F1 | Leclerc: "In qualifica patiamo la soft, ma in gara abbiamo il passo per tornare davanti"
Il monegasco ha chiuso la prima qualifica del weekend al quarto posto, fermato sia da una carenza di potenza sul rettilineo prima di curva 11 che da un feeling non proprio entusiasmante con la gomma soft, usata solo nell'ultima manche. Tuttavia, c'è fiducia in ottica gara, dove secondo Leclerc la Ferrari ha il ritmo per giocarsela con i migliori.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Clive Mason / Getty Images
Così vicino, ma anche così lontano. Dopo aver mancato la prima posizione in SQ1 per soli 10 millesimi e aver chiuso al comando la SQ2, Charles Leclerc nell’ultima manche non è riuscito ad andare oltre il quarto posto, con un distacco dalla vetta che è cresciuto fino a sfiorare quasi i quattro decimi dalla pole di Lando Norris. Ma più che il gap in sé, sono altri gli elementi da guardare.
Con una SF-26 aggiornata in quasi ogni area per Miami e una Mercedes che, al contrario, ha portato ben poche novità in attesa del Gran Premio del Canada, le aspettative erano verso l’alto, soprattutto dopo il buon inizio registrato nell’unica sessione di prove libere. Tuttavia, in qualifica, come già visto in altri Gran Premi, i motorizzati Mercedes riescono a compiere un passo avanti, spremendo cavalli in più.
Cavalli che permettono di fare la differenza sugli allunghi, dove in effetti, già nelle prime libere, la Ferrari aveva accusato un gap dai rivali, che si è poi ulteriormente aperto nella SQ3. Sul tavolo, però, ci sono altri due temi di cui tenere conto: sia con il monegasco che con Lewis Hamilton, in SQ3 la Rossa è sembrata pagare più del dovuto sui rettilinei, anche rispetto alla manche precedente.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images
Entrambi i piloti del Cavallino, infatti, hanno perso diversi km/h rispetto al tentativo della SQ2: 7 nel caso di Leclerc, una decina se il paragone viene effettuato su Hamilton. Una differenza importante, che in parte potrebbe essere spiegata dalla differenza di compound tra le due manche: abbiamo ripetuto più volte che in qualifica anche questo aspetto può avere un peso importante, ma che i Ferraristi sembrano aver pagato più di altri, perché l'unico ad aver evidenziato un comportamento simile tra i top driver è Piastri, mentre altri sono rimasti grossomodo costanti o con perdite limitate. Avere
Avere mescole differenti può generare un comportamento differente, anche nel modo in cui si usa l'acceleratore. Questo è un aspetto che non si può trascurare, perché il gap sui rettilinei si è così ampliato, pesando sulla classifica e sulle ambizioni di provare a centrare quantomeno la prima file e che si lega anche a un secondo punto.
Il tema motore non è l’unico, perché a cambiare le sorti della SQ3 è stato anche il difficile rapporto con la mescola più tenera. Se nelle prime due manche la media, obbligatoria nella forma della sprint, sembrava dare maggior supporto, al contrario la soft, che qui a Miami è la C5, la più tenera della gamma, nell’ultima manche ha cambiato le carte in tavola.
Con oltre 50°C di pista, la gomma ha iniziato a scivolare e riuscire a far funzionare la soft, che ha già una finestra di funzionamento piuttosto ridotta, su una pista così calda è diventato ancor più complesso, il che ha portato i piloti a segnalare una carenza di grip che ha reso più difficile trovare il tempo. Non è la prima volta che il Cavallino soffre il legame con la mescola più tenera, tanto che tra i top team è quello che si è migliorato di meno nella manche finale.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“Gli aggiornamenti vanno bene, è solo che tutti hanno portato degli aggiornamenti. Ci aspettavamo una situazione del genere, in cui la Mercedes è probabilmente ancora la macchina da battere e la McLaren ha fatto un passo avanti molto importante. Però ho la sensazione che non abbiano davvero ottimizzato le prime gare della stagione: erano sempre lì, ma non sono mai riusciti a mettere tutto insieme”, ha poi spiegato Leclerc dopo le qualifiche, sottolineando che si attendeva una McLaren competitiva.
“Dal nostro lato, oggi in particolare abbiamo faticato con le gomme: le medie funzionavano molto bene, mentre con le soft la sensazione non era piacevole. Su questo dobbiamo analizzare. Sappiamo che sul passo gara siamo più forti, ma in qualifica c’è del lavoro da fare”.
La possibilità di riaprire il parco chiuso dopo la sprint certamente darà la possibilità di intervenire con delle modifiche mirate per tentare di trovare il bandolo della matassa con la soft, con la Rossa che, in genere, riesce in effetti a trovare qualcosa tra il venerdì e il sabato negli eventi con il format alternativo. In attesa, però, le speranze sono rivolte anche alla lunga distanza, dove il Cavallino sente di avere armi in più per provare a lottare con i rivali.
È bene tenere a mente che, sia nella sprint che in gara, alcune zone passeranno a una potenza ridotta di 250 kW rispetto ai 350 consentiti in qualifica, per cui il peso dell’elettrico sarà inferiore. “In qualifica domani possiamo provare a mettere a punto qualche dettaglio e trovare un po’ di prestazione, ma spero che in gara riusciremo a tornare davanti: abbiamo il passo per farlo, vediamo solo se saremo in grado di sorpassare”.
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