F1 | Max mina le certezze McLaren. Ora serve una reazione da Piastri
Verstappen riduce ancora il divario che lo separa da Piastri e Norris nel Mondiale Piloti: McLaren ora è davvero in pericolo, ma non cambierà né approccio, né strategia fino a quando il titolo non sarà aritmeticamente solo nelle mani dei suoi alfieri.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Prima ancora di salire sul podio, dove ha ritirato un trofeo che la Red Bull faticherà non poco ad imbarcare su un aereo, Max Verstappen ha dato voce ad una sensazione che si era fatta strada già da qualche settimana: “Il mondiale? Se saremo perfetti fino alla fine…allora avremo una possibilità”. I giochi sono ufficialmente riaperti, dopo Austin anche i numeri concedono a Verstappen una concreta possibilità nella volata finale. Negli ultimi quattro weekend Max ha messo insieme un bottino di 101 punti, contro i 57 di Norris ed i 37 di Piastri, a cinque tappe dal termine il gap che lo separa da Oscar e Lando è rispettivamente di 26 e 40 punti.
Ma non è solo questione di aritmetica. Il weekend di Austin ha creato le prime crepe nelle certezze della McLaren, quello che sembrava essere uno scenario più fantasioso che possibile è diventato realtà, se il tandem Red Bull-Verstappen confermerà la performance viste nelle ultime quattro tappe di campionato, per la McLaren c’è il rischio (al momento ancora limitato) di ritrovarsi a fare i conti con una beffa che entrerebbe nella storia della Formula 1. Il margine su cui i due piloti papaya possono ancora contare resta rassicurante, ma a patto che arrivi una reazione.
La McLaren ha bisogno di tornare al successo e di farlo il prima possibile. Arrivare alla stretta finale con Verstappen ancora in gioco comporterebbe un ulteriore vantaggio per Max, abituato allo stress delle volate mondiali. Quella che per lui è una ‘confort-zone’ rischia di essere una compagna di viaggio poco gradita per Piastri, Norris e tutta la McLaren. Per Verstappen non c’è traccia di quella tensione vissuta nel 2021, solo un mese fa nessuno avrebbe mai pensato di vedere Max realmente in corsa per il titolo mondiale, ed in caso di sconfitta non ci sarebbe comunque nulla da recriminare.
Nel box Red Bull c’è anche la consapevolezza che alla McLaren basterebbe un colpo per portarsi in una posizione quasi inviolabile. Ad Austin l’incidente al via della gara sprint non è costato solo punti nella classifica generale, ma anche dei dati cruciali mancati alla squadra quando ha dovuto deliberare il setup per la gara. Nonostante tutto Norris ha disputato una buona corsa, pagando a caro prezzo il primo stint trascorso nella scia della Ferrari di Leclerc. La MCL39 ad Austin aveva il potenziale per giocarsi la vittoria, in un weekend lineare e senza errori molto probabilmente Lando sarebbe stato un avversario in grado di giocarsela alla pari con Max. Anche l’assetto molto prudente (sul fronte altezze) deliberato sabato dopo l’incidente nella gara sprint non ha aiutato.
Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Clive Mason / Getty Images
La McLaren è ancora una monoposto vincente, ma rispetto alla prima metà di stagione non può più permettersi sbavature. Un Verstappen stellare ed una Red Bull rivitalizzata impongono ai papaya di non lasciare nulla al caso, tutto deve essere fatto in modo perfetto e ad Austin non è stato così. “Sappiamo che quando Max ha il materiale competitivo diventa un candidato molto serio per la vittoria – ha spiegato Andrea Stella – dobbiamo solo continuare a massimizzare le prestazioni e continuare a fare buoni weekend. Ci sono stati weekend, come a Baku, nei quali non siamo riusciti e mettere tutte insieme come avremmo potuto, ma abbiamo sicuramente una grande opportunità e siamo consapevoli che l'esito di questa stagione è nelle nostre mani”.
Il team principal della McLaren ha risposto in modo chiaro quando gli è stato chiesto se la squadra, in caso di classifica sempre più corta, potrebbe valutare delle gerarchie interne sul fronte piloti. “Mancano cinque Gran Premi e due gare sprint, e le vedo come una possibilità per aumentare il nostro vantaggio nei confronti di Max. È questo il mio modo di vedere le cose.
Credo che i piloti si siano resi conto che avrebbero potuto fare di meglio in alcune gare precedenti, ma non prenderemo alcuna decisione se non dettata dalla matematica”.
Austin ha confermato un buon stato di forma di Norris, bravo nel gestire il confronto con Leclerc quando si è trovato alle prese con un surriscaldamento degli pneumatici e molto freddo nel gestire l’attacco finale sulla Ferrari con la pressione del cartellino giallo per track-limit. Resta invece un punto interrogativo il weekend di Piastri, il fine settimana peggiore (in termini di performance) della stagione. La squadra analizzerà nei prossimi giorni tutti i dati a disposizione per identificare la causa che hanno determinato una gara molto opaca. “Faremo un check dell’assetto, del fondo e della guida - ha confermato Stella – credo anche che Oscar soffra un po' quando bisogna forzare la monoposto, sfruttando il sottosterzo, il sovrasterzo e il bloccaggio. Questa è un'area della sua guida che può migliorare e secondo gli standard di Oscar questo avverrà molto velocemente”.
Il prossimo fine settimana l’osservato speciale sarà proprio Piastri. Il bottino di punti costruito fino a Zandvoort lo sta tenendo a galla, ma per sperare di mantenere intatte le sue chance mondiali dovrà reagire al più presto. “Preferisco essere nella posizione in cui mi trovo rispetto a quella dei miei avversari”, ha commentato al termine della gara riferendosi al bilancio del suo weekend abbinato alla classifica generale. Resta il leader, è un dato di fatto, ma se c’è un aspetto emerso in meno di due mesi è che in Formula 1 tutto si muove molto velocemente, mettendo in discussione anche certezze che sembravano assolute.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Kym Illman / Getty Images
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