F1 | Max insofferente: non avere accettato la corte Mercedes inizia a pesare e ora le porte sono chiuse
Le dichiarazioni rilasciate da Max alla BBC sono risultate sibilline sul suo futuro. Al 4 volte iridato pesa la repulsione nei confronti del nuovo regolamento di F1, ma non solo. Non avere accettato l'offerta Mercedes si fa sentire: il team tedesco domina e per lui, ora, il posto non c'è più.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Che partita sta giocando Max Verstappen? Le dichiarazioni rilasciate alla BBC, con cui ha messo in dubbio la sua permanenza in Formula 1, suonano sibilline: non un messaggio esplicito, ma abbastanza chiaro per essere letto e interpretato come tale.
“Sto pensando a tutto ciò che accade in questo paddock, disputiamo tante gare e mi chiedo se ne valga davvero la pena, oppure se preferirei stare più a casa con la mia famiglia e vedere di più i miei amici”.
“Posso tranquillamente accettare di essere in settima o ottava posizione, ovvero dove mi trovo ora – ha proseguito – ma se non ti godi appieno ciò che fai, non credo sia naturale per un pilota da corsa. Voglio essere qui per divertirmi, passare dei bei momenti e godermi la vita. Al momento non è proprio così. Certo, apprezzo alcuni aspetti, mi piace lavorare con la squadra, è davvero come una seconda famiglia. Ma quando mi siedo in macchina, purtroppo, non è la cosa più piacevole. Ci sto provando, continuo a ripetermi ogni giorno di cercare di godermi ciò che ho, ma è molto difficile”.
Un pensiero lineare, senza particolari ambiguità. Ma è davvero questa l’unica criticità che Verstappen sta vivendo? In realtà, ci sono almeno tre fattori che oggi non aiutano Max ad essere particolarmente sereno. Il primo è lo scarso feeling con questa generazione di monoposto, le osservazioni sollevate dal quattro volte campione del mondo sono tutte sensate e legittime. Il secondo riguarda la crisi tecnica che sta attraversando la Red Bull.
Verstappen aveva probabilmente messo in conto una stagione in cui la squadra avrebbe pagato un importante gap motoristico, ma su questo fronte le cose stanno andando molto meglio del previsto. Il reparto powertrain della Red Bull ha messo in pista un motore che ha sorpreso la stessa concorrenza: non è la migliore power unit in assoluto, ma il divario è accettabile. Le difficoltà attuali sono piuttosto legate alla monoposto: grip, carico aerodinamico e guidabilità.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Pierre Gasly, Alpine
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
C’è infine un terzo aspetto. Il mese di marzo ha portato a Verstappen anche un’altra notizia probabilmente poco gradita. A differenza delle criticità tecniche (comunque risolvibili nel medio termine) si tratta di un’opportunità sfumata, forse per sempre. Parliamo di Mercedes, la squadra con cui lo scorso anno Max ha parlato a lungo. L’offerta sul tavolo c’era, l’opportunità di cambiare casacca è stata nelle sue mani, ma alla fine ha prevalso la volontà di restare in Red Bull. È giusto ricordare che Verstappen lo scorso anno è stato in lotta per il titolo fino all’ultima gara, così come va sottolineato che Max in Red Bull si trova in un team ormai modellato intorno alla sua figura e dal quale percepisce un ingaggio faraonico.
La cattiva notizia per Max è che quella porta Mercedes, che ha deciso di non attraversare, potrebbe ora restare chiusa per molto tempo. La squadra di Brackley era già considerata la favorita per il 2026 da diversi mesi, ma la superiorità mostrata nei primi tre appuntamenti della stagione è andata oltre le aspettative.
Inoltre, sul fronte piloti, si è assistito all’esplosione di Kimi Antonelli, una scommessa fortemente voluta (e vinta) da Toto Wolff. Oggi, con questi valori tecnici e con la prospettiva di avere in squadra due giovani provenienti dal programma junior (entrambi solidi e senza criticità evidenti) per la Mercedes un profilo come Verstappen non rappresenta più una necessità. Di fatto, il team ha chiuso la porta al mercato piloti.
Un’opportunità sfumata che, con ogni probabilità, non aiuta Verstappen in questo inizio di primavera a guardare il futuro con ottimismo. Forse non proverebbe un grande piacere nemmeno al volante di una Mercedes, ma quando si rientra ai box e si vede il proprio nome in cima alla classifica dei tempi, la prospettiva (almeno un po'…) cambia.
La scelta, però, è stata sua: hanno pesato una maggiore libertà personale e uno stipendio che Mercedes non avrebbe mai potuto garantire. E forse, dietro la minaccia di lasciare la Formula 1, si nasconde anche la consapevolezza (e la frustrazione) di aver preso una decisione sbagliata.
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