F1 | Le criticità che i team hanno dovuto affrontare alla chiusura della Straight Mode
I piloti si trovano a dover affrontare l'improvviso innalzamento di carico una volta che si passa dalla Straight Mode alla Corner Mode. I team hanno giocato sui tempi di chiusura delle ali per non rendere le monoposto difficili da guidare, ma anche per salvaguardare sospensioni e telaio.
Le monoposto 2026 di Formula 1 sono molto differenti da quelle viste sino al termine del 2025. Hanno caratteristiche quasi agli antipodi anche per via dell'introduzione dell'aerodinamica attiva. Non solo l'ala mobile posteriore, ma anche quella anteriore da sfruttare sui rettilinei.
A diversi appassionati non sarà sfuggito un particolare prezioso. Una volta chiuse entrambe le ali dopo i rettilinei, dal fondo piatto delle monoposto escono diverse scintille. Questo indica lo spanciare delle stesse già prima di introdursi in curva.
Si tratta dell'effetto della chiusura dei profili alari, passando dalla Straight Mode alla Corner Mode ad alto carico. Questo porta la monoposto a ricevere una quantità di carico aerodinamico considerevole, che la schiaccia a terra provocando lo spanciamento del fondo. Nel corso delle sessioni serali ai test di Sakhir, questo è stato molto evidente.
Mark Temple, technical director della divisione Performance di McLaren, ha parlato proprio di questa novità, che vediamo quest'anno attraverso la duplice chiusura delle ali.
"Quando si è in rettilineo a velocità piuttosto elevate e poi improvvisamente si riattiva o si riporta l'ala anteriore e l'ala posteriore nella loro configurazione ad alta deportanza, mentre nelle generazioni precedenti era solo la parte posteriore e solo in qualifica e in fase di sorpasso".
"Quindi, vedrai, forse l'hai già notato quando sei in pista, ma molto spesso le auto iniziano a toccare il fondo quando si disattiva la Straight Mode, si vedono scintille provenire dal fondo e così via, questo è ovviamente un aspetto da considerare".
Liam Lawson, Racing Bulls
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Gli ingegneri hanno dovuto lavorare per trovare la sequenza giusta di chiusura delle due ali per evitare di rendere la monoposto difficile da guidare e da inserire in curva per i piloti.
"Come affrontiamo il fatto che l'auto non tocchi il fondo e poi improvvisamente lo tocchi proprio quando il pilota frena? L'altro aspetto è che non si vuole aumentare tutta la deportanza anteriore e poi non quella posteriore, si tratta di trovare l'equilibrio di chiusura delle ali in modo da rendere l'auto il più prevedibile possibile".
"In realtà, la nostra esperienza finora è che tutto questo avviene così rapidamente che non causa particolari problemi di manovrabilità, è solo qualcosa di cui siamo stati consapevoli per non creare particolari problemi ai piloti o al telaio".
Temple ha ricordato come il passaggio tra Straight a Corner Mode non sia reso difficile dalla quantità assoluta di carico che impatta sulla monoposto, quanto dalla differenza di downforce che intercorre tra le due modalità, che è molto ampia.
"Non ricordi di preciso quale sia il livello di carico che si accumula sulla vettura, ma in termini di carico totale penso sia inferiore a quello che abbiamo visto lo scorso anno, perché il livello complessivo di carico aerodinamico è inferiore del 25% circa, qualcosa del genere, quindi è più che altro che si ha molto meno downforce con la Straight Mode attiva e poi si recupera tutto. Quindi è più una questione di cambiamento che di carico assoluto".
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