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F1 | Le innovazioni Ferrari stuzzicano la McLaren, Marshall: "Guardiamo tutto, ma l'importante è capire"

Rob Marshall, capo progettista McLaren, ha analizzato le soluzioni più interesanti del nuovo ciclo tecnico: dalle pance Audi alle sospensioni Aston Martin, fino alle innovazioni Ferrari su ala e scarico. Nonostante i vincoli, il regolamento 2026 lascia spazio alla creatività e allo studio dei rivali, ma l'aspetto cruciale è capire per sviluppare.

Charles Leclerc, Ferrari, Oscar Piastri, McLaren

“Impara di più il saggio dai nemici che lo stolto dagli amici”. Come spesso accade, all’inizio di un nuovo ciclo tecnico c’è molto su cui imparare, non solo osservando la propria macchina, ma anche le soluzioni sulle monoposto dei rivali. È una regola non scritta della F1, perché in questo sport ci sono alcune delle menti più brillanti e capire i segreti della concorrenza alle volte può rappresentare un vantaggio.

Ma il punto è proprio questo: non si tratta di copiare, ma di comprendere la filosofia alla base di certe scelte, perché è da lì che parte il processo di sviluppo. Esattamente come accaduto con le vetture a effetto suolo, prima di lavorare sulla bozza definitiva dei regolamenti, vi era il dubbio che le normative 2026 fossero troppo restrittive, limitando la libertà degli ingegneri.

Tuttavia, come nello scorso ciclo tecnico, una volta che i progettisti hanno iniziato a lavorare sulle forme delle monoposto, è emerso uno scenario diverso: pur entro determinati vincoli, c’era la possibilità di liberare la fantasia e proporre soluzioni differenti.

Oscar Piastri, McLaren, ai test F1 Pirelli al Nurburgring

Oscar Piastri, McLaren, ai test F1 Pirelli al Nurburgring

Foto di: Pirelli

I regolamenti sono meno restrittivi del previsto

“Credevamo che il regolamento sarebbe stato piuttosto prescrittivo. La tendenza attuale, per come sono scritti i regolamenti, è diversa. Nei tempi andati avevamo una serie di numeri e misure su un foglio di carta che definivano semplicemente dei volumi entro cui mantenersi. Oggi invece ci sono modelli CAD molto complessi che, a prima vista, sembrano rendere più difficile trovare spazi di creatività”, ha spiegato Rob Marshall, una delle tante menti dietro ai successi McLaren degli ultimi anni.

“Ti ritrovi a guardare i box regolamentari che ti vengono assegnati e hai quasi l’impressione che l’auto si disegni da sola, o almeno così pensi. Progetti la tua vettura, poi arrivi al primo GP e ti accorgi che in giro ci sono parecchie soluzioni diverse sulle auto degli altri”.

Qualcosa che, ad esempio, si rispecchia all’anteriore, dove le squadre hanno portato ali diverse a seconda della propria filosofia aerodinamica. Non a caso, durante questa pausa i team hanno dedicato particolare attenzione allo studio dei profili, in particolare quello all’avantreno, dato che è una delle aree più sensibili con questo nuovo regolamento.

Rob Marshall, capo progettista della scuderia McLaren F1, Zak Brown, CEO di McLaren Racing

Rob Marshall, capo progettista della scuderia McLaren F1, Zak Brown, CEO di McLaren Racing

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Una fase di comprensione che passa non solo osservando i dati, ma anche scrutando cosa su cosa ha lavorato la concorrenza, magari andando a riproporre un’idea in versione evoluta. “Tutti pensavano che le ali anteriori sarebbero state uguali, e invece niente affatto. Quindi sì, credo che ogni vettura abbia qualcosa che, quando la guardi, ti fa dire ‘questo è totalmente diverso da ciò che avevamo pensato’. In sintesi, il regolamento è molto meno prescrittivo di quanto pensassimo”.

Pance Audi, sospensioni Aston e tante idee da Ferrari

Libertà che in effetti ha portato le squadre a seguire filosofie differenti in tante aree della monoposto. In particolare, ad aver sorpreso la McLaren sono le pance dell’Audi, totalmente differenti dai rivali, con un ingresso per il raffreddamento verticale molto stretto prima che le forme si allarghino per inglobare lo spazio necessario per accogliere i radiatori.

Non è la prima volta che i tecnici di Hinwil, l’anno scorso sotto le insegne della Sauber, sono in grado di sorprendere con delle soluzioni molto particolari nella zona delle pance. “Credo che una delle più interessanti, guardando un po’ su e giù per la griglia, sia quella delle pance Audi: sono piuttosto particolari”, ha spiegato Marshall, con McLaren che ha scelto un approccio differente e che ricorda più una filosofia simile a quella dell’anno scorso.

