F1 | Le squalifiche Ferrari sono una mazzata per il prestigio del Cavallino
Leclerc e Hamilton sono stati esclusi dalla classifica del GP di Cina per due irregolarità diverse gettando nello sconcerto il mondo della F1. Siamo convinti che non ci sia stato alcun tentativo di frodare le regole, ma gli errori commessi in sede di delibera della SF-25 testimoniano che nel team ci sono forti lacune organizzative.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Due vetture squalificate nel GP della Cina. Per motivi tecnici diversi. Non era mai successo nella storia della F1! La Ferrari rimedia una pessima figura con Charles Leclerc escluso dal quinto posto e Lewis Hamilton dalla sesta piazza. Una pesante mazzata per il prestigio del Cavallino: dopo il doppio provvedimento deciso dal collegio dei commissari sportivi dalla FIA il Cavallino precipita al quinto posto della classifica del mondiale Costruttori dietro alla Williams con 17 punti alla pari.
La squadra di Maranello, che si è candidata in pompa magna ai due titoli mondiali, rimedia un’umiliazione che il suo blasone non meritava. Leclerc è stato tolto dalla classifica perché la sua SF-25 è stata trovata un chilo sotto al peso minimo di 800 kg. Era lecito pensare che l’irregolarità del monegasco dipendesse dall’ala anteriore danneggiata nel contatto al primo giro con Hamilton. Ma non è così, perché Jo Bauer, delegato tecnico della FIA, una volta constata l’anomalia sulla bilancia della monoposto #16 ha fatto montare un’ala di scorta. Poteva essere una via di uscita e, invece, è stato ancora peggio: la misurazione ha rilevato addirittura un peso minore.
Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Inevitabile la squalifica. E a distanza di pochi minuti è arrivata la seconda sentenza: fuori anche Lewis Hamilton! Il pattino della rossa #44 è risultato più usurato di quanto consentito dal regolamento in tre punti diversi, andando oltre il millimetro concesso come tolleranza. Non c’è stato un problema di assetto che ha sbilanciato il comportamento della vettura, perché il consumo è stato verificato su tutto il plank, per cui è il frutto di una scelta di setup fatta prima della corsa.
E con questo non pensiamo ad una scelta di malafede che porta a pensare ad una frode sportiva, quanto ad un clamoroso errore di delibera: la Ferrari, alla riapertura del parco chiuso della Sprint Race dopo il successo di Lewis, è stata costretta ad alzare le SF-25, perdendo inevitabilmente carico aerodinamico (si parla che già solo un millimetro costi 0”2 nel tempo sul giro). Evidentemente la macchina di Hamilton non è stata alzata abbastanza (avvalorando la tesi che i due piloti avessero messe a punto diverse), ma appare chiaro che è stato commesso un grave errore nella delibera della rossa.
Del resto ci sono dei precedenti per entrambi i casi: Michael Schumacher era stato escluso dal GP del Belgio vinto nel 1994 perché la sua Benetton aveva consumato troppo il pattino, mentre l’anno scorso è toccato a George Russell vedersi cancellato il successo sempre a Spa-Francorchamps perché la sua Mercedes era sotto peso di 1,5 kg: era stata cambiata la strategia in corsa, registrando un consumo delle gomme maggiore del calcolato. E questa è la stessa motivazione che ha sposato la Ferrari in uno statement. L’anomalia è essere stati colti nella stessa gara con entrambe le irregolarità.
Noi escludiamo che a Maranello abbiano provato a fare i furbi, per quanto in F1 le prestazioni si trovano cercando il limite di ogni soluzione tecnica, per cui emerge una clamorosa debolezza nelle scelte della squadra. Il team mostra delle crepe profonde nella sua organizzazione.
Come reagiranno i vertici Ferrari? Non sarà un episodio con un semplice volta pagina…
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