F1 | Leclerc: "Mercedes ora non si nasconde ed è impressionante. Abbiamo del lavoro da fare"
La prima giornata del 2026 è andata in archivio con una Mercedes che il monegasco ha definito impressionante per quanto riguarda il passo gara mostrato in FP2. L'ipotesi del Ferrarista è che ora la squadra di Brackley abbia iniziato a mostrare le proprie carte, ma Leclerc è concentrato sul proprio team, alla ricerca di un miglior assetto per domani
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Paul Crock / AFP via Getty Images
Un venerdì prudente, con i piedi ben piantati a terra. Si può riassumere così la giornata della Ferrari e di Charles Leclerc che, dopo il miglior tempo nelle prime libere, in FP2 non è andato oltre il quinto posto, pagando oltre mezzo secondo dalla vetta. Un distacco da leggere con cautela: il setup scelto dal monegasco per la seconda sessione si è rivelato poco efficace e oggi i team hanno giocato… con l’energia.
Tra la Rossa e la McLaren di Oscar Piastri, autore del miglior tempo nel pomeriggio, emergono infatti differenze evidenti nel deployment dell’energia. In alcuni frangenti lo scarto supera i 10 km/h, soprattutto sull’allungo verso la chicane 9/10, dove si nota chiaramente che le due squadre adottano strategie diverse nell’utilizzo della batteria.
Capire dove e come massimizzare l’uso dell’energia sarà decisivo in qualifica, quando il valore disponibile scenderà dagli 8,5 MJ delle libere ai 7 MJ, una soglia pensata per evitare strategie di recupero troppo aggressive. Tracciando un bilancio della prima giornata, il monegasco ha diviso proprio il tema su due differenti aspetti.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Quinn Rooney / Getty Images
Da una parte, sul giro secco restano diverse incognite, anche se Leclerc ritiene che le squadre motorizzate Mercedes, quindi sia il team ufficiale che la McLaren, abbiano iniziato a scoprire le proprie carte in FP2, lasciando la Ferrari leggermente più indietro. Resta comunque ancora molto da capire sul fronte della gestione energetica, anche perché Melbourne è una delle piste più complicate dell’anno su questo fronte e un errore può costare molto in termini di tempo sul giro.
Diverso il discorso sul passo gara. Mercedes è stata tra le prime a spostare il lavoro sulla lunga distanza e, sia con Andrea Kimi Antonelli sia con George Russell, ha completato un run piuttosto corposo, arrivando a sfiorare i 15 giri con l’italiano. Una valore piuttosto inusuale per una sessione di libere, dove il tempo per una simulazione è sempre limitato.
C’è però un altro aspetto: i due long run con le gomme dure sono sembrati molto solidi in termini di passo, soprattutto quello di Russell. Un elemento che non è sfuggito nemmeno a Leclerc, che ha riconosciuto come Mercedes abbia mostrato un ritmo interessante sulla distanza.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Martin Keep / AFP via Getty Images
“La FP1 è andata bene, FP2… credo che la Mercedes stia iniziando a mostrare un po’ di più il proprio potenziale, e in FP2 abbiamo cominciato a vedere dove ci manca qualcosa rispetto a loro. Mi sembrano chiaramente molto forti, soprattutto sul passo gara. Non so quanta margine abbiano ancora sul giro secco, ma sul passo gara al momento sembrano davvero molto forti rispetto a noi”, ha detto il Ferrarista.
“Sul passo gara [Mercedes] sono stati davvero, davvero impressionanti. Sul giro secco è difficile capire quanto margine abbiano ancora. Oscar ha fatto un giro impressionante, ma non so cosa stiano facendo tra le due vetture, perché Lando è piuttosto indietro”.
“È la prima gara con una macchina completamente nuova, quindi ci sono tanti punti interrogativi, ma sul long run hai un quadro un po’ più chiaro delle prestazioni di tutti finora. Spero di sbagliarmi e che domani saremo molto più veloci, ma al momento sembra che la Mercedes sia un passo avanti, e poi Red Bull, McLaren e noi dietro”.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Paul Crock / AFP via Getty Images
Chiaro che, in questa fase, nessuno ha interesse a scoprire le proprie carte, preferendo concentrarsi sul lavoro interno per capire dove intervenire sulla vettura. Con così tante variabili in gioco, soprattutto all’inizio di un nuovo ciclo tecnico, ha più senso guardare al proprio pacchetto che misurarsi sugli altri.
È anche la linea indicata da Leclerc, che ha ammesso come sulla SF‑26 ci sia margine di miglioramento: il setup provato nel pomeriggio, ben più aggressivo, non ha prodotto gli effetti sperati e ha finito per impattare negativamente il comportamento della vettura.
“C’è tanto lavoro da fare, ma non è qualcosa su cui mi concentro troppo: abbiamo molte cose da migliorare sulla nostra macchina. In FP2 ho provato qualcosa di piuttosto aggressivo che non ha funzionato, quindi domani tornerò su una finestra più ragionevole e vedremo come andrà”, ha spiegato Leclerc dopo le libere, aggiungendo di mal digerire la pista di Melbourne, per quanto nel 2022 proprio qui in Australia abbia dominato conquistando il suo primo grand slam.
“C’è ancora del lavoro da fare. Come ho sempre detto, Melbourne e Shanghai sono probabilmente le due piste più difficili per me della stagione, e faccio sempre un po’ più di fatica, quindi è una sfida. Ma non deve essere una scusa, anzi, mi piace questa sfida e lavorerò duro per ribaltare la situazione domani”.
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