Nico Hulkenberg, Audi F1 Team

Nico Hulkenberg, Audi F1 Team

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

“È evidente che hanno scelto una strada diversa, e nessun altro ha qualcosa di davvero simile. Forse ricorda vagamente una Williams di qualche anno fa, ma penso che tutti si aspettassero da loro qualcosa di più convenzionale, e invece chiaramente non è così”.

Tuttavia, le pance Audi non solo l’unica soluzione ad aver sorpreso Marshall: nonostante Aston Martin sia molto distante dalla vetta e anche a livello di telaio non sembra ai livelli dei top team, in particolare nei tratti più veloci dove la AMR26 sembra patire una certa carenza di grip, ci sono comunque delle idee molto interessanti, a partire dalla geometria delle sospensioni, piuttosto estreme nell’interpretazione e che sembrano richiamare delle idee innovative viste lo scorso anno sulla MCL39.

“Aston Martin ha una geometria delle sospensioni piuttosto interessante. Il posteriore sembra piuttosto ambizioso, molto particolare. Si capisce bene perché abbia attirato l’attenzione. Anche la sospensione anteriore è, direi, molto interessante. Forse ispirata a qualcosa che avevamo fatto noi l’anno scorso, in molti aspetti è abbastanza simile”.

Ferrari SF-26 durante il filming day a Monza

Ferrari SF-26 durante il filming day a Monza

Foto di: Federico Manoni / NurPhoto via Getty Images

L’altro team che si è distinto quest’anno per soluzioni tecniche innovative e curiose è la Ferrari. Sin dalle prime prove pre-campionato in Bahrain, la Rossa si è presentata con idee molto particolari, spaziando dalla piccola aletta posta dietro lo scarico fino all’ala posteriore ribaltabile. Non vanno dimenticati i due componenti ai lati dell’halo per gestire i flussi attorno all’abitacolo, i quali sono già stati ripresi dalla Red Bull.

Soluzioni che hanno attirato anche la curiosità di Marshall: “Ci sono elementi come l’ala posteriore della Ferrari: tutti l’hanno vista e hanno pensato “ah, ok, sì, va bene”. Siamo sicuri che sia legale? Sì, lo è. Bene, allora complimenti. Hanno fatto anche qualcosa di interessante con l’uscita dello scarico, che tutti hanno guardato pensando “oh, questo è piuttosto interessante”. Sì, anche quello è stato un buon lavoro”.

Si guarda tutto, ma l'importante è capire come funziona

“Penso che la risposta semplice sia che guardiamo tutto. Alcune soluzioni vengono scartate molto rapidamente quando analizzi il regolamento, altre restano aperte, altre ancora sono limitate da modifiche architetturali che potresti aver fatto in altre aree, ad esempio legate al motore. Ma, in definitiva, analizziamo tutto almeno fino a un certo punto. Alcune idee arrivano fino ai test in galleria del vento o alle simulazioni CFD, altre restano più che altro esercizi teorici che facciamo per capire se potrebbero essere positive o negative per noi”.

Viste le soluzioni dei rivali bisogna però capire come integrarle. Ci sono delle soluzioni che possono essere riprese in maniera diretta, altre che hanno bisogno di uno studio più approfondito per capirne i principi: “Analizziamo praticamente tutto ciò che fanno gli avversari lungo tutta la griglia, cercando di capire se quelle soluzioni potrebbero funzionare anche sulle nostre vetture. In Formula 1 si dice spesso che copiare non funziona, perché ciò che va bene su una macchina non funziona su un’altra”.

“Ma in realtà non è necessariamente vero. Alcune soluzioni funzionano sulle auto degli altri: ricorda i doppi diffusori, funzionavano su una vettura e tutti li hanno copiati, e in un certo senso hanno funzionato anche sulla nostra. Credo che copiare sia sempre stato parte della F1. Una cosa è copiare, un’altra è cercare di capire davvero cosa stia succedendo, cosa l’altra squadra stia cercando di ottenere con ciò che ha fatto”.

“Ed è lì che sta il punto: puoi copiare ciò che qualcuno ha realizzato, ma non hai la loro comprensione. Se fai ricerca in modo corretto e loro, in un certo senso, ti danno un vantaggio mostrandoti ciò che hanno fatto, allora puoi sperare di sviluppare lo stesso tipo di know‑how che loro hanno maturato. Solo che tu puoi farlo più velocemente, perché sei stato ispirato da loro”.

“Quindi sì, è un riconoscimento al lavoro degli altri team, ma lo fanno tutti. Fa semplicemente parte della F1. Alcune cose le pensi da solo, e probabilmente sei più orgoglioso di quelle rispetto a ciò che copi; altre invece le sviluppi o le inventi… nella vasca da bagno. Quelle non vuole copiarle nessuno”.

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