F1 | Max fa la danza della pioggia a Interlagos, ma la favorita è la McLaren
Il perentorio successo sul bagnato di Verstappen nel GP del Brasile dell'anno scorso spinge i bookmaker a scommettere sull'olandese per la Sprint e la gara, ma la coppia Piastri-Norris ha tutta l'intenzione di mantenere il controllo sul mondiale piloti, confidando nelle qualità della MCL39 che si adattano all'appuntamento paulista.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Clive Rose / Formula 1 via Getty Images
Le previsioni meteorologiche indicano il sessanta per cento di possibilità di pioggia per sabato e il quaranta domenica. Max Verstappen si appresta a tornare sulla pista di Interlagos a dodici mesi di distanza dall’impresa straordinaria che gli valse complimenti a tutto campo, avversari compresi.
Dodicesimo in qualifica a causa di una bandiera rossa innescata da un’uscita di pista di Lance Stroll, Verstappen fu poi retrocesso in nona fila per il cambio della power unit. Da lì partì una rimonta strepitosa in condizioni di pista bagnata, una cavalcata destinata a restare una delle gemme più splendenti della sua carriera.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, vittorioso l'anno scorso in Brasile
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
La vittoria del 2024 ha lasciato il segno, se il fine settimana di Interlagos dovesse svolgersi sotto la pioggia, Verstappen sarebbe il favorito d’obbligo. C’è però chi sostiene che i verdetti di dodici mesi fa non siano necessariamente riconfermati d’ufficio. Tra le tante doti della McLaren 2025 c’è anche quella di gestire molto bene il surriscaldamento degli pneumatici, qualità che in caso di gara con gomme intermedie, potrebbe giocare a favore di Norris e Piastri. Come già verificato nelle ultime gare, la qualifica sarà fondamentale, anche su una pista che si presta ai sorpassi più di molte altre. “Clean air is king”, è il mantra dei piloti, ovvero girare in aria libera sembra essere la chiave per sfruttare al meglio delle monoposto ormai al termine del loro sviluppo.
In questo finale di stagione gli scenari cambiano rapidamente, il countdown verso la tappa finale di Abu Dhabi si sta confermando (classifica alla mano) una vera e propria partita di ping-pong in cui ogni colpo necessita di una replica immediata. Verstappen arriva a San Paolo con 36 punti di ritardo su Lando Norris, nuovo leader grazie alla brillante zampata messa a segno in Messico, una situazione che impone a Max una reazione immediata.
Lando Norris, McLaren, leader del mondiale dopo il successo del Messico
Foto di: Hector Vivas / Getty Images
Per restare in gioco, Verstappen dovrà uscire dal Brasile con un punteggio di tappa superiore a quello del tandem Piastri-Norris, viceversa (con 83 punti in palio restanti dopo il weekend di San Paolo) le sue già ridotte chance diventerebbero a cifra singola. I bookmakers, inclusi quelli britannici, indicano proprio Max come il favorito per la vittoria, sia nella gara Sprint che nel Gran Premio, ma si tratta di una previsione dettata anche da fattori emotivi.
Secondo diversi addetti ai lavori, una grossa parte della partita si giocherà venerdì mattina, nell’unica sessione di prove libere. Interlagos è una pista completa, con curve lente ma anche curvoni a media velocità, uno scenario nel quale centrare il bilanciamento è vitale.
La McLaren parte con un vantaggio di base: il layout di Interlagos è perfetto per la MCL39, e l’ampia finestra di funzionamento della monoposto papaya sarà una preziosa alleata, come già visto molte volte nell’arco della stagione. Se il weekend di Interlagos non prevedesse il format sprint, sarebbe difficile per gli avversari (Verstappen incluso) provare ad infastidire il tandem Norris-Piastri, ma la necessità di mettere tutto a punto dopo soli sessanta minuti di prove, aggiunge qualche variabile in più che potrebbe giocare a favore degli sfidanti.
In Brasile avrà un ruolo importante anche la freschezza delle power unit. I quindici secondi a farfalla completamente aperta (che iniziano dall’uscita della Junção fino alla staccata di curva 1) esaltano l’efficienza del carico ma soprattutto la potenza, fattore che metterà a dura prova i motori. Su questo fronte entra in scena la rotazione delle power unit.
A differenza dello scorso anno in Red Bull sono convinti di poter concludere la stagione con le quattro unità già dichiarate, posizione condivisa anche dalla McLaren. In un finale di campionato così tirato anche una penalità in griglia derivante dall’utilizzo di una quinta power unit potrebbe risultare cruciale.
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