F1 | Leclerc amaro: "È sempre la stessa storia. Nel Q3 gli altri hanno una marcia in più. Per ora..."
Ci sono due modi per leggere le parole di Leclerc dopo le qualifiche di Miami: da una parte l'amarezza per una Rossa dalle armi spuntate sul giro secco, dall'altra la consapevolezza che, una volta che ci sarà la possibilità di lavorare sul motore, la situazione potrebbe migliorare. Intanto il monegasco ha centrato un altro buon 3° posto in griglia.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
Rispetto alla giornata di ieri, la classifica parla di una posizione in griglia guadagnata, perché Charles Leclerc è riuscito a mettersi alle spalle entrambe le McLaren. Eppure la sensazione resta la stessa che lo accompagna dall’inizio della stagione, quel retrogusto amaro che torna puntuale al termine di ogni qualifica: al Cavallino, al momento, manca ancora quel qualcosa in più in termini di potenza per fare davvero la differenza.
Non è ormai più un segreto come, a livello di gestione energetica e di motore termico, quando si arriva in Q3 i motorizzati Mercedes riescano generalmente a compiere un salto in avanti, allungando il margine sui rettilinei. A meno che non ci siano piccole sbavature a livello software, come accaduto ieri ad Andrea Kimi Antonelli, che infatti oggi si è ripreso quella pole position sfuggita al venerdì.
Anche oggi i dati parlano piuttosto chiaro, soprattutto nel primo settore, dove Leclerc ha lasciato sul piatto circa tre decimi solo nell’allungo tra curva 2 e curva 4 con un gap di quasi 20 km/h dal poleman, lo stesso punto in cui ieri Antonelli aveva invece accusato un calo di potenza in deployment. Il problema, però, è di natura diversa ed è un po’ la coperta corta che limita la Rossa sin dalle prime battute di questo campionato.
Charles Leclerc, Ferrari, Zak Brown, McLaren
Foto di: Lubomir Asenov / LAT Images via Getty Images
Come si è visto anche nella sprint, per riuscire a restare agganciati al gruppo di testa da qualche parte bisogna accettare un compromesso, e questo tema emerge chiaramente anche nel giro del monegasco.
Sacrificare il primo settore permette di limitare il tempo perso sui due lunghi rettilinei del secondo e del terzo intertempo. Il punto, però, è che purtroppo al momento la coperta resta corta e bisogna convivere con questi limiti, mentre Mercedes, potendo contare su una maggiore potenza del termico, riesce a mascherare parte delle proprie criticità e a portare comunque a casa una prima fila in extremis.
Alla Rossa, al momento, manca quella marcia in più in qualifica, e lo stesso Leclerc lo ha evidenziato nelle interviste a Sky al termine della sessione, lasciando intendere con chiarezza come si tratti soprattutto di una questione di motore quando si devono trovare gli ultimi cavalli e massimizzare la gestione energetica.
Ci sono però due modi di leggere le parole del monegasco: da una parte emerge l'amarezza per una SF-26 che in qualifica sa di correre con le armi spuntate, ma dall'altra c'è la consapevolezza che, in ottica futura, c'è il margine per migliorare e per provare a ricucire il distacco proprio su questo fronte, avendo più strumenti per lottare con i rivali anche sul giro secco e non solo in gara. È però logico che serviranno interventi più profondi che necessitano tempo.
Charles Leclerc, Ferrari, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
“La seconda posizione forse era possibile, forse anche la prima onestamente. Ma il fatto è che gli altri arrivano in Q3 con un’altra marcia, è sempre così da inizio anno, quindi per adesso noi questa marcia non ce l’abbiamo in più”, ha detto il monegasco, che però ha menzionato anche il feeling con la vettura come uno degli aspetti su cui dover migliorare.
In effetti, al venerdì, con la media la Rossa era sembrata molto a suo agio, mentre con la soft aveva faticato di più nella ricerca del tempo, tanto che lo stesso Leclerc era stato il pilota con il margine di miglioramento più contenuto tra Q2 e Q3, faticando a portare la mescola più tenera nella corretta finestra di funzionamento. Oggi, però, non è soltanto una questione di gomma, ma anche di pista: le condizioni sono cambiate leggermente rispetto a ieri e il vento ha reso le vetture molto più nervose.
Qualcosa che ha patito, per esempio, anche la McLaren, e che Leclerc ha sottolineato nella sua disamina prima di tornare sulla questione motore in Q3, un tema su cui si dovrà attendere l’ADUO per introdurre miglioramenti nel corso della stagione, quando la FIA sbloccherà la possibilità di omologare un’altra Power Unit: “A parte quello, il feeling con la macchina è un po’ peggiorato rispetto a ieri, quindi su quello abbiamo perso un po’ su noi stessi rispetto a ieri. E poi gli altri hanno quella marcia in più in Q3 che noi non abbiamo, per ora…”.
Intanto, molto probabilmente, domani la gara sarà bagnata, offrendo potenzialmente uno scenario molto diverso dalla gara sprint vista oggi.
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