Maldonado conferma che è fuori dalla Renault

Pastor rompe il silenzio e ribadisce che non sarà al via del campionato Mondiale 2016

Pastor Maldonado si è affidato a twitter per ufficializzare la sua esclusione dal prossimo campionato di F.1. La notizia era nell’aria ormai da giorni, ora (a due giorni dalla presentazione di programmi Renault) il pilota venezuelano ha anticipato i tempi ufficializzando la sua uscita dalla squadra.

"Miei cari fan, mi rivolgo a voi con rispetto – ha spiegato Pastor - come tutti sanno nei giorni scorsi ci sono state una serie di voci sul mio futuro in Formula Uno. Oggi, con la massima umiltà, vi comunico che non sarò presente sulla griglia di partenza della stagione 2016 di F1. Ringrazio tutti voi per i messaggi di sostegno, mi sento molto onorato del vostro appoggio e orgoglioso di quanto fatto sul fronte professionale".

Nessun accenno ad un futuro che avrà ancora bisogno di tempo per essere programmato. Ma Maldonado non ha mancato di ricordare i suoi trascorsi, che lo hanno portato da promettente kartista a vincere un Gran Premio di Formula 1:
"Ho vissuto 23 anni molto emozionanti in questo sport, iniziando da giovanissimo, con l'aiuto della mia famiglia. Siamo cresciuti gara dopo gara, anno dopo anno, e sono diventato un professionista, assaporando il gusto della vittoria. Ma per realizzare il mio sogno mi sono trasferito all’estero da giovanissimo, senza il calore del mio popolo, e lontano dalle mie radici Venezuelane. E così sono diventato un uomo".

Maldonado ha fatto il punto della sua carriera...
"Dal Mondiale Karting al titolo in Formula Renault 2000 – ha concluso Pastor – passando attraverso la Formula 3000, la Word Series fino all’indimenticabile 2010 che mi ha visto trionfare in GP2. Mi sono abituato a vincere, conquistando più di 200 trofei, di tutte i tipi. Tanti soddisfazioni incredibili e meravigliose. Poi è arrivata la Formula 1, come ho sempre sperato. La categoria che mi ha dato anche il più desiderato dei miei successi, nel Gran Premio di Spagna nel 2012. Tutto questo grazie al continuo supporto della mia famiglia, dei miei fans e soprattutto del mio grande paese. Ricordo con orgoglio quando ho sentito suonare nostro inno, con la nostra bandiera esposta sul podio. Volevo portarla in cima, e sono contento di averlo fatto".

 

di Roberto Chinchero

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