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F1 | Max tenta l’impresa: per giocarsi il titolo è tornato al fondo che aveva scartato

Ad Abu Dhabi, l'olandese ha conquistato una pole cruciale in vista della gara. Tuttavia, c'è un aspetto curioso: per l'ultima tappa della stagione Verstappen ha scelto di tornare al nuovo fondo che aveva scartato dal Brasile in poi, adottando così l'ultima evoluzione che dovrebbe restituire più carico. Un all-in alla ricerca del dettaglio.

Max Verstappen, Red Bull Racing

C’è un dettaglio passato quasi inosservato nella pole position di Max Verstappen ad Abu Dhabi, tanto magica quanto significativa, ossia la scelta di tornare a quel fondo che il pilota olandese aveva scartato dal GP del Brasile in poi. Una decisione che, a prima vista, può sembrare curiosa, ma che rivela l’approccio della Red Bull, sempre pronta a inseguire il minimo particolare per inseguire l’impresa.

Per mantenere vive le proprie speranze iridate, la squadra di Milton Keynes sapeva di avere un obiettivo chiaro e imprescindibile in qualifica: partire davanti, così da poter dettare il ritmo della gara in funzione della sua evoluzione. La priorità assoluta resta naturalmente la vittoria, indispensabile per conquistare punti, ma altrettanto cruciale è riuscire a mettere la McLaren sotto pressione, in qualunque modo possibile.

Per conquistare la pole, consapevole della sua importanza nell’economia della gara, la Red Bull ha dato tutto, concentrandosi soprattutto sul contenimento di quel fastidioso e cronico sottosterzo che aveva condizionato Verstappen nelle prove del venerdì. Non dovrebbe sorprendere, al contrario, che il team di Woking abbia invece deciso di seguire una strada opposta, privilegiando il lavoro in ottica gara piuttosto che sul giro secco.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

Nella ricerca estrema della performance emerge un dettaglio curioso: il fondo. In Messico la Red Bull aveva introdotto l’ultima evoluzione stagionale, con modifiche che però non avevano convinto del tutto Verstappen. A Città del Messico il pilota era stato limitato da un fastidioso fenomeno di bottoming, ripresentatosi poi anche nella fase iniziale del weekend successivo in Brasile.

Complice un feeling non del tutto ottimale con la vettura, Verstappen aveva scelto a sorpresa di accantonare il nuovo fondo, tornando per il resto del weekend alla precedente specifica introdotta a Monza. Una decisione dettata più da esigenze di sensibilità alla guida che da un puro discorso di prestazione, come raccontato qualche settimana fa.

Per una questione legata alle preferenze di comportamento della vettura, Verstappen ha continuato anche nei successivi appuntamenti a restare fedele al fondo introdotto a Monza, mentre Yuki Tsunoda ha proseguito con la nuova specifica portata in Messico. Ad Abu Dhabi, però, per l’ultima tappa della stagione, è arrivato un cambio di piani.

Confronto fondo Red Bull tra la specifica di Monza e quella del Messico

Confronto fondo Red Bull tra la specifica di Monza e quella del Messico

Verstappen è infatti tornato a utilizzare il nuovo fondo, quello che secondo la Red Bull dovrebbe assicurargli un maggiore carico aerodinamico, su una pista dove, soprattutto con la riasfaltatura effettuata quest’anno nel tratto veloce del primo settore, ci sono poche sconnessioni tali da scomporre la macchina, permettendo così di girare bassi.

Nel corso delle libere del venerdì, nonostante una certa tendenza della vettura a saltellare, il carico aerodinamico prodotto non rappresentava il problema principale della RB21. È anzi plausibile che la Red Bull abbia scelto questa soluzione per ottenere più carico dal fondo tenendo al tempo stesso scariche le ali, così da guadagnare efficienza aerodinamica sui lunghi rettilinei. Quella delle ali scarichi, infatti, era una scelta ben consapevole, indispensabile per sfruttare gli allunghi e costruire le basi della pole position.

Il vero problema era il cronico sottosterzo dovuto alla mancanza di grip all’anteriore, un limite che in più occasioni durante la stagione aveva condizionato le prestazioni della RB21. Una volta trovata la chiave, almeno sul giro secco, la Red Bull è riuscita a restituire ritmo alla vettura proprio nelle aree dove era mancata nella giornata precedente: le curve a media velocità. In parte è per questo che la squadra di Milton Keynes spera che le modifiche fatte possano aiutare anche sulla lunga distanza riducendo il sottosterzo. 

Curiosamente, a rimetterci indirettamente da questa situazione è stato Tsunoda. Nel corso della FP3, mentre usciva dai box, il giapponese è stato colpito da Andrea Kimi Antonelli, danneggiando il fondo nuovo già utilizzato nelle gare precedenti. Tuttavia, con il fatto che in questo weekend anche Verstappen ha scelto di usare l’ultima evoluzione, Red Bull ha giustamente deciso di privilegiare la rincorsa mondiale di Max, assegnandogli l’ultimo fondo di scorta. Tsunoda si è così ritrovato costretto a tornare a un fondo che non solo non aveva mai provato nel weekend, ma che non aveva utilizzato nemmeno nelle gare passate.

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