F1 | Le soluzioni tecniche più assurde viste al GP di Monaco
In vista del Gran Premio di Monaco di questa settimana, ripercorriamo alcuni dei progetti più strani e curiosi che le squadre di Formula 1 hanno realizzato per il circuito cittadino del Principato.
Se il fascino, l'intensità e l'unicità di Monte Carlo sono gli elementi più evidenti del fine settimana che lo rendono così popolare, in passato ha anche dato vita a soluzioni tecniche memorabili.
Ecco alcune delle idee più assurde che i team hanno utilizzato nel corso degli anni per cercare di ottenere prestazioni extra.
1969
Bruce McLaren, McLaren M7C Ford
Photo by: Motorsport Images
Qui abbiamo Bruce McLaren con la sua M7C che presentava le cosiddette "ali a ghigliottina". Non erano una novità per Monaco e per questo non compaiono nell'elenco principale. Ma, con l'idea di voler vincere a tutti i costi che ha portato all'utilizzo di alcune versioni piuttosto pericolose, Monaco è stato il momento in cui la Federazione è intervenuta e ha detto basta.
Jean-Pierre Beltoise's Matra MS80 Ford.
Photo by: Motorsport Images
La Matra MS80 non era dotata di un'ala a ghigliottina anteriore, ma solo di quella posteriore alta che sarebbe stata vietata per gli stessi motivi sopracitati. A nulla vale il fatto che per il GP di Monaco la vettura fu dotata di un'ala anteriore più larga del normale.
Jack Brabham, Brabham BT26A Ford
Photo by: Motorsport Images
Ecco Jack Brabham al volante della sua BT26, anch'essa dotata di ali alte.
Chris Amon, Ferrari 312
Photo by: David Phipps
L'ala posteriore alta della Ferrari era regolabile e il pilota poteva modificarne l'angolo per ridurre la resistenza aerodinamica sui rettilinei. Si trattava di un sistema di tipo DRS primordiale, molto in anticipo sui tempi.
1974
McLaren M23, ala anteriore per Monaco
Photo by: Giorgio Piola
Alla ricerca di una maggiore deportanza anteriore, per il GP di Monaco la McLaren portò il suo muso "winklepicker" (per intenderci, la larghezza normale del muso è segnata dalla linea tratteggiata blu). Questo più stretto consentiva l'inserimento di elementi dell'ala anteriore più larghi, mentre sulla piastra terminale erano state posizionate delle piccole bandelle (evidenziate in giallo) in modo che il pilota potesse vedere dove finiva l'ala dall'abitacolo.
1976
Un meccanico al lavoro sulla McLaren M23 Ford di Jochen Mass.
Photo by: Motorsport Images
Nell'archivio di Motorsport Images è saltata fuori questa chicca, quando la McLaren sperimentò un'ala posteriore ribassata nel tentativo di aumentare la deportanza.
1979
Vsta a 3/4 della Ferrari 312 T4 per Monaco
Photo by: Giorgio Piola
La Ferrari arrivò a Monaco con una coppia di alettoni anteriori e posteriori appositamente costruiti, entrambi progettati per interagire più efficacemente con la carrozzeria alle basse velocità, migliorando la deportanza e l'agilità.
1980
Ferrari 312 T5, le ali per Monaco
Photo by: Giorgio Piola
La Scuderia di Maranello ci riprovò l'anno successivo, ma questa volta optò anche per un adeguamento del passo della vettura, spostando la linea dell'asse delle ruote anteriori nel tentativo di renderla più agile nelle curve a bassa velocità.
1996
Jordan 196, l'ala extra per Monaco
Photo by: Giorgio Piola
Modellata sulla soluzione ad ala centrale della McLaren di un anno prima, la Jordan si presentò con una propria variante per Monaco. Montata a cavallo del cofano motore, l'ala non solo è stata utilizzata per creare una certa deportanza, ma ha anche contribuito a pulire il flusso davanti all'ala posteriore.
1997
Mika Salo, Tyrrell 025 Ford
Photo by: Ercole Colombo
Questa è una sorta di presa in giro, perché gli X-Wing resi famosi da Tyrrell furono effettivamente utilizzati nel GP di San Marino, una gara precedente a quella di Monaco. Tuttavia, sono ancora fortemente associati alla corsa sul cittadino monegasco.
1999
Ferrari F399 per Monaco
Photo by: Giorgio Piola
A Monaco, la F399 della Ferrari presentava una configurazione dell'ala posteriore ad alta deportanza. Si noti la differenza tra i flap (evidenziati in giallo - Monaco a destra), con il secondo livello di flap che è diventato il fattore dominante, mentre l'ala sottostante vide aumentare i suoi elementi a tre.
2001
Jordan EJ11, ala sul muro per Monaco
Photo by: Giorgio Piola
Nel 2001, la Jordan montò sulla sua EJ11 quella che all'epoca era considerata un'ala assurda. Poiché presumibilmente ostacolava la visuale del pilota, fu vietata prima che il team potesse qualificarsi o gareggiare con essa. Tuttavia, quel pilone davanti al pilota sembra trovarsi in una posizione molto simile al punto di fissaggio anteriore dell'Halo attuale.
2001
Arrows A22 per Monaco
Photo by: Giorgio Piola
In F1 ci si aspetta sempre qualcosa di assurdo e nel 2001 toccò alla Arrows, che come la Jordan aveva deciso di montare qualcosa di controverso sulla propria vettura per il GP di Monaco. Anche questa, però, fu vietata dai commissari prima di poter scendere in pista.
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