F1 | Max ribatte: “Russell ha mentito, è uno che pugnala alle spalle”
Verstappen e Russell sono tornati sugli episodi del Qatar, con l'olandese che ha detto di non aver rimpianti per i commenti fatti sull'inglese dopo la gara di Lusail. Inoltre, Max ha aggiunto di non essere sorpreso dei commenti fatti da Russell, dato che a suo parare ha mentito con gli steward, definendolo come una persona che pugnala alle spalle.
Le scorie del Gran Premio del Qatar si sono protratte fino all’ultimo appuntamento della stagione di Abu Dhabi, soprattutto per lo scontro tra Max Verstappen e George Russell in seguito a quanto successo in qualifica.
Verstappen era infatti stato richiamato dagli steward per aver guidato troppo lentamente in maniera non necessaria mentre Russell stava sopraggiungendo alle sue spalle, con quest’ultimo che ha dovuto fare una manovra evasiva per evitare il contatto. Ciò ha portato alla penalizzazione dell’olandese, ma ad aver davvero infastidito il quattro volte campione del mondo è stato è stato l’atteggiamento del britannico della Stella, che avrebbe spinto durante l’udienza con gli steward per far comminare una sanzione.
Parlando alla vigilia del Gran Premio di Abu Dhabi, entrambi i piloti sono tornati sull’episodio e sul cosa sia successo dietro le quinte. Russell ha raccontato come Verstappen gli avesse detto che avrebbe fatto di tutto per buttarlo fuori pista, rimarcando anche come questo atteggiamento abbia superato il limite. Inoltre, lo stesso pilota britannico ha suggerito che il quattro volte campione del mondo, pur essendo ai vertici dello sport, si sente sopra ogni regola.
Franco Colapinto, Williams Racing, Max Verstappen, Red Bull Racing, Nico Hulkenberg, Haas F1 Team
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
Nel frattempo, in conferenza stampa Max Verstappen ha spiegato di non avere rimpianti su quanto detto dopo la gara, ribadendo di aver perso ogni forma di rispetto per il collega inglese per il modo in cui ha cercato di forzare i commissari ad assegnargli una penalità.
"No, [non ho] nessun rimpianto, perché intendevo dire tutto quello che ho detto ed è sempre lo stesso. Se dovessi rifarlo, forse avrei detto ancora di più conoscendo l'esito della gara", ha spiegato Verstappen alla vigilia del Gran Premio di Abu Dhabi, rimarcando come fatichi a comprendere il comportamento di Russell nella stanza dei commissari per forzare gli steward ad assegnargli una penalità.
"Non riesco ancora a credere che qualcuno possa comportarsi così nella stanza dei commissari. Per me è stato inaccettabile, perché siamo tutti dei piloti. Abbiamo tutti molto rispetto l'uno per l'altro. Facciamo anche sport insieme, viaggiamo insieme. Naturalmente ci sono momenti in cui ci si ritrova insieme, ci si scontra o non si è contenti. In tutta la mia carriera, non ho mai vissuto quello che ho vissuto nella stanza dei commissari in Qatar. E per me è stato davvero inaccettabile".
Il problema di fondo secondo Verstappen è che Russel ha anche mentito agli steward su ciò che Max stava facendo durante quel giro. Infatti, secondo il quattro volte campione del mondo, in quel momento stava solo cercando di tenersi fuori dai guai e prendere dello spazio dalle altre vetture che lo avevano appena superato e che stavano procedendo con un passo più sostenuto per scaldare le gomme. Anche Nico Hulkenberg durante la conferenza stampa ha spiegato di non aver capito il motivo della penalità di Max.
Pole man Max Verstappen, Red Bull Racing, George Russell, Mercedes-AMG F1 Team
Foto di: Dom Romney / Motorsport Images
“Davanti hanno rallentato tutti, perché c'erano parecchie auto, e ho rallentato anch'io perché non volevo accelerare per cercare di rovinare il loro giro. Poi ho visto qualcuno che stava spingendo nel mio specchietto, comportandosi come se fosse una situazione pericolosissima, e quasi si ammazzava o qualcosa del genere. Eravamo tutti in un giro lento, non eravamo nemmeno in un giro veloce", ha detto Verstappen.
“Non mi sarei mai aspettato che qualcuno cercasse di ottenere attivamente una penalità così grave e che mentisse sul motivo per cui stavo facendo quello che stavo facendo. Ma è chiaro che ha influenzato [i commissari]. È stato davvero poco carino e davvero scioccante quello che stava accadendo".
In una seconda conferenza stampa del pomeriggio, una volta saputa la versione di Russell detta al giovedì, in cui lo aveva definito un bullo dicendo che aveva minacciato di farlo finire fuori pista, Verstappen ha rincarato la dose, sottolineando come l'inglese abbia mentito.
"Già questo non è corretto. Ma sapete, queste cose non mi sorprendono. Io dico solo la mia opinione su come è lui. Ovviamente non è contento, ma è la stessa cosa che ha fatto con i commissari sportivi. Mentire e mettere insieme cose che non sono corrette. È uno che pugnala alle spalle. Per me non ha importanza. Non c'è bisogno di parlare troppo di persone del genere, sono solo dei perdenti".
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
"Abbiamo avuto l'ultima risata, perché alla fine abbiamo vinto quella gara. Loro saranno anche partiti in pole position grazie alle loro critiche ai commissari sportivi, ma 300 metri dopo erano di nuovo dietro di noi".
Verstappen si è detto infastidito dai commenti di Russell sul fatto che qualcuno debba opporsi all'atteggiamento dell'olandese, suggerendo che la sua irritazione è stata causata solo dalla loro visita ai commissari e non dal fatto che quest'anno abbia avuto maggior competizione in pista, come indicato dall'inglese.
"Perché qualcuno dovrebbe opporsi a me? Non ho fatto nulla di male. Ho solo detto che sono deluso delle sue azioni agli steward, tutto qui. Non ha nulla a che fare con tutto il resto. Ero molto rilassato, avevo già vinto il campionato. Solo che lui ha dovuto essere così drammatico per cercare di partire per primo. Stava urlando per guadagnare una posizione, per lui può fare una grande differenza".
"Sta dicendo un sacco di cose che non sono basate sulla verità. Ma è quello che è successo anche ai commissari sportivi. Ha insinuato molte cose che non hanno senso. È tipico di lui. La gente può credere quello che vuole, ma non è vero. Io sono sempre la stessa persona, che sia a casa, qui o dai commissari sportivi. Non si può dire questo di tutti".
Quando gli è stato chiesto cosa è stato effettivamente detto in Qatar, Max ha risposto: "Non è questo. Non l'ho detto in quel modo. Ma sapete, questa è un'altra cosa. È successo a porte chiuse, quindi non è necessario condividere tutto quello che è stato detto lì e renderlo più drammatico".
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