F1 | Max ironico: "Come migliorare il GP di Monaco? Forse tirando banane come in Mario Kart"
Verstappen usa un'ironia tagliente per commentare la regola delle due soste obbligatorie a Monaco, che, di fatto, non ha funzionato.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images
Sulla carta, alla vigilia del Gran Premio di Monaco, le due soste obbligatorie sono apparse come un'idea tutto sommato buona per cercare di ravvivare la gara che, più di tutte, rappresenta tutto ciò che Liberty Media e gli appassionati non vogliono vedere: 78 giri senza spettacolo.
Invece, dopo qualche buona premessa dopo i primi giri, il gran premio disputato ieri nei pressi del porto di Monte-Carlo non ha regalato alcuno spunto degno di nota, rendendo ininfluente così la regola delle due soste forzate.
Al termine della gara diversi piloti hanno fatto sentire la propria voce proprio riguardo la regola imposta per il fine settimana appena trascorso. Quasi tutti hanno apprezzato il tentativo di fare qualcosa per rendere tutto meno scontato, ma altrettanti hanno criticato l'idea - poi diventata regola - per il mancato funzionamento.
Uno di questi è stato Max Verstappen. Il 4 volte campione del mondo è stato chiaro in tal senso e, come spesso accade, non è stato tenero né nei concetti espressi, né nel formulare le frasi con cui diffondere il suo pensiero. Un'ironia tagliente, che è il marchio di fabbrica di un ragazzo schietto e che sa di essere in lotta con due vetture - le MCL39 di Piastri e Norris - più prestazionali della sua RB21.
"Capisco che abbiano voluto fare qualcosa, ma non credo abbia funzionato", ha dichiarato l'olandese ai microfoni di Sky Sports. "Qui non si può correre comunque, quindi non importa cosa si fa. Una sosta, 10 soste. Nella parte finale del gran premio ero in testa, ma le mie gomme erano completamente finite. E nessuno riusciva comunque a passarmi. Credo che oggi, con una Formula 1, si riesca a superare solo una Formula 2 su questa pista".
Oscar Piastri, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images
"Cosa si potrebbe fare? Non lo so. Ma poi, onestamente, stiamo quasi imitando Mario Kart. Dovremmo installare sulle vetture nuovi pezzi. Forse, sai, potremmo lanciare delle banane. Così da rendere la superficie scivolosa...".
In un fine settimana molto difficile per la Red Bull, per via del problemi cronici della monoposto di Milton Keynes sui cordoli e sui dossi, Verstappen è rimasto in pista sino all'ultimo giro prima di smarcare il secondo pit stop obbligatorio in attesa di un'ipotetica bandiera rossa, che avrebbe potuto rimetterlo in gioco per il successo. Questa, come sappiamo, non è arrivata.
"Non avevamo nulla da perdere. Avevo un gran margine dietro me e ci ho provato. Le qualifiche, qui, sono importantissime. Di solito, quando non succede niente di particolare, non si guadagnano posizione. Se fai un pit stop normale, mantieni la tua posizione, ed è esattamente quello che è successo anche questa volta".
"Inoltre, non credo che avessimo il ritmo necessario per lottare con chi ci precedeva, perché ogni volta che cercavo di stare con loro, le mie gomme si consumavano troppo. La quarta posizione è senza dubbio il risultato migliore che potessimo ottenere in questo fine settimana".
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