Marchionne: "Vettel subito più ferrarista di Alonso!"

Il presidente della Ferrari nella conferenza stampa di fine anno critica la strategia di FIA e FOM sulle regole

"Vettel? All'inizio dell'avventura a Maranello era già più ferrarista di quanto fosse Alonso all'uscita, dopo cinque anni trascorsi nella Scuderia. Il tedesco è una grande risorsa per la Ferrari: alla Cena di Natale con i dipendenti della squadra ha voluto parlare in italiano, dopo essersi preparato il discorso ed averlo imparato quasi a memoria. Il campione tedesco è entrato subito nella giusta mentalità del Cavallino, rivelando qual è la sua determinazione nel voler raggiungere degli obiettivi".

Sergio Marchionne nella rituale conferenza stampa di fine anno che ha preceduto il pranzo per gli auguri di Natale con la stampa di Formula 1, ha fatto il punto della sua prima stagione da presidente del Cavallino rampante. Dopo un 2015 che ha regalato tre vittorie, vuole alzare il tiro negli obiettivi della Rossa: "Vincere il mondiale? E' un'ottima idea!".

In un'annata decisamente positiva, c'è qualcosa che non le è piaciuto?
"La squadra c'era, la macchina c'era e forse avremmo anche potuto fare qualcosina in più. Abbiamo fatto un paio di sbagli in alcune gare, ma fondamentalmente sono molto soddisfatto, soprattutto considerando da dove siamo partiti all'inizio della stagione".

Sotto il profilo strettamente politico, le ultime vicende le hanno fatto vedere una Mercedes possibile alleato o un nemico che cerca di isolare la Ferrari?
"E' una domanda un po' complessa. Io ho un grandissimo rispetto per l'azienda Mercedes e per Zetsche. Detto questo, li ho sempre considerati dei rivali e credo che siano da temere, perché parliamo di un'azienda con gente capace: non solo dispone di un budget importante, ma ha anche delle grandi capacità tecniche, quindi non deve assolutamente essere sottovalutata. Noi abbiamo fatto dei grandi passi avanti nel 2015, ma credo che la nostra vettura migliorerà in maniera importante nel 2016. Vedremo tutto al primo Gran Premio in Australia, dove capiremo se saremo riusciti a colmare la differenza tra noi e loro. Ma non è una cosa da prendere alla leggera, perché il Gp d'Australia non è scontato. La Mercedes la rispetto, la temo, ma non ho paura dello scontro".

FIA e FOM sono state incaricate dal Consiglio Mondiale della FIA di cambiare le regole a modo proprio se non dovesse venire fuori un accordo. Non è un modo per mettere in discussione il diritto di veto della Ferrari?
"E' una scelta che noi ovviamente non condividiamo, perché riteniamo che lo sviluppo dei regolamenti debba essere fatto in una maniera coordinata. Questa visione è condivisa anche dalla Mercedes e dalla Renault. Qua spendiamo centinaia di milioni di euro, quindi parliamo di decisioni che non vanno prese alla leggera. Il problema è che cercando di creare delle power unit più accessibili per le squadre minori, stanno in un certo senso togliendo a quelle realtà che sono in grado di svilupparle la ragione per cui andiamo in gara. Noi andiamo in pista per dimostrare a noi stessi e a tutti quanti la nostra capacità di gestire la power unit. Se cominciamo ad intaccare questo vantaggio, la Ferrari non ha alcuna intenzione di correre. Se vogliamo far diventare la Formula 1 come la NASCAR, perderemmo il vantaggio di poter sperimentare in pista soluzioni che poi possono avere ricadute sulla produzione. Io capisco benissimo anche le difficoltà che hanno le squadre più piccole, ma questo è un impegno che si deve prendere la FOM, non è un impegno che si deve prendere la Ferrari. Se poi vogliamo estremizzare il concetto, con due concetti differenti di power unit per esempio la Red Bull potrebbe investire tantissime risorse sul telaio e questo andrebbe a creare una disuguaglianza che alla Ferrari non interessa per niente. Dunque, anche il rapporto tra le squadre che non hanno i soldi per gareggiare o quelle come la Red Bull è molto delicato. Confermo la disponibilità della Ferrari a partecipare ad un progetto che possa aiutare le squadre più in difficoltà. Ma deve essere chiaro che non dobbiamo neanche essere gli unici a farlo e che lo sforzo deve essere distribuito anche con gli altri motoristi. E che comunque il tutto debba essere fatto in termini economici che anche a noi convengano. Questo impegno che si è preso il Consiglio Mondiale di dare una delega a Todt ed Ecclestone lo trovo fuori posto".

