F1 | Max in "modalità sopravvivenza": le modifiche non hanno curato una RB21 nervosa
Il weekend dell'olandese è iniziato esattamente nel modo opposto a quelle che erano le speranze del team. Il pilota della Red Bull ha infatti patito un fastidioso sottosterzo e un bouncing eccessivo che nemmeno le modifiche fatte post-FP1 hanno saputo curare, portandolo solamente al sesto posto, alle spalle anche del compango di squadra.
Doveva essere un weekend all’attacco per Max Verstappen, sin dalla prima sessione. Invece, finora la Red Bull ha ricordato quella di dodici mesi fa: fragile e alle prese con i soliti problemi di inizio settimana, che spesso ne hanno frenato la marcia nella prima parte dei weekend sprint.
Le difficoltà sono emerse già nelle libere: una monoposto segnata da sottosterzo e resa ostica dai continui sobbalzi lungo il giro, tali da renderla imprevedibile. Per questo, tra l’unica sessione di prove e l’avvio delle qualifiche, gli ingegneri hanno tentato interventi significativi sul setup, che però non hanno prodotto i risultati attesi.
Una delle richieste di Max era quella di rendere la vettura più precisa sull’anteriore: già nelle prime libere si era notato come la sua RB21 faticasse a chiudere le curve. Un problema che, nonostante gli interventi, non è stato risolto in vista della qualifica sprint, con una macchina che ha finito per assumere un comportamento ancora più estremo.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Non è andata bene fin dal primo giro, c’era un fenomeno di rimbalzo davvero fastidioso e un sottosterzo molto aggressivo che poi si trasformava in sovrasterzo alle alte velocità. Non è certo quello che vuoi se vuoi andare forte”, ha raccontato l’olandese al termine delle qualifiche, illustrando le motivazioni che lo hanno rallentato durante le prove ufficiali.
“A quel punto sei bloccato e abbiamo provato, ovviamente, a cambiare un paio di cose dal volante, ma non ha mai funzionato davvero. Questo ha reso la situazione complicata. In qualifica era chiaro che non stavano funzionando bene, quindi è qualcosa che dobbiamo capire. Con questo bilanciamento domani nella sprint non sarà divertente. Cercheremo di sopravvivere e poi cambiare in vista delle qualifiche”.
Va sottolineato come, con la gomma media, Max non sembrasse così distante dai suoi rivali, anche se il fenomeno del bouncing nelle curve ad alta velocità era già piuttosto evidente. La situazione è però cambiata con la soft, dove quei problemi si sono manifestati in maniera ancora più marcata, come già emerso in FP1, aggravati dall’uscita di pista in curva quattro.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Verstappen aveva iniziato il giro con un marcato sovrasterzo in curva due, ripresentatosi poco dopo e costringendolo a uscire dalla traiettoria ideale, finendo nella ghiaia. In quel frangente la vettura ha riportato un piccolo danno alla parte anteriore del fondo, nella zona del T-Tray, a causa di un sobbalzo.
Un piccolo danno che nasconde anche un retroscena interessante: il sottosterzo incontrato in curva 2 era infatti legato a un’impostazione errata sul volante, a livello di toggle, con cui si possono modificare più parametri contemporaneamente. L’errore è stato corretto soltanto in vista del secondo tentativo. Tuttavia, al di là di questo episodio, la RB21 non è sembrata in grado di trovare il giusto spunto, soprattutto nelle curve a media-velocità del secondo settore e nei curvoni veloci, dove nasce la maggior parte del distacco.
Lo stesso Verstappen, infatti, ha chiuso soltanto alle spalle del compagno di squadra Yuki Tsunoda, per la prima volta in questo campionato. Non sorprende che i due ricercassero sensazioni profondamente diverse dalla vettura: il giapponese si era lamentato soprattutto di un fastidioso sovrasterzo, più che di problemi legati all’anteriore. Non bisogna dimenticare che i due sono anche su specifiche di fondo diverse, dopo che l'olandese ha deciso di rinunciare alle ultime novità dal Brasile in poi.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Dom Gibbons / LAT Images via Getty Images
“Il problema è stato soprattutto la gomma soft. Voglio dire, con la gomma media eravamo competitivi” – ha aggiunto Marko dopo le qualifiche -. “Si è visto un comportamento simile a quanto visto in P1, anche con la gomma dura eravamo competitivi. Le modifiche che abbiamo fatto ovviamente non hanno risolto il nostro problema con la gomma soft. Sono state migliori sulla macchina di Yuki, che voleva un maggior supporto dal posteriore, ed è stata la soluzione magica, mentre Max voleva più anteriore. Per fortuna è solo la sprint e domani dovremo cercare di sistemare i nostri problemi”.
Uno scenario che ricorda da vicino quello di un anno fa, quando all’inizio del weekend sprint in Qatar, la Red Bull non fu competitiva, faticando a duellare anche con la Haas, per poi ritrovare quella velocità che sembrava perduta proprio grazie alle modifiche nel Parc Fermé. Saprà ripetersi?
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