e abbiamo realizzato una vettura più veloce. Noi cerchiamo solo di creare la macchina più veloce possibile, e lui è abbastanza bravo da gestirla e modificare il suo stile di guida”, aveva raccontato uno dei direttori tecnici della McLaren.
“Credo che se ci fossimo concentrati solo sul tentativo di far funzionare la macchina per il suo stile di guida, avremmo potuto ritrovarci con una vettura più lenta. Finora, quindi, sembra che abbiamo preso la strada giusta e per fortuna lui è abbastanza bravo da riuscire a gestirla”, aveva poi aggiunto Houldey.
Nel corso di questo weekend in Giappone, però, Norris si è trovato subito più a suo agio con la MCL39 e ha spiegato anche in quali aree ha trovato maggior confidenza. “Onestamente sono soddisfatto del mio giro, ho provato a spingere di più nella prima manche del Q3, ma non ha funzionato”.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
“Alla fine, ero contento del bilanciamento e della macchina. Quindi il margine è così piccolo... ma non abbastanza per la pole di oggi. Ma sono più contento della Cina, mi trovo più a mio agio con la vettura e ho più avantreno, quindi sono contento. Mi sono subito trovato a mio agio con l’auto, se fosse stato un weekend con la sprint, sarei più avanti, ma gli altri sono stati bravi a recuperare”.
“Credo che le curve in cui faccio ancora fatica siano quelle in cui non si lavora tanto di anteriore e non ho il grip di cui avrei bisogno. Quindi è chiaro cosa mi si addice e cosa no, o semplicemente cosa mi permette di essere veloce e cosa no. La Cina era una delle piste più deboli, ma quando sono venuto qui la macchina è migliorata molto”.
Stili differenti, preferenze diverse
L’anno scorso, proprio la gara di Suzuka fu una di quelle in cui il margine tra Norris e Piastri raggiunse il suo picco, con il britannico capace di centrare la top 3 in qualifica e l’australiano relegato in terza fila. Il focus è proprio sull’anteriore, aspetto che, tornando indietro di qualche anno, in realtà fu uno di quegli elementi che dettarono il confronto tra l’inglese e Daniel Ricciardo.
Ricciardo è sempre stato uno di quei piloti che amava portare tanta velocità a centro curva, con frenate meno aggressive, nonostante la sua reputazione di “late-braker” nelle fasi di sorpasso, ma quelle strane caratteristiche delle vetture McLaren facevano sì che non fosse facile sfruttare quell'aspetto del suo stile di guida, mentre Lando riusciva ad “aggirare” la cosa, andando a staccare più tardi impostando in maniera differente la fase di rotazione.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Nel frattempo, però, McLaren ha fatto grandi progressi sull’anteriore, in particolare nei tratti lenti, dove in passato, specie fino ai primi Gran Premi del 2023, pativa il sottosterzo, andando così nella direzione di uno stile più vicino a quelle che sono le preferenze di Lando. Ciò non toglie, però, che ci siano ancora degli aspetti da migliorare, perché non sempre una vettura rapida è necessariamente anche facile.
McLaren al lavoro per aiutare Norris nei prossimi GP
Su questo fronte, il team di Woking sa bene di cosa abbia bisogno Norris per essere del tutto a suo agio con la vettura e Andrea Stella ha spiegato come nelle prossime gare lavoreranno per aiutarlo a estrarre il massimo dalla sua MCL39 e avvicinarla ulteriormente alle sue preferenze.
“Con Lando sappiamo che c'è un aspetto della vettura che dobbiamo migliorare per dargli sensazioni più naturali quando deve fare il primo giro”, ha spiegato il Team Principal McLaren, che logicamente non è voluto entrare nel dettaglio su quello che è l’elemento specifico, anche se i piloti sono molto sensibili a certe caratteristiche, come ad esempio la sensibilità dell’idroguida o certe peculiarità aerodinamiche che rendono la vettura più suscettibile e imprevedibile.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
“Credo che questo aspetto sia stato identificato molto bene dal team e abbiamo intenzione di lavorarci nelle prossime gare per vedere se riusciamo a far sì che la macchina faccia in modo più naturale ciò che lui si aspetta e ciò che dovrebbe essere possibile fare con questa vettura”.
Stella ha spiegato che la risposta della MCL39 a determinati input del pilota al momento è un po’ troppo “sensibile”, qualcosa che sembra penalizzare più lo stile di guida di Norris che quello di Piastri, mentre a mettere più in difficoltà l’australiano sono altri aspetti della vettura, anche se i progressi fatti rispetto allo scorso anno confermando come stia proseguendo sulla direzione giusta.
“Devo dire che, al momento, quando cercano di trovare il limite della macchina, hanno esigenze un po’ diverse in termini di ciò che si aspettano naturalmente dalla vettura e da quella che poi è la risposta della macchina”.
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