Stando a quanto ha appena detto, è possibile che la Ferrari in futuro si impegni in categorie diverse e lasci stare la Formula 1?
"E' possibile, ma è molto improbabile. Credo che razionalmente nessuno voglia la Ferrari fuori dalla Formula 1. Vorrebbe dire davvero andare a cambiarne la natura".

Proseguendo su questo tema, ci dobbiamo aspettare una Ferrari che ricorrerà più spesso al diritto di veto?
"Credo che in passato non sia stato mai utilizzato, lo abbiamo usato di recente perché trovavamo che la proposta formulata fosse fuori posto. Il problema di questo sport è che l'ente regolatore non può imporre delle condizioni economiche sulla gestione della scuderia. Quando ci viene detto che dobbiamo fare il motore e poi venderlo a due lire, dal punto di vista economico questo discorso non sta in piedi, perché va a cambiare la dinamica del business che stiamo gestendo. Le condizioni economiche a cui la Ferrari fornisce un motore ad un cliente non possono essere stabilite dalla Commission F.1".

Qual è quindi il giusto equilibrio tra costruttori e squadre clienti? Lei si augura quindi che arrivino più costruttori in Formula 1?
"Io per esempio ho sempre incoraggiato all'amministratore delegato della Volkswagen ad entrare. L'azienda automobilistica più grande al mondo che non gareggia fa un po' strano. Se entrassero altri costruttori, farebbe bene allo sport, farebbe bene a loro e farebbe bene a noi. Il fatto che sia entrato Ghosn (Renault, ndr) con la Lotus è importante, perché arriva un terzo costruttore di motori vero e proprio. E non voglio minimizzare la presenza della Honda, anche se quest'anno ha avuto delle difficoltà, perché ha le capacità per tornare a vincere".

L'obiettivo per il 2016 è la vittoria del Mondiale?
"Il Mondiale si decide in inverno, quando nasce la vettura per la nuova stagione. Poi quando si arriva a Melbourne si capisce se si è fatto un buon lavoro o se c'è qualcuno che è stato più bravo. Se posso dare un consiglio a tutti quelli che lavorano a Maranello quindi è di essere terrorizzati per l'arrivo della primavera. Stare veramente male tra ora e marzo: dobbiamo soffrire dell'incognita di quello che farà la Mercedes in questi mesi, fino a quando non la vedremo in pista a febbraio. Nemmeno durante i test avremmo un riscontro definitivo, solo a marzo capiremo se il lavoro che abbiamo fatto sul nuovo motore e sul nuovo telaio pagherà i nostri sforzi. I prossimi tre mesi non sono affatto facili e non dobbiamo commettere l'errore di rilassarci nonostante i 13 podi e le 3 vittorie. La prossima stagione sarà veramente dura: le prime volte che parlavo con Zetsche mostrava una certa arroganza nei confronti della Ferrari. Ora credo che abbia un po' più di rispetto, ma poca roba, perché alla fine il Mondiale lo hanno vinto loro. L'unica maniera in cui ci rispetterà del tutto è se gli faremo vedere qualcosa in Australia".

Come si può trovare una soluzione?
"Credo che ci siano parecchi interessi al tavolo. Quelli dei costruttori, quelli dei team più piccoli, quelli della Federazione e quelli della FOM. Come ha detto più volte Maurizio (Arrivabene, ndr), l'obiettivo comune deve essere quello di ridare agli spettatori l'interesse a seguire il nostro sport. Serve un sistema capace di creare diversità di risultati in pista, che permetta alle capacità tecniche delle scuderie di emergere. Siccome tenere insieme tutto il sistema è compito della FOM, trovo offensivo che voglia cercare di spostare la sua responsabilità verso le scuderie. La gestione delle gare e dei circuiti è in altre mani, quindi io credo che Bernie si debba prendere la responsabilità di creare un sistema che da un motore equivalente al nostro a chi non se lo può permettere. Ma questo costa, perché lo sviluppo di una power unit non è gratis. La questione è che credo che nel contesto della FOM se lo possa anche permettere. Se lui vuole trovare altre realtà disposte a realizzare delle power unit, queste devono essere assolutamente conformi alle regole della Formula 1 e non differenti, altrimenti andiamo a creare due livelli. Forse serviva un investimento iniziale per cercare di dare al nostro sport una base più solida, ma questi sono investimenti che vanno fatti in maniera razionale e da parte di chi sta gestendo i diritti commerciali. La Formula 1 alla Ferrari costa, non è che ci guadagna. Ci guadagniamo per quello che è il ritorno commerciale del marchio sulle attività che non la Formula 1. Ma per la Mercedes vale lo stesso discorso. Al netto, chi ci guadagna è Bernie. Quindi non possiamo spostare la responsabilità da chi gestisce i diritti commerciali a chi produce le power unit. Imporre obblighi alla Ferrari piuttosto che alla Mercedes è assolutamente fuori posto. Dopo tutto
quello che è stato fatto nell'ottica di ridurre le emissioni, sentir parlare di un ritorno ai motori aspirati con un sistema ibrido meno complesso, è davvero offensivo e sarebbe un passo indietro. Il mondo si è spostato avanti ed anche la Formula 1 deve adeguarsi".

Abbiamo più volte immaginato cosa sarebbe la Formula 1 senza la Ferrari, ma nella sua visione cosa sarebbe la Ferrari senza la Formula 1?
"La Ferrari troverebbe altri metodi per esprimere la sua capacità di correre e di vincere. Sarebbe un peccato enorme, ma la Ferrari non può farsi mettere in un angolo in ginocchio senza rispondere. Ora i regolamenti sono scritti in una maniera che servono gli avvocati per interpretarli: basta pensare che a novembre del 2014 non era chiaro che sarebbe stato possibile utilizzare i gettoni di sviluppo per le power unit. E questa è stata una cosa che in un certo senso ha salvato la stagione della Ferrari e parliamo di un'interpretazione regolamentare. Dobbiamo semplificare le regole e creare un quadro più gestibile, dove non ci dobbiamo appoggiare agli avvocati, ma ai tecnici, come si faceva fino a qualche anno fa".

Alla luce delle sue dichiarazioni, sembra di capire che non reputa più Ecclestone e Todt in grado di gestire al meglio il Circus...
"Il fatto che ci sia una divergenza di opinioni tra me e loro, anche se credo che pure la Mercedes non sia favorevole al ritorno di motori differenti da affiancare alle attuali power unit, credo che rifletta la complessità del problema. L'unico modo per uscirne è quello di collaborare con le scuderie che hanno la tecnologia per sviluppare le power unit, ovvero la Ferrari e la Mercedes, adesso anche con la Renault. Costruire un'alternativa insieme a noicosta, ma è possibile farlo. Evidentemente Bernie ha dei problemi a spendere i soldi della FOM per farlo. Noi sappiamo esattamente quanto costerebbe fare un altro motore, che sia l'equivalente ma non sia identico al nostro. Non c'è niente di magico, bisogna soltanto pagare".

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Ferrari, conferenza stampa di fine anno
Sub-evento Conferenza stampa
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Team Ferrari
Articolo di tipo Intervista